F1 2026. Ritardi nello sviluppo, versioni A, test posticipati: che scuderie devono davvero preoccuparsi?

F1 2026. Ritardi nello sviluppo, versioni A, test posticipati: che scuderie devono davvero preoccuparsi?
Pubblicità
In attesa dei test di Barcellona, si rincorrono le voci di possibili ritardi nelle tabelle di marcia dei team di Formula 1. Ma è davvero il caso di preoccuparsi?
13 gennaio 2026

A poche settimane dall’inizio dei test prestagionali 2026 di Formula 1, a tenere banco sono i potenziali ritardi delle scuderie nell’avvicinamento al debutto delle monoposto in pista. Secondo quanto riporta Autoracer, tra i team apparentemente indietro nella tabella di marcia ci sarebbe anche la Ferrari, che avrebbe posticipato il fire-up del motore rispetto alle tempistiche inizialmente previste. In un momento in cui è ancora tutto possibile e in cui ipotizzare i valori in campo è un esercizio improbabile, ci si concentra sulla fase finale della corsa allo sviluppo di vetture in cantiere da molto tempo.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Che i team abbiano intenzione di sfruttare fino in fondo il tempo a loro disposizione per lo sviluppo della monoposto non è un mistero. Lo stesso Vasseur aveva spiegato che la SF-26 sarà assemblata la sera prima del debutto a Fiorano il 23 gennaio. L'esordio anticipato di Audi non deve trarre in inganno. Lo shakedown di Barcellona, condotto con una vettura più simile a un muletto che alla versione che si vedrà in pista a Melbourne, era pensato per rodare le operazioni in pista e portare a battesimo una power unit che segna l’ingresso di Audi come costruttore in F1. Con tutte le incognite del caso, che i motoristi più navigati non hanno.

I test a Barcellona – anzi, come li definisce la F1, “la shakedown week” – potrebbero vedere alcuni team posticipare il loro debutto, senza sfruttare il primo giorno utile in pista. Tenendo conto della possibilità che il meteo vada a influenzare l’attività in circuito, è stata pensata un’agenda flessibile. Ciascuna scuderia dovrà infatti scegliere tre dei cinque giorni a disposizione per i collaudi. E non è da escludere che qualcuno possa farsi attendere. Se si tratti di un segnale negativo o meno dipende dalla vera motivazione.

Se ci trovassimo di fronte a uno scenario catastrofico come quello della Williams nel 2019 – quando la scuderia di Grove fu costretta a saltare la prima giornata di test a Barcellona per il ritardo nello sviluppo della macchina – sarebbe un conto. Un altro sarebbe invece il caso di una scuderia che volesse giocarsi due giorni in fabbrica in più, per poi debuttare successivamente. Farsi attendere in questo scenario genererebbe solo un gran chiacchiericcio, ma nulla di più. E tutto questo nel contesto di test in cui l’obiettivo principale sarà verificare l’affidabilità del pacchetto, a cominciare dal nodo cruciale della power unit, con quella ripartizione 50-50 tra potenza endotermica ed elettrica.

In ogni caso, quello che vedremo a Barcellona – o meglio, che filtrerà all’esterno dai collaudi completamente blindati – sarà molto lontano dal prodotto finale. Vasseur al pranzo di Natale della Ferrari aveva parlato di una “versione A” della SF-26, una variante embrionale pensata semplicemente per verificare l’affidabilità prima del debutto di una versione più avanzata in Bahrain. Non sarà così solo per la Rossa, ma anche per gli altri team. Antesignana, in questo senso, era stata la Mercedes nel 2022, con la veste zero-pods della W13 arrivata solo in corso d’opera.

Sarà comunque solo un antipasto di quello che vedremo in pista a Melbourne. Ma anche in quel caso si tratterà di valori in campo che potrebbero cambiare. Progetti più “maturi” – come quello della Williams, che ha iniziato a lavorare alla monoposto 2026 a gennaio 2025 – potrebbero risultare inizialmente più efficaci di altri, ma non è detto che il potenziale di sviluppo sia lo stesso. Senza contare dell’ingerenza del budget cap – anche a livello logistico – sugli upgrade successivi. Ci vorranno diversi GP per capire chi sarà davvero in ritardo rispetto alla concorrenza.

Pubblicità