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Come al solito, si è consumato tutto sui social. Il giorno in cui Audi sarebbe scesa in pista a Barcellona per un primo shakedown della sua monoposto 2026 di Formula 1, si percepiva chiaramente l’elettricità dell’attesa delle prime foto rubate. Ma nell’era dell’intelligenza artificiale, l’inganno è presto servito. Una delle immagini che ha fatto il giro dei social aveva le carte giuste per fregare chi non fa attenzione ai dettagli. La grana spessa di una foto sfocata, ripresa da lontano, delle forme inedite. Ma osservando meglio si capiva tutto.
Che ci fosse qualcosa che non andava lo si capiva dalla zona dell’abitacolo, in cui non si scorgeva il casco del pilota, ma anche da alcune storture dell’anteriore. Come spesso accade, però, ci si concentra sui dettagli più minuti senza accorgersi dell’evidenza. Che, in questo caso, aveva la forma del logo del Circuit de Barcelona-Catalunya, distorto dalla manipolazione dell’intelligenza artificiale fino ad assumere contorni grotteschi, con caratteri casuali al posto della scritta corretta. Nonostante queste distorsioni, tanti ci sono cascati.
Benvenuti nella Formula 1 all’epoca dell’intelligenza artificiale, un’era in cui produrre immagini false è diventato infinitamente più semplice rispetto a qualche anno fa. E in cui la segretezza dell’inizio di una nuova era tecnica finirà inevitabilmente per distorcere la realtà. La combinazione tra la difficoltà di molti nel riconoscere immagini generate dall’IA e la natura blindata dell’avvicinamento alla stagione 2026 di Formula 1 è destinata a generare una confusione incredibile sui social nelle prossime settimane.
Che lo shakedown organizzato da Audi a Barcellona per un primo rodaggio della power unit sia stato blindatissimo non è una sorpresa. La scuderia di Hinwil era la prima a scendere in pista, con una vettura che in ogni caso è ben lontana da quella che vedremo in azione a Melbourne a marzo. È invece meno giustificabile la decisione di non dare alcun accesso alla stampa ai test di Barcellona, in programma a fine mese. L’esclusione delle televisioni è funzionale al ruolo dei collaudi in Bahrain come vere sessioni prestagionali, come impone il contratto siglato con la pista di Sakhir. Ma la presenza della stampa in pista avrebbe evitato fraintendimenti.
Le fake news fioccheranno in quelle cinque giornate di test in cui i team saranno concentrati sul nodo complicato dell’affidabilità, prima di affinare i collaudi in Bahrain. C’è da aspettarsi una pletora di notizie fondate sul nulla, destinate a diffondersi a macchia d’olio sui social prima che fonti affidabili possano smentirle. Non può che essere così, in un contesto in cui i fan della Formula 1 attendono spasmodicamente i primi raffronti sui valori in campo, i primi dati reali sulle monoposto del nuovo ciclo tecnico.
Nel mare magnum di immagini false e video da cui si evinceva ben poco, in tanti si sono persi quanto di interessante si notasse della RS26 dalle foto diffuse da Audi e dalle foto effettivamente scattate in pista. Parliamo dello schema push-rod della sospensione anteriore, che con le nuove normative tecniche potrebbe tornare in auge. Nel ciclo tecnico dell’effetto suolo, si era fatto largo uso del pull-rod, per generare un effetto anti-dive maggiore. Ma ora è tempo di un cambio di paradigma. Di dettagli degni di nota se ne potranno apprezzare diversi nelle prossime settimane. Anche se potrebbero finire per essere sovrastati da notizie false.