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Il 2026 della Formula 1 comincia oggi, con la prima sgambata in pista di una monoposto della nuova era tecnica. Audi ha scelto il Circuit de Barcelona-Catalunya per un filming day con la RS26. O, per meglio dire, una versione assolutamente embrionale della vettura di Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto per il campionato al via a Melbourne l’8 marzo. Sui social è scattata la corsa alle prime immagini. E nell’era dell’intelligenza artificiale, alcuni si sono lasciati ingannare da foto palesemente false.
Ma della RS26 scesa in pista a Barcellona si evince molto poco anche dalle foto – sgranatissime, come era ampiamente preventivabile – che non sono frutto dell’IA. Anche se potessimo già vederla in modo più nitido, in fondo cambierebbe poco, visto che si tratta di una versione primordiale, di un muletto utile per rodare le operazioni in pista e, soprattutto, per il battesimo della power unit. Il debutto di oggi arriva dopo anni di sforzi da parte della casa dei Quattro anelli in quel di Neuburg per arrivare pronti ai blocchi di partenza del 2026.
Finora aveva girato al banco, la power unit Audi, che, come le concorrenti, non presenta la MGU-H, ma la sola MGU-K, la cui potenza è stata triplicata per poter arrivare a una ripartizione 50-50 della potenza tra endotermico ed elettrico. Mentre continuano a serpeggiare le voci sull’escamotage trovato dalla Mercedes per aumentare il rapporto di compressione del motore termico durante l’utilizzo, il sound della power unit Audi è il primo a risuonare in un circuito, in attesa dei test a fine mese.
Il test si è svolto senza intoppi, il che è una buona notizia in attesa dei collaudi – blindatissimi, off-limits anche per la stampa – a Barcellona. Occasione in cui saranno impegnate in pista versioni poco sofisticate delle vetture che vedremo al via del campionato a Melbourne. L’obiettivo principale dei test in Spagna sarà saggiare l’affidabilità delle vetture, vista l’incognita rappresentata da power unit per cui efficacia e tenuta vanno a braccetto. Motori efficienti, d’altronde, disperdono meno calore e richiedono un packaging meno massiccio, a tutto vantaggio dell’aerodinamica. E con meno ingombri si riduce la resistenza all’avanzamento, e di conseguenza i consumi. Ma il miglior compromesso si può trovare solo in pista.