F1 2026, Mercedes messa all’angolo: svolta sul caso motori, gli avversari forzano la mano in Commissione

F1 2026, Mercedes messa all’angolo: svolta sul caso motori, gli avversari forzano la mano in Commissione
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Svolta politica in Formula 1: in Commissione passa la linea dura sul rapporto di compressione del motore 2026. Gli avversari di Mercedes forzano la mano e anticipano i tempi della modifica regolamentare, cambiando gli equilibri della nuova era tecnica
26 febbraio 2026

La stagione 2026 di Formula 1 è alle porte. Le due settimane di test in Bahrain si sono concluse con l’attività in pista, ma il paddock è ancora scosso da questioni politiche. Tutti i motoristi, la FIA e la FOM si sono incontrati per la consueta riunione della F1 Commission. Tra gli argomenti trattati c’è il tanto chiacchierato rapporto di compressione del motore endotermico e la presunta zona grigia sfruttata da Mercedes per trarne vantaggio. In questi giorni è atteso il responso del voto elettronico, ma qualcosa potrebbe già essere cambiato.

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Ancor prima che il 2026 avesse inizio, lo scorso dicembre, la Formula 1 è stata scossa dalla questione del rapporto di compressione del motore endotermico. La Mercedes avrebbe infatti individuato una zona grigia da sfruttare per ottenere un vantaggio in termini di prestazioni. La scappatoia riguarderebbe i test per controllare il rapporto di compressione — passato da 18:1 a 16:1 con il nuovo regolamento tecnico — che vengono effettuati a temperatura ambiente e non a motore in funzione. Secondo gli altri motoristi, la power unit di Brackley avrebbe un rapporto di compressione maggiore quando il motore è in funzione, salvo poi rientrare nei limiti regolamentari durante i test a freddo.

Questo ha scatenato un caso politico, con Audi, Honda e Ferrari che si sono appellate a un altro articolo del regolamento — il C1.5 — che stabilisce che “le vetture di Formula 1 devono rispettare integralmente il presente regolamento in ogni momento della competizione”. Dunque, se il rapporto di compressione deve essere 16:1, come indicato esplicitamente, deve esserlo sia a motore fermo sia in funzione.

Nella riunione della F1 Commission è stata attivata la procedura di voto online per deliberare una modifica al regolamento tecnico a partire dal 1° agosto 2026, in modo che il rapporto di compressione venga misurato non solo a temperatura ambiente, ma anche a 130 °C. Per far passare questa mozione, il cui verdetto dovrebbe arrivare in questi giorni, basterebbe la cosiddetta supermaggioranza, con i cinque costruttori di motori — Mercedes, Ferrari, Honda, Audi e Red Bull Powertrains — insieme alla FIA e alla Formula 1 favorevoli. In questo modo, l’eventuale vantaggio individuato da Mercedes durante lo sviluppo del suo motore a combustione interna verrebbe neutralizzato. Sarebbe però una vittoria solo parziale per Toto Wolff e una sconfitta altrettanto parziale per gli altri motoristi: modificare il regolamento a partire dal 1° agosto 2026 significherebbe intervenire con oltre metà stagione già disputata, dopo 13 Gran Premi, un margine potenzialmente sufficiente per consentire alla squadra tedesca di accumulare un vantaggio considerevole in classifica.

Gli avversari di Mercedes, tuttavia, non ci stanno e avrebbero chiesto — ottenendolo, secondo quanto riportato da Christian Menath di Motorsport Magazin — di anticipare la scadenza dal 1° agosto al 1° giugno. Parallelamente sarebbe previsto un piano in due fasi: dal 1° giugno 2026 le misurazioni verrebbero effettuate sia a freddo sia a caldo per il resto della stagione; dal 2027 in poi, invece, esclusivamente a caldo.

Secondo le ricostruzioni, Mercedes non arriverebbe al vecchio limite di 18:1, come inizialmente ipotizzato, ma potrebbe comunque attestarsi intorno a 16,3:1 a motore in funzione. Un valore che consentirebbe una combustione più efficiente e che, grazie al flusso massimo di energia di 3.000 megajoule all’ora a partire da 10.500 giri/min, si tradurrebbe in un incremento di potenza.

Dal 2027, con misurazioni effettuate esclusivamente a motore caldo, qualsiasi margine di interpretazione verrebbe definitivamente eliminato. Anche qualora il beneficio per Mercedes non fosse stato enorme con controlli in entrambe le condizioni, un vantaggio — seppur contenuto — sarebbe comunque rimasto.

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