F1 2026. Ferrari all’attacco con la SF-26, Serra alza le aspettative: “Non vedo perché non dovremmo riuscirci”

F1 2026. Ferrari all’attacco con la SF-26, Serra alza le aspettative: “Non vedo perché non dovremmo riuscirci”
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Ferrari non vuole più inseguire. Con la SF-26 nata da zero sotto la guida di Loïc Serra, a Maranello si punta su soluzioni estreme come l’ala 'Macarena'. E il direttore tecnico avverte: "Non vedo perché non dovremmo riuscirci"
25 febbraio 2026

Due settimane e la Formula 1 tornerà in pista per il debutto ufficiale del nuovo regolamento tecnico in gara. L’Australia sarà il primo appuntamento stagionale e anche il primo banco di prova di questo 2026, quando finalmente team e piloti smetteranno di nascondere le proprie carte per esprimere il massimo del potenziale. Solo allora sapremo se l’azzardo della Ferrari avrà pagato con una SF-26 che si appresta a diventare il rompicapo degli avversari grazie al lavoro di Loïc Serra e di tutti i tecnici di Maranello.

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Sono solamente test, è verissimo, ma quella vista in pista è stata una Ferrari diversa dal passato. Non solo per il cambio regolamentare, che ha modificato radicalmente l’aspetto di questa Formula 1, ma perché la Scuderia ha portato in pista un progetto ambizioso e inedito, ben distante dalla linea conservativa seguita negli ultimi anni. A Maranello si è puntato molto su quel flap presente davanti agli scarichi della SF-26, elemento che ha orientato l’intera progettazione del telaio e dell’aerodinamica. Fallire con questa soluzione significherebbe fallire l’intero progetto. Eppure, i dati emersi nelle due settimane di test in Bahrain – dove la vettura si è dimostrata solida anche dal punto di vista dell’affidabilità del motore – sembrano dare ragione a Loïc Serra.

Arrivato dalla Mercedes due anni fa per volontà di Frédéric Vasseur, Serra ha finalmente potuto lavorare su una monoposto nata interamente dalla sua visione, senza eredità del passato. La linea è chiara: non si gioca più in difesa, ma all’attacco. Lo si è capito anche dall’ala 'Macarena' – così l’hanno soprannominata lui e Vasseur – che si ribalta ridefinendo il concetto di ala posteriore nella Formula 1 moderna. Una soluzione talmente inedita da lasciare sbigottiti gli avversari e attirare l’attenzione della stessa Federazione.

ANSA

“Fa piacere vedere l’effetto che hanno le nostre creazioni nel paddock”, ha ammesso il direttore tecnico Serra a L’Équipe. “Il fatto che il regolamento 2026 fosse una tabula rasa era stimolante, ma anche una trappola. La difficoltà è tenersi aperte più porte possibili e non puntare tutto su un unico concetto. Ci sono molte opportunità e allo stesso tempo ci si può perdere molto rapidamente. Senza effetto suolo, il segreto è riuscire ad avere una buona interazione tra telaio e motore”, ha aggiunto.

L’attenzione, però, anche se testata solamente per cinque giri da Lewis Hamilton, se l’è presa tutta l’ala posteriore. “Il regolamento precedente non dava questo grado di libertà: abbiamo capito che c’era un margine per massimizzare l’aerodinamica attiva e la straight line mode, ovvero l’assetto che assume l’ala in rettilineo”, ha spiegato Serra.

Non è detto, tuttavia, che vedremo presto questa ‘ala Macarena’ in pista. Da quanto abbiamo appreso in Bahrain, si tratta di una soluzione ancora primordiale e acerba, che a Maranello hanno voluto testare in condizioni reali per raccogliere dati utili alla correlazione con simulatore e CFD. È lì che la squadra di Serra lavorerà intensamente per affinare il progetto prima di farlo debuttare in un weekend di gara.

La cosa più importante non è avere una buona macchina adesso, ma essere in grado di migliorarla nel corso della stagione. E con i ragazzi che abbiamo a Maranello non vedo perché non dovremmo riuscirci”, ha chiosato Serra, sottolineando come quest’anno la Rossa non voglia più rincorrere gli avversari, ma sorprenderli osando come mai prima d’ora.

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