Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il sipario sulla due settimane di test in Bahrain è calato e la Formula 1 si prepara a tornare sul palcoscenico mondiale con il primo appuntamento stagionale, il Gran Premio d’Australia. Ad osservare da vicino, dal fondo del box a Sakhir, la nuova Ferrari — la prima secondo il nuovo regolamento tecnico — c’era Piero Lardi Ferrari. Le speranze, più che le aspettative, sono alte dopo un anno disastroso come il 2025, ma la SF-26 potrebbe regalare finalmente un sorriso alla Scuderia di Maranello.
Foto copertina: ANSA
“Una macchina nata con problemi strutturali, difficile da curare — ha ammesso senza giri di parole Piero Ferrari analizzando al Corriere dello Sport la SF-25 —. La stagione si è trascinata in modo insoddisfacente e lo sviluppo è stato abbandonato presto. Ma è stata una decisione intelligente perché c’era una vettura completamente nuova da creare”. Un compromesso forzato nella Formula 1 moderna che in passato non sarebbe mai stato necessario. Questo perché oggi è in vigore la regolamentazione del budget cap, che pone un tetto massimo di spesa da rispettare per tutti i team. “Complica tutto e mio padre non l’avrebbe digerito. Avrebbe gridato: ‘I soldi li metto io e li spendo come voglio!", ha aggiunto il vicepresidente e azionista al 10% della Ferrari.
Come sottolineato dal figlio del Drake, questo 2026 sarà un anno importante perché tutto verrà azzerato con l’arrivo del nuovo regolamento tecnico, che permetterà di ripartire da zero. Resterà, però, invariato lo spirito che muove la Ferrari. “L’obiettivo resta fare il massimo con le risorse, che nel nostro caso non mancano. La squadra ha fatto un grande lavoro, la SF-26 è stata allestita nei tempi e io sono fiducioso sulla qualità perché la vedo, a tutti i livelli”. E questa prima monoposto della nuova era Piero Ferrari l’ha vista in azione pochi giorni fa, quando era in Bahrain per seguire i test prestazionali, che gli hanno lasciato sensazioni molto positive. “Ognuno si è mosso sapendo esattamente cosa fare e come: ho visto un lavoro molto ben coordinato”.
Per capire se questo sarà l’anno giusto per la Rossa per riportare i Mondiali a Maranello — quello Piloti manca dal 2007 con Kimi Räikkönen e quello Costruttori dal 2008 — bisognerà attendere le prime gare della stagione. Ferrari, però, è sicuro: “Continuiamo a provarci con tutte le nostre forze”.
Gli anni passano al fianco della Ferrari, ma Piero Lardi non perde l’entusiasmo. “Ricordo i tempi di Niki Lauda, in cui giravamo il mondo con un ingegnere, un capo-meccanico e tre meccanici. Oggi la squadra funziona come il balletto della Scala: tantissimi tecnici e meccanici, ma ognuno fa il passo giusto e il movimento giusto nel momento giusto. Una sincronia molto bella da vedere”. Quello che più ricorda la Ferrari di oggi è però un’altra epoca: “Riandrei alla fine degli anni Novanta: anche quella di Todt e Schumacher era una Scuderia che affrontava grandi cambiamenti. Ma niente paragoni, perché la Formula 1 era diversa”.
A trainare la Rossa oggi c’è Charles Leclerc, giunto al suo ottavo anno a Maranello. “È un pilota velocissimo e lo hanno dimostrato anche i confronti con i compagni di squadra. Estrae prestazione da qualsiasi macchina in qualsiasi momento. Lui per me è una certezza, ci manca solo la soddisfazione di vederlo campione del mondo perché lo merita, anche per il suo grande attaccamento alla Ferrari”.
Al suo fianco Lewis Hamilton, pronto a vivere con uno spirito nuovo il suo secondo anno con la Scuderia. “Emotivamente la Ferrari smuove qualcosa in più anche nei grandi campioni. Lewis è profondamente diverso da Charles, ma faccio fatica a dire se sia rimasto sovrastato dal mito del Cavallino”.
Ma, ha sottolineato Piero Ferrari, non è proibito sognare un giorno di vedere Kimi Antonelli correre con lo stemma del Cavallino Rampante. “Italiani alla Ferrari ci sono stati e l’ultimo che ci abbia provato — ed era un caro amico —, Michele Alboreto, non ci riuscì. Antonelli ha già dimostrato di meritare macchine di vertice: con un po’ di esperienza diventerà certamente un grande pilota”.
Un altro talento che ha colpito Ferrari è Max Verstappen, che sarebbe piaciuto tanto al Drake, “per la sua capacità di andare oltre i limiti della macchina. Ero a Barcellona nel 2016 quando vinse la sua prima gara: lo seguo con attenzione da allora”.
La nuova era tecnica sarebbe piaciuta ad Enzo Ferrari? “Credo di sì: sta ai piloti capire come gestire la potenza elettrica, come sfruttarla al meglio. È vero che il cambiamento tecnico è profondo, ma sono convinto che nel giro di poche gare questa novità diventerà una cosa normale e ne parleremo sempre meno, fino a ignorarla. I piloti capiranno come estrarre le prestazioni sui diversi circuiti e tutti torneremo a porre la nostra attenzione sulle loro abilità. Nei test si è visto che queste nuove vetture vanno comprese: bisogna saper gestire l’energia, ma sono più prevedibili di quelle a effetto suolo. Mio padre avrebbe detto: ‘Sono più sincere’. Personalmente sono convinto che lo spettacolo non ne soffrirà, anzi”, ha concluso Piero Lardi.