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Una nuova era è all’orizzonte. Fuori dalla pista, questo sarà l’anno del Cavallo, e Lewis Hamilton spera che lo sia anche dentro. Dopo le difficoltà del 2025, il nuovo regolamento tecnico è ciò che serviva al sette volte campione del mondo per resettare — soprattutto la mente — e ritrovarsi, forse per la prima volta, con la Scuderia Ferrari. E da quanto emerso nelle due settimane di test in Bahrain, e ancor prima nello shakedown collettivo di Barcellona, questo potrebbe davvero essere l’anno giusto per la Rossa per tornare a brillare in Formula 1.
Foto copertina: ANSA
La prima stagione di Lewis Hamilton in Ferrari — per sua stessa ammissione — è stata un calvario. Un susseguirsi di problemi, con diversi fattori scatenanti: dall’ambientamento in una nuova squadra, con un modus operandi completamente diverso rispetto alle sue abitudini, a una vettura, la SF-25, concettualmente sbagliata. A fare da sfondo a tutte queste difficoltà, ci sono i problemi di base del numero 44 nell’adattarsi allo stile di guida richiesto dall’era a effetto suolo, che ha neutralizzato molti dei suoi punti di forza. Ma ora è acqua passata: un nuovo regolamento tecnico è pronto a debuttare ufficialmente questo weekend con il primo appuntamento stagionale di Formula 1, il Gran Premio d’Australia 2026.
“Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco secondo il calendario cinese. Rappresenta la libertà, il desiderio di sgombrare la mente dalla pressione e riportare al centro i valori fondamentali. Nel momento in cui ti fai schiacciare dalla responsabilità, rischi di perdere non solo te stesso ma anche il divertimento. Bisogna ritrovare la gioia: quando abbiamo presentato la nuova macchina mi sono sentito felice come un bambino”, ha commentato Hamilton al Corriere della Sera.
Divertimento che, dopo la ventesima stagione in Formula 1, Hamilton prova ancora come la prima volta. “Soltanto due persone nel mondo guidano una Ferrari in F1, e io sono fra queste. Parto per questa missione ‘folle’ rappresentando milioni di persone nel mondo, cercando di liberarmi di ciò che non è stato efficace. Ciò che funziona con altri piloti non funziona con me e viceversa”, ha proseguito.
A motivarlo, dunque, è il Cavallino Rampante sul petto e il supporto dei tifosi della Rossa. “È incredibile la loro empatia nei giorni buoni e in quelli negativi. Non possiamo promettere nulla, ma basta fare un giro qui dentro — nella sede della Ferrari — per misurare gli enormi sforzi di ogni singola persona. L’anno del Cavallo offre l’occasione di una rinascita e, dal punto di vista tecnico, in F1 tutti ricominciano da zero. Non c’è nulla di più eccitante, è bellissimo”.
Il tema della rinascita è molto caro al numero 44 che, prima di avventurarsi nel 2026, ha analizzato a fondo cosa ha funzionato e cosa no lo scorso anno per arrivare al massimo a questa seconda stagione in rosso. “Si tratta di analizzare dove ti trovi, di fissare obiettivi e un modo per raggiungerli. Il mio traguardo l’anno scorso era vincere il Mondiale con la Ferrari, non ci sono riuscito. Ciò non significa che non possa arrivarci: bisogna guardarsi dentro e osservare le persone che ti circondano, dai collaboratori alla famiglia, restare motivati e porsi domande scomode. Sto facendo abbastanza? Posso essere migliore? Riesco a essere più gentile? Come devo cambiare i miei metodi?”.
Un cambiamento che Hamilton non ha messo in atto soltanto per sé stesso, ma per tutta la squadra, perché “la Ferrari è una cosa sola: in Italia e fuori, la gente la segue come una religione e la ama come il Papa”. Sul rapporto con Charles Leclerc ha aggiunto: “Il mio obiettivo non è dividere i tifosi. Vogliamo vincere entrambi ed è chiaro che vorrei essere io a farlo, e sto lavorando per questo. Ma il team viene al primo posto. Charles è un pilota fenomenale per come guida, per la sua etica, ed è qui da otto anni. Io arrivo in maniera diversa a questo campionato”.
Dopo un 2025 iniziato con aspettative altissime e concluso con il ruolo di quarta forza ad Abu Dhabi, Hamilton non si è lasciato scoraggiare. La SF-26 non è soltanto la prima monoposto nata con il nuovo regolamento tecnico, ma soprattutto la prima che il britannico ha seguito fin dal principio, orientandone lo sviluppo. “Da 14 mesi lavoro sulla monoposto 2026, al simulatore e con gli ingegneri. Rispetto alla precedente, che ho trovato già progettata e sulla quale potevo cambiare davvero poco, in questa macchina c’è un po’ del mio Dna, e la cosa mi entusiasma”.
I test sono andati bene, ma, come spesso si sottolinea, sono soltanto test, nei quali le squadre hanno svolto lavori diversificati finalizzati a raccogliere quanti più dati possibili. “Ho una certezza: dopo ciò che abbiamo passato l’anno scorso, possiamo affrontare qualsiasi situazione. Questa squadra ha tutto per vincere, dobbiamo portare a termine il lavoro insieme ai tifosi. Più facile dirlo che realizzarlo, ma sono venuto in Ferrari perché ci credevo e ci credo ancora”, ha concluso Hamilton in vista del Gran Premio d’Australia 2026.