F1. “C’è il mio DNA nella SF-26, mai stato così bene da anni”: Lewis Hamilton rilancia le ambizioni Ferrari per il 2026

F1. “C’è il mio DNA nella SF-26, mai stato così bene da anni”: Lewis Hamilton rilancia le ambizioni Ferrari per il 2026
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Lewis Hamilton si dice più motivato che mai dopo i test in Bahrain: la SF-26 porta “il suo DNA” e la fiducia nel progetto Ferrari è totale
18 febbraio 2026

Nel primo giorno della seconda sessione di test prestagionali in Bahrain, Lewis Hamilton ha mostrato un volto decisamente diverso rispetto a dodici mesi fa. “È stata sicuramente una sfida, e una sfida che ho apprezzato per la maggior parte del tempo”, ha dichiarato il sette volte campione del mondo riferendosi al primo anno al fianco della Ferrari

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“Dopo un anno con il team, ora è tutto molto più stabile: conosciamo meglio le dinamiche, le relazioni di lavoro”. Un processo di assestamento che l’ha portato a dire, senza mezzi termini: “Sono davvero, davvero entusiasta di questa stagione”. L’entusiasmo nasce anche dal clima interno. “Tutti si sono presentati con grande positività”, ha raccontato, ricordando le visite in fabbrica prima di Natale. “Si percepiscono empatia e fame. Vedere le persone in officina e poi ritrovarle così motivate a inizio anno è qualcosa di molto positivo”.

Alla domanda se questo sia il momento in cui si sente più ottimista rispetto agli ultimi anni, Hamilton ha risposto con un sorriso: “Non ricordo gli ultimi cinque anni, ma forse sì”. Poi ha aggiunto: “Cerco sempre di iniziare una stagione con fiducia, ma ovviamente ci sono sempre sfide diverse lungo il percorso. Per me è stato un periodo in cui ho vissuto parecchio”. Il riferimento è a un inverno di ricostruzione personale: “Mi sono lasciato tutto l’anno scorso alle spalle. Ho passato molto tempo a ricostruire, a rifocalizzarmi, a portare il mio corpo e la mia mente in un posto migliore”. Nonostante un leggero raffreddore, Hamilton ha sottolineato: “In generale mi sento personalmente nel posto migliore in cui sia stato da tanto, tanto tempo”, anche grazie a una riorganizzazione interna del suo gruppo di lavoro. Per la prima parte della stagione avrà come ingegnere di pista Carlo Santi.

Lewis Hamilton nel box
Lewis Hamilton nel box

C’è poi un elemento tecnico che fa la differenza. “L’anno scorso eravamo legati a una macchina che, alla fine, avevo ereditato. Questa invece, la SF-26, è una vettura di cui ho fatto parte nello sviluppo al simulatore negli ultimi otto mesi”. E qui la frase chiave: “C’è un po’ del mio DNA dentro questa macchina, quindi mi sento decisamente più connesso”. In un contesto di nuova generazione di monoposto, dove “stiamo tutti cercando di capirle strada facendo”, sentirsi parte integrante del progetto è fondamentale. E la fiducia nella Ferrari non è mai venuta meno. “La mia convinzione nel team è esattamente la stessa”, ha ribadito. “Capisco di cosa è capace questa squadra, ed è per questo che l’ho scelta”.

Hamilton sapeva che non sarebbe stato un successo immediato: “Non sarebbe stata una cosa dall’oggi al domani. È per questo che ho firmato un accordo più lungo: perché spesso è un processo”. Un processo che, a suo dire, ha già prodotto lezioni importanti: “Abbiamo imparato tantissimo dall’anno scorso come squadra. Abbiamo fatto dei cambiamenti. Tutti sono costantemente desiderosi di migliorare”. La conclusione è un messaggio chiaro in vista del 2026: “Penso che stiamo lavorando meglio insieme che mai. Sono entusiasta per quello che verrà”.

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