F1. “Non siamo contenti di essere diversi secondi più lenti”: Pedro de la Rosa ammette che l’Aston Martin è in ginocchio. E di Adrian Newey dice…

F1. “Non siamo contenti di essere diversi secondi più lenti”: Pedro de la Rosa ammette che l’Aston Martin è in ginocchio. E di Adrian Newey dice…
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Pedro de la Rosa svela i retroscena dei problemi in casa Aston Martin, con la AMR26 pesantemente attardata nei test prestagionali 2026 della Formula 1 in Bahrain
17 febbraio 2026

Dopo aver stupito per le sue soluzioni tecniche audaci, l’Aston Martin AMR26 nei test prestagionali 2026 della Formula 1 in Bahrain ha attirato l’attenzione per il motivo sbagliato. Mentre nel paddock serpeggiavano le voci sulle mancanze a tutto tondo della monoposto, Fernando Alonso e Lance Stroll in pista rimediavano distacchi abissali. Ma dove sta davvero il problema? “Fa tutto parte di un pacchetto, specialmente con queste normative che fanno sì che la performance di frenata impatti sulla velocità sul dritto”, spiega Pedro de la Rosa.

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“C’entrano il motore, l’aerodinamica, la meccanica, le gomme. La rigenerazione e la stabilità in fase di decelerazione sono molto importanti. Si può scalare una marcia in più al punto di corda per avere più energia nel rettilineo successivo. La cosa importante è rendere la macchina più forte a tutto tondo”, ha osservato il brand ambassador di casa Aston Martin in occasione di un incontro con la stampa presente a Sakhir cui ha partecipato anche Automoto.it.

Quanto potrebbe aver influito sulle ambasce della AMR26 il fatto che il geniale progettista Adrian Newey abbia potuto lavorare sulla vettura solo a partire da marzo 2025? “Col senno del poi è sempre facile. Non funziona così in F1. Se avessimo potuto cominciare qualche mese prima con Adrian, se Honda non se ne fosse andata per poi tornare, cosa sarebbe successo? Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Il punto è che non siamo dove vorremmo essere”.

“Ci sono molte ragioni per questo, è l’importante è che sappiamo quali sono. È ciò che ci rende fiduciosi che il nostro distacco andrà diminuendo, lentamente e gradualmente”. Ma come intende muoversi Aston Martin per risollevarsi? “La priorità è capire il pacchetto per quello che è oggi. Comprenderne i limiti e poi lavorare sulle aree che abbiamo identificato. Non c’è nulla di diverso dalle altre stagioni, anche con un regolamento tecnico nuovo. Non ci sono segreti, né scorciatoie. Bisogna solo lavorare duramente”.

Sono rimasto impressionato dallo sforzo da parte del team a Silverstone per preparare la monoposto in tempo per Barcellona. Hanno lavorato giorno e notte. Sono molto stanchi, ma non mollano il colpo. Non ci sono giorni liberi”. Questo nel contesto di una fase di acclimatamento al nuovo regolamento tecnico fatta di incognite per tutti. “Lo sviluppo non è lineare. Siamo in una fase affascinante, in cui stiamo ancora cercando di capire come funzionano le cose. Questo regolamento è così complesso che parlando con diversi piloti si avranno risposte diverse alla stessa domanda. Nemmeno gli addetti ai lavori sanno esattamente come funzionano”.

Ma quanto è cambiato il team con l’arrivo di Newey? “Non più di tanto. Siamo le stesse persone. Ma la sua leadership non si discute. Ieri, dopo una giornata difficile in pista, ha parlato con grande autorità, indicando la direzione da seguire. Una volta ciascuno avrebbe avuto le sue teorie, ma Adrian è molto chiaro su quello che va fatto. E nessuno alza la mano per contraddirlo. So che potreste non essere convinti che sia vero, ma vi assicuro che ascoltarlo è stato fonte di grande ispirazione. È importante specialmente quando le cose non vanno”.

Che le cose in Aston Martin non stiano girando è chiaro a tutti: “Non siamo felici, in tutta onestà – concede de la Rosa -. Nessuno lo sarebbe se fosse diversi secondi più lento di quello che ci si attendeva. Ma nessuno è preoccupato. Sappiamo che possiamo riprenderci”. La questione è quanto ci metterà la fragile corazzata di Lawrence Stroll. Perché il tempo in F1 è un lusso che non ci si può concedere. E resta anche il dubbio di quale sia il vero distacco attuale dalla testa della classifica, al netto delle incognite che distorcono l’immagine.

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