“In Australia sarà una partenza che ricorderete”: Gasly lancia l’avviso sulla F1 2026

“In Australia sarà una partenza che ricorderete”: Gasly lancia l’avviso sulla F1 2026
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Nuove regole, più incognite e una gestione dell’energia tutta da decifrare: Pierre Gasly avverte che il via della F1 2026 in Australia potrebbe regalare “una partenza che ricorderete”
17 febbraio 2026

Dopo la prima settimana di test prestagionali in Bahrain, Pierre Gasly non usa giri di parole: il 2026 sarà un territorio inesplorato per tutti. Il pilota dell’Alpine tornerà in pista domani a Sakhir per gli ultimi tre giorni di test prima del via ufficiale del Mondiale, in programma nel weekend dell’8 marzo in Australia, e il quadro che emerge è quello di una Formula 1 più complessa che mai e sfruttare ogni attimo in pista sarà essenziale.

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“La cosa che ho imparato questa settimana è che ci sarà tantissimo lavoro per tutti fino all’inizio dell’anno”, ha spiegato Gasly. “Lo sapevamo già, ma la complessità di questi nuovi regolamenti è superiore a qualsiasi cosa abbia vissuto negli inverni precedenti. Ho la sensazione che ci siano molte più incognite rispetto a qualsiasi altra stagione affrontata finora. È una vera corsa all’ottimizzazione per arrivare in Australia con il maggior numero di risposte e le idee migliori su come massimizzare la performance. Non mi aspetto che alla prima gara tutto sia al 100% del potenziale”.

Il francese ha paragonato l’attuale rivoluzione tecnica solo a quella del 2014 con l’introduzione del turboibrido: “Credo che l’unico confronto possibile sia proprio il 2014. All’epoca molti non erano contenti all’inizio, poi c’è stata un’evoluzione enorme. Io nel 2014 ero arrivato secondo in Formula Renault 3.5, quindi non avevo troppe preoccupazioni legate alla Formula 1, ma la differenza è enorme. Bisogna dare tempo a queste macchine. Non sarebbe corretto giudicarle dopo pochi giorni. Quello che stiamo guidando ora sarà molto diverso da quello che guideremo tra sei mesi o l’anno prossimo. È una grande sfida sul lato motore, sul telaio e anche dal punto di vista della guida”, ha aggiunto rispondendo alle critiche mosse da Max Verstappen.

Gasly è consapevole che si è solo all’inizio del percorso di comprensione: “È chiaro quali siano i fattori limitanti e le aree di miglioramento, ma rispetto al passato non è più così semplice dire: questo è il problema, questa è la soluzione. Ora stiamo imparando strada facendo, scopriamo qualcosa di nuovo a ogni run, anche io come pilota. Questo dà ancora più importanza a ciò che stiamo facendo e a ciò che impariamo ogni giorno”.

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Sulla divertimento alla guida, il francese non si è sbilanciato: “Non direi che non è divertente, è solo molto diverso. Ero in Lapponia pochi giorni fa, era completamente diverso guidare lì e mi sono divertito molto. Alla fine corriamo contro i migliori piloti al mondo: dobbiamo fare meglio del ragazzo nella macchina accanto e meglio delle altre dieci squadre nel paddock. Preferire una macchina rispetto a un’altra è un conto, ma io voglio entrare nella stagione con mente aperta. Dopo qualche gara avremo un’idea più chiara. La F1 evolverà molto rapidamente, guardando al ritmo di sviluppo dei team. C’è un punto di partenza, ma non significa che resterà così per sempre”.

Le novità tecniche hanno portato a cambiamenti radicali anche nella guida. “Non ho mai usato così tanto la prima marcia: negli ultimi due giorni l’ho usata più che nei nove anni precedenti in F1. È diverso. Inoltre stiamo cambiando motorista, quindi c’è tantissimo da capire. Il motore è molto diverso rispetto all’anno scorso. Per me è quasi un reset completo: è un nuovo mondo e devo capire come ottenere il massimo. Alcune cose sono insolite, ma si tratta di resettarsi e capire cosa funziona meglio”. Alpine, infatti, a partire da quest’anno utilizzerà power unit Mercedes visto che il programma F1 di Renault è stato chiuso.

Anche dal punto di vista meccanico il quadro è mutato: “Ora si fa molto meno affidamento sull’aerodinamica rispetto agli anni precedenti, che erano dominati dall’aero. Si conta di più sulla meccanica della vettura. C’è più scivolamento, l’alta velocità è diversa, il modo in cui la macchina si muove è differente. Non ha senso fare paragoni con il 2025: sono vetture completamente diverse”.

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Uno dei temi più caldi è quello delle partenze. Gasly avverte: “Vi consiglio di essere davanti alla TV in Australia, perché potrebbe essere una di quelle partenze che tutti ricorderanno”. Poi aggiunge: “Sarà sicuramente più complicato rispetto al passato. Penso che nel giro di settimane o mesi troveremo un modo per rendere tutto più semplice, ma in Australia non sarà facile. E non solo per le partenze: l’affidabilità e arrivare al traguardo saranno la priorità numero uno. Può sembrare banale, ma con queste macchine estremamente complesse non è più scontato come in passato”.

Sul fronte sorpassi e gestione energetica, l’incertezza è totale. “Con lo stesso motore sai più o meno cosa farà l’altro in termini di deployment, ma è difficile capire cosa faranno i diversi motoristi. Potrebbero distribuire l’energia in modo diverso sui rettilinei e questo potrebbe creare più differenze rispetto alla situazione di gara pura. Quando entrambe le macchine sono a piena potenza in modalità rettilineo, non credo che il sistema da solo basti per completare un sorpasso. Inoltre il DRS non è più un guadagno netto: se deployi di più in un punto, pagherai altrove. Non sembra semplice creare opportunità di sorpasso”.

In un contesto così complesso, il ruolo del pilota potrebbe cambiare. “A parità di motore e macchina, chi ha maggiore capacità di gestire tutte queste situazioni può fare la differenza. Ma oggi ci sono molti aspetti su cui non abbiamo il pieno controllo, siamo quasi passeggeri in certe fasi. Non è così semplice come decidere di ricaricare ora e deployare lì: non sempre hai gli strumenti per farlo. Molto dipenderà da ciò che i motoristi permetteranno. Dobbiamo scoprire ancora tanto in vere condizioni di gara”. E se c’è un consiglio finale, Gasly lo offre con un sorriso: “Qualificatevi in pole e la vita sarà molto più semplice da lì”.

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