F1. Ferrari, Frédéric Vasseur scommette sul 2026: “Una nuova sfida ci attende, siamo fiduciosi”

F1. Ferrari, Frédéric Vasseur scommette sul 2026: “Una nuova sfida ci attende, siamo fiduciosi”
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Ferrari riparte da zero: Vasseur svela la strategia per il 2026 e le speranze sul nuovo regolamento tecnico. La SF-26 sarà la chiave per tornare a vincere
12 gennaio 2026

Il tempo scorre inesorabile. Poco più di un mese fa si concludeva definitivamente l’era a effetto suolo che ha visto la McLaren di Lando Norris imporsi con un round finale al cardiopalma su Max Verstappen e sul compagno di scuderia Oscar Piastri. A osservare da lontano, la Ferrari, reduce da un 2025 molto complicato, chiuso con sette podi conquistati da Charles Leclerc e Lewis Hamilton, lontani dalle posizioni di vertice se non nella Sprint della Cina. Un’annata difficile per il team di Maranello, che già nel mese di aprile aveva compreso come la SF-25 non fosse all’altezza delle aspettative. E con un regolamento tecnico ormai alle porte, destinato a rivoluzionare la Formula 1 così come la conosciamo, la scelta migliore per Frédéric Vasseur è stata quella di abbandonare lo sviluppo della stagione in corso per concentrarsi sul 2026 e sulla SF-26, che vedrà la luce il prossimo 23 gennaio.

Foto copertina: ANSA

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Le speranze degli uomini e delle donne di Maranello sono tutte riposte nella nuova era tecnica della Formula 1. Le vetture cambieranno profondamente, sia all’esterno che all’interno, e la rivoluzione coinvolgerà anche lo stile di guida: i piloti dovranno fare della gestione dell’energia il punto cardine della prestazione in pista. Una sfida di portata inedita per il Circus. Come se non bastasse, per la Scuderia Ferrari il 2026 rappresenterà un passaggio cruciale per il futuro. Se il regolamento non verrà interpretato correttamente e il progetto della nuova monoposto dovesse fallire, nel 2027 molte certezze potrebbero vacillare: Charles Leclerc ha già chiarito con un emblematico “ora o mai più” quale potrebbe essere il suo orizzonte, mentre Lewis Hamilton potrebbe concretamente valutare il ritiro dopo le enormi difficoltà vissute nel 2025, capaci di mettere in discussione l’intera sua carriera.

Per evitare che questi scenari si materializzino, a Maranello sono state prese fin da subito decisioni complesse. Dopo la volata al titolo Costruttori nel 2024, la Ferrari ha scelto di ripartire da zero con un nuovo progetto che, però, non ha rispettato le aspettative, sfociando in una stagione disastrosa sotto il profilo dei risultati. Il campionato si è chiuso con il ruolo di quarta forza: una sola pole position per Leclerc, in Ungheria, sette podi complessivi e un Hamilton spesso lontano dalle posizioni di punta. Una soluzione definitiva non poteva essere trovata, poiché il 2025 si è disputato su due fronti: il mondiale in corso e la preparazione per il 2026. Le scelte sono quindi state ponderate in funzione dello sviluppo della SF-26, che verrà svelata a Maranello il 23 gennaio. La più difficile, condivisa con i piloti, ha riguardato la galleria del vento: già ad aprile, quando lo sviluppo della SF-25 è stato interrotto anzitempo, si è deciso di lasciare spazio alla monoposto con cui Vasseur vuole scrivere un nuovo capitolo della storia del Cavallino Rampante, questa volta vincente.

GP Ungheria 2025, Vasseur
GP Ungheria 2025, Vasseur ANSA

Per capire se sarà davvero così, tuttavia, servirà tempo. Allo shakedown di Fiorano scenderà in pista una versione primordiale della vettura, seguita da una configurazione già più evoluta nella settimana successiva, in occasione del test a porte chiuse di Barcellona, in programma a fine mese. A metà febbraio, in Bahrain, durante la seconda e la terza sessione di test – questa volta aperte alla stampa, con Automoto.it presente a Sakhir – debutterà una versione B, sempre più vicina alla monoposto che affronterà il primo Gran Premio stagionale in Australia. Questa continua evoluzione è necessaria perché le nuove vetture dovranno essere collaudate, valutando il funzionamento dell’aerodinamica attiva e l’affidabilità del nuovo motore. La SF-26, dunque, vedrà ufficialmente la luce nella sua forma definitiva soltanto a Melbourne, ed è solo in quel momento che Vasseur e la Ferrari capiranno se il progetto sarà stato azzeccato.

Ho sottovalutato l’effetto psicologico di questa decisione sulla squadra, sui piloti e su me stesso, e arrivare alle ultime 15 gare senza un vero sviluppo aerodinamico non è facile”, ha dichiarato il team principal a f1.com, riferendosi all’interruzione dello sviluppo della SF-25 già nel primo mese di campionato. “C’era una buona ragione: è stata una mia decisione e me ne sono assunto la responsabilità, concentrandoci sul 2026. Ma alla fine è stata una stagione difficile: abbiamo perso alcune opportunità, ci sono stati incidenti e squalifiche che ci hanno messo in difficoltà per tutto l’anno”.

Una scelta che non ha creato fratture all’interno del team – i piloti hanno apertamente confermato di essere d’accordo nel sacrificare il 2025 – ma che ha alimentato una forte pressione esterna da parte di tifosi e media. Un peso che, nella parte centrale della stagione, precisamente in Canada, si è trasformato in un quasi ultimatum sulla permanenza di Vasseur a Maranello. La Ferrari ha ribadito il proprio sostegno al francese rinnovandone il contratto, ma la situazione non è migliorata, complice la persistente mancanza di prestazioni in pista, nonostante l’introduzione di una nuova sospensione posteriore in Belgio. “È dura, ma credo sia il prezzo da pagare per l’emotività che si respira qui. A volte è stata completamente ingiusta con i miei ragazzi, e forse ho reagito nel modo giusto: se dovessi farlo di nuovo, lo rifarei. Il mio lavoro è proteggerli e ottenere il meglio da loro, il resto non è un dramma”, ha spiegato Vasseur.

Pranzo di Natale Ferrari, Vasseur
Pranzo di Natale Ferrari, Vasseur ANSA

Nonostante un 2025 che ha il sapore della disfatta, a Maranello il morale non è mai crollato. “L’umore oggi è positivo ed è tutto concentrato sul 2026. Dobbiamo imparare e capire cosa abbiamo sbagliato in questa stagione”, ha affermato il team principal. “Certo, abbiamo commesso errori, ma ci sono stati anche aspetti positivi. È lo stesso approccio che avevo alla fine del 2024: in ogni stagione ci sono pro e contro e bisogna sempre cercare di trarre il massimo da ciò che si è fatto”.

La sfida resta ardua: non solo risollevarsi dall’annata passata, ma farlo con una vettura coerente e aggressiva, capace di gettare le basi per i successivi cinque anni di questo ciclo regolamentare. Significa bilanciare ogni scelta, investire le risorse giuste al momento giusto e ottimizzare ogni weekend di gara. Le parole d’ordine sono chiare: reazione, gestione e coerenza. “L’aspetto positivo della scorsa stagione è stata la reazione collettiva alla situazione, ed è un segnale importante per il futuro. Abbiamo grandi speranze per il 2026, come tutti. È una nuova sfida e partiamo da zero: la storia ci insegna che con cambiamenti simili non si può prevedere il futuro, basti pensare al 2009 e alla vittoria della Brawn GP alla prima gara. Dobbiamo concentrarci su sviluppo, squadra e produzione, senza sprecare energie a guardare gli altri. Spingiamo fino alla fine del 2026”, ha concluso Vasseur.

 

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