"L'IndyCar è più veloce. Sono veramente preoccupato": Grosjean critica l'artificiosità dell'era tecnica F1 2026

"L'IndyCar è più veloce. Sono veramente preoccupato": Grosjean critica l'artificiosità dell'era tecnica F1 2026
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Romain Grosjean non ha dubbi: il nuovo regolamento tecnico della F1 2026 rischia di rendere le gare artificiose e meno spettacolari. “L’IndyCar sarebbe più veloce”, ha spiegato lo svizzero, puntando il dito sulle prime criticità emerse nei test prestagionali
26 febbraio 2026

Il 2026 entra ufficialmente nel vivo con il nuovo regolamento tecnico, che debutterà in gara la prossima settimana con il Gran Premio d’apertura in Australia. Sarà lì che avremo le prime risposte a tutti i dubbi emersi durante le due settimane di test in Bahrain. Critiche dai piloti — durissimo Max Verstappen —, preoccupazioni dei team principal sulla sicurezza in partenza e interrogativi sulla qualità dello spettacolo complessivo della categoria. Anche Romain Grosjean ha espresso le sue riserve.

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Quando la FIA ha presentato questo cambio regolamentare, l’intento era chiaro: rivoluzionare la Formula 1 per renderla più agevole, sia in pista — con vetture più compatte e scattanti — sia a livello economico, favorendo l’ingresso di nuovi costruttori come Audi. Alla base c’era anche la volontà di offrire più spettacolo agli appassionati, con un maggior numero di sorpassi e un’intensità costante durante tutta la gara. Tuttavia, dalle prime informazioni emerse dai test prestagionali, il piano sembra non aver trovato riscontro nella realtà.

Nelle simulazioni svolte in Bahrain, sorpassare è diventato spesso un artificio che più che un vantaggio in termini di posizioni porta a uno svantaggio prestazionale. Anche la velocità non è aumentata: anzi, è diminuita, rendendo questo cambio regolamentare deludente rispetto alle aspettative fissate da FIA e FOM. Le critiche non sono mancate: i piloti lamentano una drastica riduzione del loro apporto alla guida; Max Verstappen l’ha definita una “Formula E sotto steroidi”. I team principal, Andrea Stella in primis, hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza, mentre restano ancora numerosi punti da risolvere prima del debutto, dalle partenze alla gestione dell’energia, fino alla preparazione del giro di qualifica.

Anche Romain Grosjean, tornato a bordo di una Formula 1 lo scorso anno al Mugello per la prima volta dopo l’incidente al Gran Premio del Bahrain 2020, ha espresso cautela. “Dovremo vedere la prima gara. Sono un po’ preoccupato, ma credo che i team troveranno una soluzione. Il bello sarà che cambierà parecchio l’ordine delle gare e potremo vedere molta azione in pista. Ma sarà l’azione che vogliamo vedere? Questa è la domanda a cui cerchiamo risposta: aspettiamo e vediamo le prime gare”, ha ammesso lo svizzero a Off Track.

Grosjean ha ora una visione più ampia del motorsport, avendo corso nel WEC con Lamborghini e, da qualche anno, in IndyCar. “La differenza più grande è che in Formula 1 ci si concentra sul non slittare e sull’accelerare molto presto per uscire bene dalle curve. Hai 1.000 cavalli che ti spingono, quindi lì ottieni il tempo sul giro. In IndyCar è un po’ diverso — ha aggiunto — si tratta più della velocità di ingresso, della velocità minima e di accelerare il prima possibile per uscire bene dalla curva. Dal punto di vista della guida, questa è la differenza principale. La mia parte preferita dell’IndyCar è affrontare le curve a bassa velocità su un circuito cittadino, con gli ammortizzatori che abbiamo e il grip che utilizziamo. Se prendiamo Monaco, l’ultima curva, il tornante, una IndyCar sarebbe molto più veloce di una Formula 1”.

 

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