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Una nuova era è arrivata in Formula 1. Il nuovo regolamento tecnico ha debuttato ufficialmente in Bahrain durante le due settimane di test prestagionali, e ora è tempo di fare sul serio con il Gran Premio inaugurale in Australia tra pochissimi giorni. Il tempo, nella vita come in F1, è tiranno, e lo sa bene Aston Martin, che si trova davanti a un ritardo colossale. Una situazione molto lontana dalle aspettative di Lawrence Stroll, che aveva ampliato la sede di Silverstone e messo sotto contratto Adrian Newey.
Aston Martin era uno dei team più attesi già a Barcellona, durante lo shakedown collettivo. Con il progettista più vincente della storia recente della Formula 1 al lavoro, l’hype attorno alla prima monoposto del nuovo regolamento tecnico era alle stelle. Ma quando l’AMR26 si è presentata in pista negli ultimi due giorni al Montmeló, quell’entusiasmo ha iniziato ad affievolirsi. In una stagione così complessa, caratterizzata da un cambio regolamentare che coinvolge telaio, aerodinamica e motore, mettere insieme una “sinfonia” funzionante è già di per sé complicato. Farlo con un progetto estremo come quello ideato da Adrian Newey e un motore ancora indietro come quello Honda — che ha deciso di restare nel Circus solo in seconda battuta come motorista — è quasi letteralmente impossibile.
Il team non ha nascosto le difficoltà: “Abbiamo una nuova macchina, un nuovo pacchetto, nuovi partner, e dobbiamo integrare tutto. Stiamo imparando che non siamo ancora al livello degli altri, ma il pacchetto ha potenziale e dobbiamo lavorare sodo per realizzarlo”, ha spiegato Mike Krack ai media presenti a Sakhir, tra cui Automoto.it. L’obiettivo immediato, ha sottolineato, non è solo avere una macchina competitiva, ma anche affidabile: “Con queste nuove regole, ogni giro insegna qualcosa. È fondamentale accumulare chilometri, completare i programmi di test come pianificato e analizzare le debolezze e i punti di miglioramento della vettura. Solo così potremo fare progressi concreti”.
Aston Martin è consapevole che il percorso non sarà lineare: “Ci saranno sempre ostacoli, questa è la realtà dello sport. Ma se si persiste, si lavora sodo e si risolvono i problemi man mano che si presentano, alla fine si arriverà al risultato”, ha confermato Krack. Anche la gestione dei piloti, Fernando Alonso e Lance Stroll, è considerata centrale: “I piloti sono tutto, la parte più importante. Dobbiamo ascoltare i loro problemi e non ignorarli, perché c’è ancora un fattore umano che resta decisivo in un contesto così tecnico e complesso”, ha aggiunto ancora Krack, riferendosi anche alle frustrazioni di Lawrence Stroll viste nei giorni scorsi nel box.
Per quanto riguarda l’integrazione con la power unit Honda, Aston Martin mantiene un approccio prudente: “Ci vuole tempo, ci sono culture e filosofie diverse, ma siamo a un livello molto buono. Condividiamo problemi e priorità e lavoriamo passo dopo passo, senza scorciatoie. In Formula 1 non c’è magia: bisogna davvero affrontare i problemi uno a uno”.