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Il 1998 sembra ormai un'altra epoca. Quando la prima Volkswagen Polo GTI sbarcò nelle concessionarie, pesava poco più di una tonnellata, misurava 3,74 metri e si accontentava di 125 CV per definirsi sportiva. Oggi, ventotto anni dopo, quella stessa stirpe si chiude in silenzio: la produzione della sesta serie è terminata, e con essa svanisce una delle ultime piccole bombe a benzina ancora in catalogo nel panorama europeo.
A staccare la spina alla Polo GTI termica non è stata la domanda, né tantomeno una crisi di carattere. È stata la redditività, sempre più erosa dalla pressione regolatoria sulle emissioni. La sesta generazione della Polo, lanciata nel 2017, era già stata salvata in extremis nel 2024: l'intera produzione era stata trasferita a Kariega, in Sudafrica, mentre lo storico stabilimento di Pamplona, in Spagna, veniva riconvertito per accogliere la nuova famiglia di modelli elettrici del Gruppo.
La frenata sulle vendite di auto elettriche ha poi convinto Wolfsburg, come molti altri costruttori, a prolungare la carriera di diversi modelli endotermici. Ma la versione GTI, con i suoi numeri di nicchia e un'impronta di CO2 non più sostenibile sul bilancio aziendale, non ha trovato spazio nel nuovo corso.
L'ultima Polo GTI uscita di scena era una compatta da 4,07 metri, cinque porte, 1.378 kg di peso e un 2.0 turbo capace di 207 CV, abbinato di serie al cambio doppia frizione DSG. Cifre da hot hatch matura, condite però da emissioni dichiarate di 149 g/km nel ciclo WLTP: un dato che, moltiplicato per i volumi globali, finiva per pesare sulla media flotta del costruttore in modo sproporzionato rispetto al fatturato generato.
Per dare l'ordine di grandezza del segmento: in Francia, tra il 2020 e il 2025, ne sono state immatricolate appena 2.959 unità. Un volume da modello di nicchia, finito sotto la mannaia di malus fiscali sempre più aggressivi, schizzati di quasi il 40% con la scala in vigore dal 2026. Il listino, intanto, era cresciuto fino a 35.590 euro sul mercato francese, una soglia che spingeva la clientela altrove.
A salutare il pubblico, nel 2023, era arrivata la Edition 25, serie speciale in 2.500 esemplari dedicata al venticinquesimo compleanno del modello. Oggi, alla luce della fine produzione, ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un futuro oggetto da collezione.
La Polo GTI non cade da sola. È solo l'ultima a sfilare in un corteo funebre che negli ultimi anni ha visto andarsene Peugeot 208 GTi, Renault Clio RS, Ford Fiesta ST e Hyundai i20 N. Nel segmento B termico, di sportive vere restano sostanzialmente Mini Cooper S e JCW, oltre all'atipica Toyota GR Yaris, che però gioca in un campionato di prestazioni superiore e prezzi ben più alti.
Il messaggio dell'industria è chiaro: la piccola sportiva a benzina non rientra più nei piani industriali dei grandi costruttori generalisti.
Il sigillo lasciato libero dalla versione endotermica viene raccolto dalla ID. Polo GTI, anteprima di un futuro in cui le tre lettere più iconiche di Wolfsburg indicheranno prestazioni elettriche. La compatta a batterie si inserirà in un segmento ormai affollato di nuove proposte: Alpine A290, Mini Cooper SE e JCW E, Lancia Ypsilon HF.
Una transizione che cambia la natura stessa dell'oggetto. La GTI non sarà più definita dal ruggito del quattro cilindri turbo, ma da coppia istantanea, software di gestione e architettura a batteria. Una promessa diversa, fatta a un pubblico che dovrà decidere se riconoscersi ancora in quelle tre lettere rosse o cercare altrove le emozioni che hanno tenuto in vita la categoria per quasi mezzo secolo.
Per ora, una cosa è certa: l'ultima Polo GTI a benzina ha già lasciato la linea di montaggio. E con lei, un pezzo di storia delle hot hatch europee.
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https://www.volkswagen.it/it.html
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