BYD 1, influencer 0: così in Cina il colosso delle auto ha vinto in tribunale contro i “blogger-hater”

BYD 1, influencer 0: così in Cina il colosso delle auto ha vinto in tribunale contro i “blogger-hater”
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BYD ha segnato un punto fuori dal mercato delle auto. In Cina un tribunale ha infatti condannato un noto influencer a un maxi risarcimento e a scuse pubbliche per contenuti ritenuti diffamatori. Una sentenza destinata a fare scuola nell'industria automobilistica...
12 luglio 2026

In Cina il colosso automobilistico BYD ha ottenuto una delle più significative vittorie legali contro un influencer accusato di aver diffuso contenuti diffamatori sul marchio.

La Corte d'Appello ha infatti confermato la condanna del blogger noto come Long Ge Talks EVs, ordinandogli di pubblicare delle scuse pubbliche e di risarcire BYD con 2 milioni di yuan, pari a circa 293 mila dollari. La vicenda rappresenta un precedente importante nel settore automobilistico cinese, dove la crescente popolarità delle auto cinesi ha alimentato anche un'intensa attività sui social network, tra recensioni, test, critiche e, in alcuni casi, accuse ritenute infondate dai costruttori.

Secondo quanto emerso durante il processo, il blogger aveva pubblicato numerosi video dedicati alla riparazione di veicoli BYD, sostenendo presunti problemi relativi ai sistemi di batteria, motore ed elettronica senza presentare prove tecniche sufficienti. I giudici hanno stabilito che quei contenuti contenevano informazioni non verificate e idonee a danneggiare la reputazione commerciale dell'azienda.

Oltre al risarcimento economico, il tribunale ha imposto la rimozione dei contenuti contestati, la cessazione delle violazioni e la pubblicazione di un video di scuse, nel quale lo stesso influencer ha ammesso di aver diffuso affermazioni inappropriate che hanno avuto un impatto negativo sull'immagine del costruttore.

La mossa di BYD contro i blogger cinesi

Come ha spiegato nel dettaglio il portale CarNewsChina, il caso rappresenta solo uno dei numerosi procedimenti legali avviati da BYD contro account social e creator accusati di diffondere informazioni false o fuorvianti. L'azienda aveva già annunciato nel 2025 una vasta offensiva contro quella che definisce una rete di campagne diffamatorie online, spiegando di accettare le critiche basate su fatti verificabili ma di voler contrastare con strumenti legali contenuti ritenuti deliberatamente falsi.

Nel caso di Long Ge Talks EVs, la sentenza di secondo grado ha confermato integralmente il verdetto di primo grado, stabilendo che il blogger e gli account collegati avevano fabbricato e diffuso informazioni false danneggiando l'immagine commerciale del marchio. Il creator non era inoltre al centro di una sola controversia.

Negli ultimi mesi è stato citato in giudizio anche da altri costruttori di auto cinesi, tra cui Seres e XPeng. Per un'altra causa relativa ai marchi Aito e Seres è già arrivata una condanna con un risarcimento di 160 mila yuan, mentre in un diverso procedimento XPeng ha ottenuto una sentenza favorevole con il pagamento di ulteriori danni economici. Il messaggio lanciato dal principale costruttore cinese è chiaro: il diritto di critica resta legittimo, ma la diffusione di informazioni non dimostrate può comportare conseguenze economiche molto pesanti.

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Diffamazioni e influencer: cosa succede in Cina

La strategia di BYD va oltre il singolo procedimento e riflette il nuovo peso raggiunto dal gruppo nel panorama automobilistico mondiale. Negli ultimi anni il costruttore ha avviato decine di azioni legali contro influencer e account social accusati di diffamazione, ottenendo in diversi casi sentenze favorevoli con obblighi di rettifica, scuse pubbliche e risarcimenti.

Alcuni creator sono stati condannati a pagare importi compresi tra circa 8 mila e oltre 30 mila dollari per aver diffuso accuse ritenute false su qualità costruttiva, dati di vendita o pratiche commerciali dell'azienda. Parallelamente, BYD continua a rafforzare la propria posizione sul mercato globale delle auto cinesi.

Ad aprile 2026 il gruppo ha consegnato 314.100 veicoli elettrici e ibridi plug-in nel mondo, registrando una crescita del 6,2% rispetto a marzo, confermandosi tra i principali protagonisti della mobilità elettrica. Il caso del blogger condannato mostra così un'altra faccia della competizione nel settore automotive: accanto alla sfida tecnologica e commerciale, i grandi costruttori della Cina sono sempre più determinati a difendere la propria reputazione anche attraverso i tribunali, in un contesto in cui la comunicazione online può influenzare direttamente la fiducia dei consumatori e il successo delle auto cinesi sui mercati internazionali.

 

Fonti riguardanti il blogger:
- https://www.youtube.com/shorts/evco3m38mLU
- https://m.thepaper.cn/newsDetail_forward_33194734

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