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C’è una data segnata in rosso sul calendario di Shenzhen. Entro il 2031, secondo le parole del numero uno Wang Chuanfu, BYD diventerà il più grande costruttore di automobili al mondo per volumi. Una dichiarazione pronunciata davanti agli azionisti durante l’assemblea annuale e confermata ufficialmente dall’azienda, che suona come una sfida diretta a Toyota, attuale dominatrice incontrastata del mercato globale.
I numeri raccontano una crescita che ha pochi precedenti nella storia dell’industria automobilistica. Nel 2025 BYD ha consegnato oltre 4,6 milioni di veicoli a nuova energia, tra elettrici puri e ibridi plug-in, un risultato che le ha permesso di scavalcare per la prima volta Ford e di issarsi al sesto posto tra i costruttori mondiali. Un traguardo ancora più significativo se si considera che dal 2022 il marchio cinese ha abbandonato completamente la produzione di auto con motore esclusivamente termico.
Il distacco dalla vetta resta però imponente. Toyota ha chiuso il 2025 con 11,3 milioni di veicoli venduti, praticamente il doppio rispetto al gruppo cinese. Per colmare un divario simile in soli cinque anni servirà una progressione straordinaria, ma la traiettoria recente di BYD suggerisce che l’obiettivo non sia pura fantascienza.
Le vendite estere del costruttore di Shenzhen hanno superato a maggio la soglia delle 160.000 unità mensili per la prima volta, erodendo quote di mercato proprio a Toyota e Volkswagen in regioni strategiche come Europa, Sud Est asiatico, Australia, Messico e Brasile. In diversi mercati, tra cui Regno Unito, Australia e Brasile, BYD è già diventato il marchio elettrico più venduto, davanti a Tesla e Kia.
A spingere la domanda c’è soprattutto la tecnologia. La nuova Blade Battery 2.0 e il sistema di Flash Charging presentati a marzo hanno generato ordini superiori alle 100.000 unità per alcuni modelli, al punto che la richiesta ha superato la capacità produttiva delle batterie. Le colonnine Flash Charging, capaci di erogare fino a 1.500 kW di potenza, permettono di passare dal 10 al 70 per cento di carica in appena cinque minuti, mentre per una ricarica quasi completa bastano nove minuti.
Il piano di espansione è già operativo. Le prime stazioni sono state inaugurate questa settimana in Europa e nel Regno Unito, con l’obiettivo dichiarato di installare 300 Flash Charger in territorio britannico e 3.000 nel resto d’Europa entro la fine del 2026.
La vera forza di BYD resta l’integrazione verticale. Batterie, motori elettrici, trasmissioni, centraline, sistemi di infotainment e perfino il software vengono sviluppati e prodotti internamente. L’ultimo tassello è il primo chip a 4 nanometri per la guida intelligente realizzato in Cina, presentato il mese scorso e progettato per abilitare funzioni di guida autonoma di livello L3 e L4.
Un ecosistema così completo che, paradossalmente, anche i rivali storici ne stanno diventando clienti. Toyota, Ford e altri costruttori globali si rivolgono oggi a BYD per batterie e componenti elettrici, nel tentativo di tenere il passo di una transizione che il gruppo cinese sta dettando. La corsa al titolo di primo costruttore mondiale è ufficialmente aperta, e questa volta la sfida arriva da Oriente.
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