26 luglio 2026
- ore 17:20
Norris vince dove tutto è iniziato
Un cerchio che si chiude per Lando Norris. Qui, all'Hungaroring, ha mosso i
suoi primi metri a bordo di una monoposto di Formula 1 quando era soltanto
un pilota di sviluppo della McLaren. E ora ha conquistato la sua prima
vittoria da campione del mondo. Il Gran Premio d'Ungheria 2026 è stato
molto critico per le condizioni di pista: il caldo e il conseguente
surriscaldamento delle monoposto hanno condizionato tutti i 70 giri della
gara. Ma tutto si è deciso in partenza, quando Oscar Piastri ha avuto un
ottimo spunto risalendo dalla terza alla prima posizione, dettando il passo
e gestendo a suo piacimento il ritmo, portandosi dietro il compagno di
squadra. Il colpo di scena è arrivato alla tornata 56, quando un cedimento
del cambio — probabilmente causato da un passaggio aggressivo sul cordolo
di curva 4 — è stato fatale per l'australiano. Piastri ha visto scivolare
via dalle mani una vittoria combattuta che avrebbe comunque visto trionfare
Lando Norris, il quale vantava un passo gara ben superiore. La McLaren
torna a splendere grazie agli sviluppi al fondo che hanno ridato
prestazioni alla MCL40, la quale ora sembra aver trovato anche la chiave di
volta per l'integrazione perfetta con la power unit Mercedes.
Sul podio è salita a grandissima sorpresa la Red Bull con Max Verstappen.
Il suo weekend era iniziato decisamente in salita, tra problemi in scalata
e soprattutto l'inconsistenza del carico al posteriore. L'olandese, però,
ha messo il cuore oltre l'ostacolo portando la RB22 davanti alla Ferrari
nel momento cruciale della gara. Dopo la prima sosta anticipata di Lewis
Hamilton, Verstappen pensava di aver perso la posizione, ma un sorpasso
straordinario in staccata all'interno di curva 14 ha colto di sorpresa il
sette volte campione del mondo. Il britannico si è visto sfilare
dall'olandese, bravo a sfruttare al massimo anche la scia offerta da
Lawson, che si trovava tra loro due.
Andrea Kimi Antonelli va in vacanza con un podio e la leadership in
classifica consolidata su Hamilton e Russell, che si trovano
rispettivamente a 50 e a 59 punti di distacco. Un podio inatteso, arrivato
anche dopo le tre posizioni di penalità ricevute ieri in qualifica, ma il
giovane talento ha saputo gestire al meglio la gara per tutti i 70 giri a
Budapest. Ad aiutarlo è stato soprattutto l'aver allungato il primo stint
con le medie, scelta che gli ha permesso di recuperare terreno dal gruppo
di testa.
Tantissimo rammarico per la Ferrari, che giungeva all'Hungaroring con il
favore della pista, adatta alle caratteristiche della SF-26 soprattutto in
trazione e nel grip meccanico al posteriore. È mancata, però, la tanto
predicata "esecuzione perfetta" di Frédéric Vasseur. Pesano sul bilancio
finale la penalità del sabato di Hamilton, ma soprattutto i 5 secondi per
eccesso di velocità in pit-lane incassati dal #44, che gli hanno fatto
perdere la chance di lottare con i primi tre nonostante la gomma soft
montata nel finale sfruttando la neutralizzazione per la VSC di Piastri.
Hamilton si è così ritrovato quinto, alle spalle di Charles Leclerc, che ha
guadagnato una posizione proprio grazie alla retrocessione del compagno di
squadra. La Rossa ha da rimproverarsi anche la scelta di montare un secondo
treno di hard, nonostante la mescola dura non avesse mai trovato le giuste
performance né con Leclerc né con Hamilton. La finestra di rientro,
infatti, avrebbe consentito loro di passare alle soft, decisione presa
coraggiosamente dalla Red Bull con Max Verstappen.
Sesto Isack Hadjar davanti a George Russell, costretto a un'importante
rimonta dopo che allo spegnimento dei semafori un antistallo lo ha fatto
crollare nelle ultime posizioni. Concludono la top 10 Liam Lawson, Nico
Hülkenberg e Arvid Lindblad. Undicesimo Bortoleto, che precede Gasly,
Stroll, Alonso, Colapinto, Ocon e Albon. Penalità di cinque secondi per
Sainz (18°) per aver ostacolato Piastri fino al contatto mentre era in fase
di doppiaggio, pesando negativamente sulla caccia dell'australiano al
compagno di squadra Norris. Penalità anche per Bearman (19°) per aver
ignorato le bandiere blu — un cono d'ombra per tutti i piloti nelle
retrovie a causa di alcuni problemi con i pannelli dei commissari. DNF per
Piastri e per le due Cadillac, queste ultime fermate da problemi alle
sospensioni sia per Bottas che per Pérez.