F1, Norris preoccupato prima del GP di Madrid: “Pista difficile e molte curve cieche, impossibile prevedere il grip”

F1, Norris preoccupato prima del GP di Madrid: “Pista difficile e molte curve cieche, impossibile prevedere il grip”
Pubblicità
Alla vigilia dell'inedito Gran Premio di Madrid, il campione del mondo Lando Norris analizza le incognite del tracciato cittadino Madring. Tra curve cieche, gestione dei cordoli e limiti del simulatore, il pilota McLaren avverte sui rischi del nuovo circuito spagnolo.
10 settembre 2026

La Formula 1 si prepara a fare il suo debutto sul circuito cittadino Madring, la grandissima novità del calendario del Mondiale. Un appuntamento inedito e ricco di incognite per tutti i team, compreso il campionissimo in carica Lando Norris, che ha analizzato le difficoltà di un tracciato rivelatosi particolarmente insidioso sin dalle prime sessioni al simulatore.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il pilota britannico della McLaren ha sottolineato le peculiarità della pista spagnola, evidenziando una combinazione di inclinazioni e velocità che rende quasi impossibile prevedere l'impatto reale sulle vetture: “È difficile da dire, il layout e tutto il resto qui sono molto diversi. Ci sono curve con diversi tipi di inclinazione e una combinazione di tutti i range di velocità: lente, medie e veloci. È davvero difficile fare previsioni e non amo sprecare tempo a farlo”.

Se Monza ha rappresentato un banco di prova basato su efficienza e velocità pura, il tracciato di Madrid imporrà sfide ben diverse dal punto di vista del bilanciamento e della visibilità dall'interno dell'abitacolo: “Ci sono decisamente meno punti che rappresentino un test per la vettura paragonabile a Monza, considerando la bassa velocità e l'efficienza generale della macchina sui rettilinei. Spero che poche curve possano aiutarci a tornare nella direzione giusta per essere più competitivi e darci una possibilità migliore di vincere”.

“È una pista difficile: ci sono molte curve cieche, dove non riesci a vedere oltre la svolta. Questo rende le cose sempre più impegnative dall'interno dell'abitacolo: il fatto di non poter vedere più del 50% di una curva alla volta complica tutto, e ci sono diverse staccate combinate con un forte angolo di sterzo”, ha continuato il britannico.

Tra le incognite principali del circuito cittadino, Norris si è soffermato sul compromesso fondamentale per l'assetto meccanico, tra la guidabilità sui cordoli e la prestazione pura: “Una delle questioni chiave riguarda l'uso dei cordoli. Quando ammorbidisci la vettura rinunci a un po' di prestazioni generali e di carico aerodinamico. Convenga avere una macchina più indulgente e prevedibile sui cordoli per guadagnare tempo nelle chicane, o è meglio puntare su una vettura con cui speri di 'sopravvivere' sulle chicane ma che ti dia più fiducia e prestazione sul passo gara?”.

Guardando infine al lavoro svolto al simulatore, l'iridato ha evidenziato come solo la pista reale potrà restituire le vere sensazioni di guida sui muretti madrileni: "La cosa principale che manca sempre al simulatore è la sensazione di velocità e la percezione del rischio su un tracciato cittadino. La grande incognita riguarda l'aderenza, perché il grip è ciò che ti dà fiducia. Quando ti approcci a determinate staccate nella realtà arrivi molto veloce, mentre al simulatore non hai la stessa percezione, ed è quella la parte più difficile da valutare”. I fari sono ora puntati sulle prime sessioni di prove libere, dove Norris e la McLaren cercheranno le risposte necessarie per adattarsi al meglio alle insidie di Madring.

Pubblicità