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La preparazione al simulatore e i primi passi a piedi lungo il tracciato hanno confermato quanto la nuova pista cittadina si preannunci spietata. Liam Lawson non usa mezzi termini per descrivere le insidie di un layout che non concederà margine d'errore ai piloti di Formula 1, evidenziando una natura tecnica e spezzettata che richiederà massima concentrazione sin dalle prime sessioni di libere.
Il primo contatto effettivo con il percorso è arrivato attraverso un lungo lavoro virtuale e la classica ispezione del tracciato. “Ieri ero al simulatore, ho cercato di raccogliere quante più informazioni aggiornate possibili, è un tracciato interessante”, ha spiegato Lawson dopo la track walk. “Sarà un tracciato molto interessante da guidare, decisamente molto tecnico e credo parecchio impegnativo per noi. È una di quelle piste dove la metà delle volte ti sembrerà di non aver fatto il giro perfetto; ci saranno sempre uno o due errori al giro, probabilmente ogni volta. È davvero difficile”.
Uno dei punti critici dell'intero tracciato è rappresentato dalla sequenza veloce delle curve 5 e 6, dove l'impatto con i cordoli rischia di compromettere istantaneamente la traiettoria delle monoposto. “Se prendi troppo il primo cordolo, vieni sbalzato sul secondo, che a sua volta ti spara dritto contro il muro. Cercare di essere precisi in una sezione del genere è davvero dura”, ha sottolineato il pilota, evidenziando come anche la staccata non rettilinea e la gestione dell'energia rendano il passaggio estremamente instabile. “È decisamente un punto dove se prendi troppo cordolo finiscidritto nel muro a sinistra”.
A complicare ulteriormente il weekend ci sarà l'elevato numero di vetture in pista e le numerose curve cieche, un mix che evoca le difficoltà già viste su tracciati come Jeddah. “Il traffico ci sarà sicuramente. In più qui, mentre cerchi di imparare la pista, hai meno tempo per guardare il display sul volante e meno tempo per elaborare quello che succede intorno a te”, ha ammesso Lawson. “Ci saranno giri che non riusciremo a completare e la speranza è che verso le qualifiche la situazione si fluidifichi un po'”.
Oltre alla sfida della pista, prosegue il processo di adattamento all'interno dell'ambiente Red Bull e il lavoro di integrazione al fianco di Max Verstappen, punto di riferimento assoluto per la squadra. “È qualcuno che si trova in questo team ormai da dieci anni, è semplicemente un pilota perfettamente integrato nella squadra. Sembra tutto molto naturale e a suo agio con lui”, ha osservato il neozelandese, descrivendo la sinergia nei box. “Per noi piloti la cosa principale è il confronto costante: io mi confronto comunque con Max, anche con la mia macchina guardo l'acquisizione dati, che viene condivisa con tutto il gruppo. Cerco di guardare le cose e paragonare gli stili di guida”.
Infine, Lawson ha risposto alle recenti valutazioni sul livello di difficoltà nel portare al limite le attuali monoposto, difendendo le complessità legate all'adattamento a una nuova vettura. “In generale queste vetture non sono più semplici, anzi sono piuttosto complesse per via della gestione dell'energia”, ha concluso. “Io e Yuki che siamo saliti su queste macchine siamo gli unici a sapere cosa significhi davvero cercare di prendere il ritmo su una vettura nuova, quindi non è affatto una cosa semplice. Nelle ultime due gare ci sono stati aspetti con cui non mi sentivo del tutto a mio agio e che sto cercando di compensare guidandoci sopra”.