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Il Gran Premio d’Olanda rappresenta una nuova, grande opportunità per Liam Lawson. Il talento neozelandese è chiamato a vestire i colori della Red Bull nella tappa di Zandvoort in sostituzione di Isack Hadjar, costretto ai box a causa di un infortunio al polso che gli impedisce di guidare. Per sostituire il pilota franco-algerino e affiancare Max Verstappen è stato scelto proprio il neozelandese, che ha già vissuto un’esperienza analoga proprio a Zandvoort nel 2023, quando fu chiamato a sostituire Daniel Ricciardo, fermatosi anch'egli per un infortunio al polso. Quella tappa rappresenta il punto in cui tutto è iniziato, essendo stato il suo primo GP in carriera con AlphaTauri. L’incidente di Hadjar ha innescato un effetto domino, portando Yuki Tsunoda ad affiancare Arvid Lindblad. Un rientro dalla pausa estiva decisamente caotico per Liam Lawson, che ha fatto il punto della situazione inaspettata.
Lawson ha raccontato le fasi concitate che hanno preceduto il suo arrivo in pista, ricordando come lunedì fosse appena atterrato nel Regno Unito. “Dunque, lunedì, sono letteralmente atterrato, non ero nemmeno ancora sceso dall'aereo, venendo praticamente da un periodo di pausa, e sono arrivato nel Regno Unito per quella che pensavo sarebbe stata ovviamente una settimana di stacco; poi Alan mi ha chiamato e mi ha spiegato cosa stesse succedendo, quindi la mia settimana è cambiata piuttosto velocemente. La cosa principale su cui devo concentrarmi è prepararmi a guidare questa macchina e le quattro differenze principali che ne deriveranno, ma sì, è questo ciò su cui devo focalizzarmi questo pomeriggio”.
Interpellato su quanto questa esperienza possa pesare in ottica mercato in vista della scelta per il secondo sedile in Australia, il neozelandese ha spiegato di non averci pensato troppo, sottolineando come finora sia stato un ottimo anno per lui e per la squadra e evidenziando la difficoltà di adattarsi a una nuova vettura in un solo fine settimana, pur rimanendo concentrato sul proprio campionato. “A dire il vero finora è stato un ottimo anno per me e per noi come squadra, quindi non ci ho pensato più di tanto. Con un solo weekend a disposizione sarà più che altro una sfida cercare di adattarsi a questa vettura, quindi in questo momento si tratta solo di cercare di tirare fuori il massimo da questo fine settimana. È un'ottima opportunità, ovviamente, ma allo stesso tempo ho il mio campionato su cui devo continuare a concentrarmi” .
Saltare a bordo della Red Bull rappresenta un cambio di prospettiva radicale, dove l'obiettivo principale resta massimizzare l'unico weekend a disposizione senza la continuità di un lavoro a lungo termine con il proprio team di riferimento. “Sì, ad essere sinceri è tutto davvero diverso. Per me si tratta di scendere in pista in una situazione unica per cercare di massimizzare un singolo weekend; è molto differente rispetto ad avere la propria macchina e il proprio team. Allo stesso tempo ho fatto molte gare da allora e ne avrò altre a seguire, quindi ho imparato tantissimo e mi piacerebbe portare quanto più possibile di questo bagaglio nel weekend, anche se sarà sicuramente interessante. Ovviamente la pista e il meteo renderanno tutto ancora più fluido, quindi vedremo”.
“Non è poi così diverso dagli altri weekend, perché non abbiamo avuto molto tempo. Ieri ho fatto il simulatore, passando una giornata intera a cercare di imparare il più possibile per questo fine settimana e a fare la prova sedile. Martedì mi sono dedicato solo ai controlli del sedile per assicurarmi che tutto fosse comodo, e onestamente è tutto qui. Poi si va molto più a fondo nei dettagli: quando hai fatto molte gare ed sei a tuo agio, tutto diventa una routine, mentre questa settimana c'è stata molta più attenzione ai dettagli e alle differenze che sentirò alla guida, per cercare di farmi trovare pronto”, ha continuato il neozelandese.
Un fattore di continuità fondamentale resta la power unit, identica a quella già utilizzata, anche se il comportamento del telaio si preannuncia diverso e rappresenterà una sfida impegnativa, complicata dall'impostazione del weekend Sprint che concede una sola sessione di prove libere prima di fare sul serio. “Almeno la power unit è la stessa, ed è un elemento che speriamo possa aiutare, ma per quanto riguarda la vettura in sé potrebbe essere un po' diversa, quindi sarà sicuramente una sfida. Con il formato della gara Sprint e una sola sessione di prove libere, ci sarà molto da costruire e all'inizio sembrerà probabilmente tutto molto strano, ma sarà impegnativo. Ho avuto anche modo di parlare con Max questa settimana per confrontarmi sui dettagli della macchina e sul passaggio da Racing Bulls a Red Bull, oltre che sul resto di questa stagione in cui ti trovi a tuo agio in Racing Bulls”.
Per prepararsi al meglio, Lawson si è confrontato direttamente con Max Verstappen, del quale utilizzerà i dati al simulatore come punto di riferimento costante per capire le reazioni della macchina, definendosi entusiasta di questa parentesi pur mantenendo la consapevolezza di quanto sia complesso adattarsi in una singola corsa. “Ho parlato con Max, come ho fatto molte altre volte in passato, e domani guarderò con attenzione a ciò che fa, avendo anche i suoi dati al simulatore come riferimento. Per quanto riguarda il restare in Racing Bulls, è una situazione particolare; finora è stato un gran bel percorso per me, ma allo stesso tempo sono entusiasta dell'opportunità di guidare qualcosa di diverso questo weekend e di tornare con questa squadra, anche se solo per un fine settimana”.
I ricordi del passato aiutano a mettere nella giusta prospettiva la complessità di questo appuntamento. Per Lawson, la gara più difficile resta ancora quella del suo debutto assoluto tre anni fa a Zandvoort, quando dovette sostituire Ricciardo senza alcun preavviso. “Ho avuto alcuni weekend davvero duri in passato: penso a tre anni fa a Zandvoort, quando Daniel si è infortunato e sono dovuto subentrare io. Quello resta al primo posto tra i più difficili in assoluto e spero che questo non lo superi, ma sarà comunque complicato. Sono grato di aver vissuto quelle esperienze in passato, perché ti aiutano a prepararti a contesti come questo”.
Più che la pressione per il risultato, il pilota preferisce far prevalere l'entusiasmo per un'opportunità arrivata al termine di una stagione finora solida. Per quanto riguarda le prospettive future e i colloqui sul contratto che si attendevano intorno alla pausa estiva, Lawson ha concluso confermando che i dialoghi con la dirigenza sono costanti e quotidiani, anche se al momento non c'è ancora una chiarezza definitiva. “Direi non tanto la pressione, quanto l'entusiasmo di ricevere un'opportunità del genere. Sento di aver fatto un buon lavoro finora in questa stagione, siamo in una buona posizione in campionato e mi piacerebbe massimizzare questo weekend mantenendo la stessa continuità, anche se su una vettura diversa. Penso che quelle discussioni siano costanti, sempre e comunque. Per quanto riguarda una chiarezza definitiva, no, non ancora”.