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Chi sono i promossi e i bocciati di Sepang? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio del Bahrain in Malesia 2026 di Formula 1.
È incredibile pensare che fino a Sepang, Verstappen non avesse ancora colto una pole position o una vittoria, incredibile perché nell’immaginario collettivo è rimasto il riferimento per tutti, avversari e tifosi. Così il suo trionfo è apparso un risultato quasi inevitabile e giusto allo stesso tempo, a prescindere dal weekend di altissimo livello disputato dall'olandese, che un po’ per i progressi della Red Bull, un po’ per le difficoltà tecniche delle Mercedes è tornato nel ruolo di lepre impossibile da prendere per chiunque. Voto 10 e lode, dove la lode è per le sue interviste del giovedì, che lo stanno rendendo un personaggio sempre più amato dai tifosi per la sua autenticità e ironia oltre che per il piede pesantissimo.
Alle sue spalle un Antonelli che ha dimostrato il carattere per provarci fino in fondo contro Verstappen, ma anche di avere testa a sufficienza per non correre rischi eccessivi in un fine settimana che di fatto gli consegna il Mondiale. L’italiano, comunque, a parte una sbavatura in Q2, ha disputato un weekend solidissimo, confermandosi una spalla sopra il compagno Russell, che pure aveva dato cenni di ripresa. Voto 9, prossimo campione.
Voto 8,5 ad Hamilton, incredibilmente a podio in una gara in cui pareva aver buttato tutto prima ancora del via con una scelta sbagliata di gomme. Invece l’inglese ha mantenuto il sangue freddo ed è stato un martello nel recuperare terreno, approfittando poi delle safety per riagganciare il gruppo di testa. Il paradosso è che probabilmente sarebbe finito terzo anche partendo con le intermedie, però da un pilota con la sua esperienza ci si aspetterebbe anche il consiglio giusto al team in certe situazioni: a podio nonostante tutto.
Lo stesso discorso, naturalmente, vale per Leclerc, complice dell’inglese nella scelta sbagliata al via e sempre un passo indietro rispetto all’inglese. Il 4° posto è una boccata d’aria fresca in un fine settimana difficile, però da qui a dire che il bilancio è positivo ce ne corre: voto 6,5, quanta fatica!
Ha accarezzato l’idea di un altro podio Hadjar, ma nel finale non è riuscito a resistere alle Ferrari mentre il suo compagno era irresistibile per tutti: ecco, a Sepang la differenza con Verstappen è tornata a farsi netta, ma la sua resta una prestazione positiva: voto 7, di SuperMax ce n’è uno solo.
Buon 5° Piastri, che pasticcia anche lui con le gomme ma è furbo e umile a sufficienza per entrare nei box già prima del via per cambiare. La sua gara è solida in un weekend in cui McLaren soffre, però è anche vero che il suo ritmo si plafona, tanto da essere poi ripreso da Norris finché l’inglese non sbaglia. Voto 7, comunque meglio di altre volte.
Gran combattente, invece, si dimostra Lawson, che a inizio gara, complice delle scarpe “giuste”, tenta perfino un attacco a Verstappen e, anche quando la situazione si stabilizza, comunque rimane sempre nelle posizioni di vertice, finendo “primo degli altri”, che è tutt’altro che la “Coppa del Nonno”, come potrebbe suonare, perché senza un’auto top e situazioni particolari più in alto di così è difficile poter arrivare. Quindi voto 8, bella conferma.
Risultato positivo a sorpresa invece per Alonso, che si era anche qualificato molto bene per gli standard di Aston Martin (12°) su una pista dove serve un po’ di tutto: telaio ma anche motore. Lo spagnolo ha appena rinnovato, per un’altra vagonata di soldi, ma dopo una gara così si capisce che la motivazione rimane altissima e il denaro non c’entra.
A punti nonostante tutto anche Norris, che pure sbaglia gomme al via e in regime di safety car si butta sulla via di fuga per non centrare le auto che lo precedono, dopo aver mancato clamorosamente il punto di frenata. Proprio lui che aveva invocato la squalifica di Colapinto per una manovra simile nella gara precedente… Voto 5, a Sepang semplicemente non ha corso da campione del mondo.
L’ultimo punticino è andato a Lindblad, all’ennesimo risultato positivo di una stagione d’esordio estremamente positiva. Non ha sbagliato niente in una gara complessa e questo è un ulteriore motivo di merito: voto 7, sempre più bravo.
Fuori dai punti, voto 5 a Bortoleto che rovina la sua gara e quella di Sainz con un attacco un po’ troppo improvvisato e sopra le righe. Peccato perché nella prima parte stava andando davvero forte.
E voto 5 a Bottas, che una volta era pure forte sul bagnato eppure è stato l’unico a insabbiarsi quando la pista era umida: ma non doveva portare velocità ed esperienza?
Voto 7 di solidarietà a Russell, che si qualifica così così ma parte a fionda e in gara dimostra pure una ritrovata combattività. Però Antonelli ne aveva di più e gli stava davanti, anche se la power unit rotta a pochi giri dalla fine è una punizione eccessiva e crudele. Colpito e affondato.
Voto 4 invece alla Ferrari, perché è vero che non è stata l’unica squadra a puntare sulle slick, però erano quelli che avevano più da perdere in una scommessa che comunque era azzardata e il non avere differenziato le strategie è un errore logico che sarebbe stato tale anche in caso di successo, perché si trattava comunque di una situazione “50 e 50”. Come constata amaro Leclerc nel dopogara, per qualche motivo in queste situazioni in Ferrari da anni ormai prendono sempre la decisione sbagliata. Il monegasco l’ha detto in modo più edulcorato, ma la sostanza è questa. Il fatto che anche con le gomme “giuste” il risultato probabilmente non sarebbe cambiato non cancella l’ennesima macchia gestionale della stagione. Una macchia in cui tutti hanno colpe: gli “strateghi”, Vasseur che non guida la squadra come dovrebbe, ma anche i piloti che evidentemente non riescono a imporre la loro visione o forse nemmeno loro aiutano la squadra a fare le scelte giuste.
Voto 9 invece a Sepang, circuito moderno che se fosse in Europa sarebbe probabilmente amatissimo dai tifosi, invece, siccome è in Malesia i soliti nostalgici lo guardano ancora con un certo sospetto: la verità è che la pista è bellissima da guidare e da vedere, anche se con queste monoposto certi punti hanno perso un po’ il brivido degli anni d’oro.
Voto 5, però, all’idea di correre in Malesia il Gran Premio del Bahrain: sicuramente ci saranno delle motivazioni contrattuali e commerciali, ma l’avere corso un Gran Premio intitolato ad una nazione da tutt’altra parte costituisce una nuova vetta di ridicolo. Se non altro l’idea di considerare Imola una città-stato degli Emirati Arabi sembra tramontata, guerra permettendo.