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Chi sono i promossi e i bocciati di Marina Bay? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1.
Il Mondiale di F1 ritrova un Verstappen dominante, per il secondo weekend di fila, e la notizia a questo punto dovrebbe far piacere a tutti i tifosi, perché trattasi di un campionissimo, e per lui è sempre bello (e giusto) lottare per la vittoria. L’olandese non si è fatto pregare: appena la Red Bull ha aggiustato il tiro sul piano tecnico, ha sfruttato tutto al 110% e, fateci caso, si è riaperto il divario con Hadjar (per la verità, appiedato per noie tecniche in Q1). Resta da capire se è l’ennesimo anno in cui gli sviluppi arrivano “su misura” per l’olandese, o se è quest’ultimo a trovare risorse extra quando sente il profumo della vittoria. Nel dubbio, voto 10 e lode. Ben tornato lassù.
Voto 9 a Leclerc, che anche a Singapore pareva subire Hamilton, salvo tirare fuori un gran giro all’ultimo tentativo della Q3 e quindi piazzarsi all’inseguimento di Verstappen per tutta la gara, anche se le speranze erano apparse subito scarse. Intelligente al via a non rischiare un probabilissimo contatto. Era da un po’ che non correva così bene.
Terzo, un Antonelli tenace e furbo: tenace nell’affrontare un weekend in salita con la Mercedes evoluta, sapendo che questo sarebbe stato un problema in più, un compito che peraltro riconosce implicitamente il suo ruolo di leader nel team anglo-tedesco… È furbo nel mettere a posto l’auto abbastanza per tirare fuori comunque un bel tempo nelle qualifiche “vere” e soprattutto nel beffare Norris mentre duellava con Hamilton, conquistando un podio da pilota ormai navigato, bravo anche a cogliere le opportunità quando non ce n’è sul piano velocistico. Voto 8, l’evoluzione migliore in Mercedes rimane di gran lunga la sua.
Voto 5 invece a Norris, che nella Sprint va addosso grossolanamente al compagno di squadra e nella gara “vera” si fa sorprendere da Antonelli, perdendo un podio ampiamente alla sua portata. Dopo Sepang, un’altra gara inspiegabilmente sotto tono in una stagione che era stata finora ad altissimo livello. Assenza non giustificata.
Voto 6,5 invece a Piastri, il sabato vittima incolpevole di Norris (che comunque lo stava andando a prendere) e la domenica sempre un passo indietro all’inglese, per quanto rallentato da una foratura lenta. Un altro fine settimana senza infamia e senza lode, alla ricerca del pilota visto in azione un anno fa.
Voto 5 ad Hamilton, che almeno il sabato sembrava il più in palla dei ferraristi, salvo poi non riuscire a concretizzare fino in fondo nella Q3 per la gara “vera”, dove prima patisce la non competitività delle “gialle”, poi si pesta i piedi (ancora!) con Leclerc, infine decide di restare fuori quando la squadra lo chiama per il pit stop, con il risultato di diventare una chicane mobile nel finale di gara. L’inglese ha un ego anche più grande del suo palmarès e a volte dà l’impressione di voler essere la squadra, più che un uomo squadra: presuntuoso.
Voto 8 invece a Lawson, splendido 5° nella Sprint e ottimo 7° la domenica, confermandosi veloce e concretissimo: in Red Bull sono nuovamente in un momento ricco di talenti, ma farselo scappare sarebbe peccato mortale. Splendida conferma.
Voto 9, considerando l’auto e la carta d’identità, a Hulkenberg, anche lui a punti in entrambe le gare: il tedesco non ha niente da dimostrare, ma continua a confermarsi un grandissimo professionista e un confronto scomodo anche per un giovane di talento come Bortoleto. Infinito.
Tra le altre cose, nel finale Hulkenberg ha tenuto ben dietro anche un certo Russell, che partiva sì in fondo ma con la Mercedes “buona” (cioè quella “vecchia”) non è che abbia fatto chissà che rimonta, considerando che quest’anno a Singapore qualche sorpasso in più del solito si è visto. Se a questo aggiungiamo l'erroraccio nella Sprint quando era al comando, viene da pensare che la fortuna certamente non l’ha aiutato quest’anno, ma la sorte è l’ultimo dei suoi problemi: voto 5, sempre più seconda guida.
Chiude la zona punti un Hadjar azzoppato dal ritiro in Q1, ma comunque sotto tono a Singapore, così come a Sepang, proprio quando Verstappen è tornato a fare scintille: forse, anzi probabilmente, gli ultimi sviluppi sono più congeniali all’olandese, però un tracollo così è un po’ strano. Voto 5: che succede?
Fuori dai punti, voto 7 a Bearman per il coraggio di osare con una gran serie di sorpassi, in entrambe le gare, anche se poi non è riuscito a concretizzare il risultato in zona punti.
Voto 5 invece a Vasseur, che continua a credere che tutti i mali della Ferrari siano colpa dei giornalisti, pensando di fare lui stesso anche il giornalista dal momento che si è preso la briga di spiegare ai “colleghi” cosa secondo lui era o non era il tema della gara. Il tutto mentre la Ferrari si barcamena al 2° posto nella classifica Costruttori soprattutto per gli alti e bassi di McLaren e Red Bull, ma senza mai convincere come le dirette concorrenti, dopo avere dominato senza capire perché in due piste ostiche come Barcellona e Silverstone e con una campagna di sviluppi che - ormai si è capito - non tiene il passo dei diretti concorrenti. Però se solo i giornalisti fossero un po’ meno critici...