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Un sesto posto con Oscar Piastri e un nono con Lando Norris. Non è certo questo il bottino con cui la McLaren pensava di salutare il tracciato di Sepang, teatro eccezionale del Gran Premio del Bahrain a causa dell’impossibilità di correre a Sakhir ad aprile per la grave crisi geopolitica in Medio Oriente. La pioggia caduta a ridosso del via e le incertezze del nuovo regolamento tecnico – che hanno provocato diversi glitch del software condiviso prima dello start – hanno reso la corsa malese una trappola per la scuderia di Woking.
Nel concitato pre-gara, la riprogrammazione del software sulle vetture ha creato caos in griglia, ma Andrea Stella preferisce fare una difesa del sistema prima di analizzare i propri problemi: "Ci sono stati molti cambiamenti prima dell'inizio della gara, con problemi di software e tutte le unità riprogrammate. È una buona novità per la F1? Ciò che è successo alla partenza non è l'ideale in termini di presentazione dello sport, ma al tempo stesso è il primo anno di un nuovo regolamento tecnico, piuttosto complesso. Anche se non mi è ancora del tutto chiaro quale sia stato il problema, dobbiamo riconoscere che la Formula 1 ha fatto un ottimo lavoro nel creare queste regole, che presentavano alcuni punti interrogativi sul comportamento delle power unit in gara”, ha dichiarato ai nostri microfoni a Sepang.
“C'è stato un gran lavoro per far funzionare lo spettacolo e le corse: se di tanto in tanto si verifica qualche problema, dobbiamo accettarlo, ci sono intoppi per tutti. Non mi sentirei a mio agio nel dire che non era all'altezza degli standard. Quando c'è questo livello di novità, possiamo accettare che ci siano aspetti da perfezionare". Anche in casa McLaren il software ha dato qualche grattacapo: "Anche sulla nostra vettura ci sono stati dei problemi, anche se probabilmente in misura minore rispetto ad altre auto. Ma di sicuro c'erano cose che non sembravano a posto". Incalzato sulla natura esatta dell'anomalia, il Team Principal ha ammesso candidamente: "A essere sincero, mi presento qui - nella consueta media session con la stampa - senza essere abbastanza preparato per darvi una spiegazione tecnica. Raccoglierò informazioni per poi condividerle con voi e con i vostri colleghi".
I veri guai per la MCL40 si sono registrati subito dopo, al momento dello start sul bagnato. Il tracciato di Sepang ha confuso gli ingegneri al muretto: "Il momento più difficile per le chiamate strategiche e le gomme è stato sicuramente alla partenza, quando non era chiaro se la pista richiedesse gomme intermedie o se le gomme da asciutto non avrebbero funzionato. Su questo tipo di asfalto, già nel giro di allineamento abbiamo visto che le intermedie si stavano danneggiando molto rapidamente. E sempre su questo asfalto, le gomme da asciutto funzionano molto facilmente, molto più che in quasi tutti gli altri circuiti. Sembrava che la pista fosse abbastanza asciutta da restare fuori con le slick e pensavamo che si sarebbero scaldate rapidamente. Ma nei fatti ci è voluto più tempo del previsto".
La scelta ha rovinato la gara di entrambi i piloti, e Stella esclude che si sia trattato di una mossa per diversificare le tattiche: "Con Lando abbiamo perso tempo sul tempo gara, così come con Oscar, perché dovevamo rientrare e accettare che la pista era da intermedie. Alla fine si è trattato di un'errata valutazione sul punto di pareggio in cui le gomme da asciutto sarebbero state più veloci delle intermedie. Ma non c'era una logica semplice come dire 'dividiamo le strategie e vediamo chi ha ragione'. Pensavamo solo che le slick si sarebbero attivate prima. Per Oscar è stato lui stesso a pensare che non sarebbe stato così rapido il passaggio, mentre con Lando è possibile che lo abbiamo indirizzato nella direzione sbagliata, spingendolo verso la scelta di non rientrare per le intermedie. Dopodiché, a parte questa decisione iniziale, il resto è stato relativamente più semplice".
Il nodo principale per il team guidato da Stella resta però il ritmo complessivo, calato bruscamente rispetto alle gare precedenti e a vantaggio dei rivali diretti: "A Budapest abbiamo portato degli aggiornamenti ed eravamo da pole position, poi a Zandvoort e Madrid eravamo da pole e praticamente da vittoria senza la Virtual Safety Car. Poi, molto rapidamente, il quadro cambia. Dobbiamo guardare al nostro sviluppo: non vediamo anomalie nei nostri dati, ma dobbiamo ammettere che potenzialmente alcuni concorrenti hanno sviluppato la vettura con passi più grandi dei nostri. La Ferrari qui era molto, molto forte: Hamilton era lì con Lando e da quella posizione è riuscito a recuperare diverse posizioni sorpassando in gara, dimostrando di avere una delle vetture migliori in pista. Anche la Mercedes farà le nostre stesse valutazioni".
Resta da capire se le novità portate di recente stiano davvero funzionando a dovere o se servano verifiche su piste più tradizionali: "In Malesia e a Baku ci sono condizioni particolari. Rivedendo i dati, pensiamo che la vettura dovesse funzionare per estrarre il carico aerodinamico e il grip meccanico. I dati ci dicono che con gli aggiornamenti abbiamo aumentato il potenziale della macchina, ma la competitività in pista ci dice che sembra che abbiamo perso terreno rispetto agli altri. In Formula 1 è tutto relativo a ciò che fanno gli altri. Anche le condizioni dell'asfalto qui fanno funzionare la macchina in modo strano, non solo per le gomme. Non sono in grado di dire se Singapore sarà più adatta o meno. Dobbiamo osservare la vettura e gli aggiornamenti a Singapore per avere una risposta migliore. Poi per le gare finali arriveranno altri sviluppi, sperando di fare un altro passo avanti e tornare a lottare per il podio".