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Un secondo posto che pesa come un macigno nella corsa al titolo. Sul tracciato malese di Sepang, Andrea Kimi Antonelli firma una prova di grande maturità e consistenza, cogliendo una piazza d'onore fondamentale per allungare nella classifica iridata. In una gara complessa e ricca di incognite, il giovane talento italiano ha saputo estrarre il massimo da una W17 profondamente rinnovata dagli aggiornamenti, gestendo le insidie della pista e portando a casa 18 punti preziosissimi che fissano a 84 le lunghezze di vantaggio sui diretti inseguitori.
Nel post-gara, il pilota italiano non ha cercato alibi, analizzando con lucida maturità la superiorità dei rivali e le difficoltà incontrate dalla Mercedes: “Sì, penso che Max sia stato molto, molto veloce per tutto il fine settimana. La Red Bull sta facendo un ottimo lavoro e noi abbiamo faticato più del solito rispetto alle gare precedenti”.
A complicare il lavoro di messa a punto è stato anche l'impatto tra il nuovo pacchetto e la superficie del circuito malese, caratterizzata da temperature elevate e da un manto stradale particolarmente abrasivo: “Penso che stiamo ancora cercando di capire il nuovo pacchetto, anche perché questo circuito, con un asfalto così rugoso e temperature elevate, ci ha reso la vita più difficile. Spero che la prossima settimana a Singapore avremo una lettura migliore del pacchetto e capiremo meglio quale assetto utilizzare. Ma penso che oggi, con il passo che avevamo, il secondo posto fosse il massimo che potessimo raggiungere”.
Il nodo principale resta valutare se le novità aerodinamiche abbiano effettivamente portato il guadagno prestazionale sperato o se il rendimento sia stato condizionato dalle caratteristiche intrinseche della pista: “È la domanda a cui dobbiamo rispondere, perché non sappiamo davvero se ci abbia fatto andare più veloci o peggio. Ad essere onesti, in questa stagione, ogni volta che siamo andare su asfaltature molto vecchie abbiamo faticato. Ad esempio a Zandvoort, la McLaren era molto più veloce di noi, specialmente sull'asfalto più datato”.
“Quindi penso che forse sia solo una questione, o un dato di fatto, legato al fatto che l'asfalto è molto vecchio e per le gomme è davvero durissima, e magari noi soffriamo semplicemente su questo tipo di fondo. Tuttavia, la pista e l'asfalto ci hanno reso difficile capire se ci sia stato un miglioramento oppure no”, ha continuato l’italiano.
La vista resta ora proiettata al prossimo appuntamento sotto i riflettori di Marina Bay, dove il team proverà a capitalizzare la mole di dati raccolta per sbloccare l'intero potenziale della W17: “Sono sicuro che il team ha moltissimi dati, soprattutto dopo questo weekend, e sono certo che a Singapore arriveremo con un'idea molto, molto più chiara sul pacchetto e speriamo di poterne estrarre tutto il potenziale”.