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Dopo un digiuno lungo 309 giorni e ben quindici gare di astinenza, Max Verstappen ritrova la via del gradino più alto del podio e lo fa nel modo più simbolico possibile: a Sepang, sul tracciato che nove anni fa, nell'ultima edizione disputata del Gran Premio della Malesia, lo vide conquistare il suo secondo successo in carriera.
Per il quattro volte campione del mondo si tratta del primo sigillo del 2026, una stagione segnata dalla rivoluzione regolamentare che ha rimescolato le carte in tavola. Con questo successo, il numero 72 della sua straordinaria carriera, sorride anche la Red Bull, che stacca il pass per la vittoria totale numero 131. Un trionfo, tuttavia, con un sapore unico e storico: è il primo successo assoluto come costruttore di motori, coronamento dell'imponente lavoro svolto nei reparti di Milton Keynes con il supporto strategico di Ford per realizzare da zero una power unit proprietaria.
Al termine di una gara frenetica e condizionata dal meteo, Verstappen non ha nascosto la portata emotiva e tecnica di questo traguardo, ricordando da dove è partito il progetto 2026 del team anglo-austriaco: “È davvero speciale per noi. Abbiamo avuto un inizio d'anno molto complicato e difficile, con ogni sorta di problema e semplicemente senza essere abbastanza competitivi. Ma nel corso della stagione la squadra ha lavorato duramente per comprendere i nostri problemi, portare buoni sviluppi prestazionali sulla vettura e renderla più guidabile”. Un lavoro d'equipe certosino, che a Sepang ha mostrato i suoi frutti fin dal venerdì: “Passo dopo passo ci siamo avvicinati sempre di più, e oggi,ma in realtà durante tutto questo fine settimana, siamo stati davvero in ottima forma. Quindi sì, è incredibile”.
Eppure lo spegnimento dei semafori aveva fatto temere il peggio, con le Mercedes di Kimi Antonelli e George Russell scattate a fionda ai suoi lati. Un brivido iniziale che il pilota olandese ha gestito con maturità e freddezza: “Non ero sorpreso, perché la mia partenza è stata tremenda. Di nuovo, rilasciando la frizione non avevo potenza: il motore si è praticamente piantato. Ma a quel punto devi solo metterti tranquillo, cercare di non reagire eccessivamente, accodarti e provare a mantenere la posizione”.
Tra le insidie del tracciato e la gestione delle gomme in una gara ricca di decisioni strategiche borderline, la lucidità del campione ha fatto la differenza fino alla bandiera a scacchi: “La gara è lunga, possono succedere molte cose e, passo dopo passo, sono riuscito a ricucire il distacco. Poi ho avuto un bel duello con Kimi sulle slick: in alcune fasi della curva era piuttosto scivoloso, ma sì, è stato divertente. La gara non ci è stata resa facile per via di tutte le decisioni che abbiamo dovuto prendere e poi la Safety Car sul finale, ma abbiamo mantenuto la calma e abbiamo azzeccato tutte le scelte sulle gomme”.
Oltre alla classifica e ai punti, ciò che rende epocale il weekend malese è la consacrazione del nuovo corso tecnico del team guidato da Laurent Mekies: “È davvero gratificante vincere qui e conquistare anche la nostra prima vittoria con il nostro motore. È un progetto incredibile che coinvolge molti partner e tantissime persone che si sono dedicate al massimo per farci arrivare dove siamo ora. È una sensazione fantastica”.