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La Formula 1 non è solo meccanica, aerodinamica e motori, ma è fatta soprattutto di storie. Storie di piloti, di squadre e, in particolare, di scommesse. E la Red Bull, con la gara di Sepang, ha dimostrato di saper unire tutto questo. Il trionfo conquistato da Max Verstappen al Gran Premio del Bahrain, ospitato eccezionalmente in Malesia, ha messo la firma su un capitolo straordinario della sua storia e di quella della squadra, salita per la prima volta sul gradino più alto del podio in qualità di costruttore e motorista con il supporto di Ford.
Per molti, quello che a Milton Keynes stavano progettando era una pura follia. Realizzare un propulsore da zero in Formula 1 è una scommessa che in pochissimi avrebbero il coraggio di accettare. Ma la Red Bull ha portato nel Circus una nuova visione: quella della pura follia agonistica. Lo è stato quando ha mosso i primi passi nel paddock nei primi anni 2000, e poi ancora quando ha iniziato a conquistare i primi successi. Con il tempo, quella follia si è trasformata in realtà attraverso i primi titoli mondiali, sia piloti che costruttori. Tutte basi gettate nel corso degli anni che hanno portato alle fondamenta di una nuova sfida. Non essere più soltanto un team clienti che acquista la Power Unit e altri componenti da un fornitore esterno, ma diventare un motorista a tutti gli effetti. Una sfida ardua che ha richiesto il supporto di chi la storia dei motori nel Motorsport l'ha scritta davvero: Ford.
Una squadra inedita assemblata da Christian Horner, capace di esaudire il grande sogno del defunto fondatore Dietrich Mateschitz e che oggi, cinque anni dopo, raccoglie i primi frutti sotto la guida di Laurent Mekies. Il lavoro svolto nel silenzio di Milton Keynes, con il supporto strategico della sede di Detroit, ha portato alla nascita di un propulsore nuovo di zecca, al quale sono bastati soltanto sedici Gran Premi per conquistare la prima vittoria assoluta. Una storia d'audacia che va ben oltre la pura meccanica: perché per rombare, un motore ha bisogno di un cuore che batte per la Formula 1 e che trasforma un sogno in realtà. “Questo è un altro momento fondamentale nella storia di questa squadra: la prima vittoria per noi come fornitore di propulsori con Red Bull Ford Powertrains, proprio nella sua stagione d’esordio”, ha commentato Mekies al termine della gara a Sepang.
Dopo aver sfiorato il successo a Baku per appena 196 millesimi di secondo, Max Verstappen ha capitalizzato un weekend straordinario in Malesia. Una pista che evoca bellissimi ricordi per l'olandese, che nove anni fa — nell'ultima apparizione della Formula 1 su questo tracciato — conquistò qui la sua seconda vittoria in carriera. Oggi, quattro titoli mondiali dopo e con 72 trionfi complessivi in bacheca, il campione della Red Bull ha atteso che si verificasse la tempesta perfetta dello scorso fine settimana. Una Mercedes in evidente affanno, una pole position di misura e una gara gestita in modo magistrale gli hanno permesso di firmare una vittoria storica per la squadra che ha scommesso su di lui dieci anni fa, facendolo debuttare quando era ancora minorenne. E sulla quale oggi è lo stesso Max a scommettere, rinnovando il proprio contratto fino al 2030, nonostante questa Formula 1 si allontani talvolta dallo spirito più puro del Motorsport che lui tanto ama.
"Il merito va a tutte le persone coinvolte che hanno lavorato incredibilmente duro a questo progetto negli ultimi cinque anni. Tutti a Milton Keynes e in pista meritano questo momento e dovrebbero festeggiarlo come un passo importante verso molte altre vittorie in futuro”, ha proseguito Mekies, sottolineando l'immenso sforzo profuso dalla Red Bull. “La prima vittoria della stagione è un ottimo modo per concludere un weekend complessivamente di grande successo. Dopo aver dimostrato un ritmo elevato in ogni sessione e aver conquistato la nostra prima pole position dell'anno sabato, Max ha trasformato quella prestazione in una straordinaria vittoria. In circostanze spesso caotiche, è rimasto costantemente sotto controllo per tutta la gara, ha gestito le condizioni in modo brillante, ha mostrato il passo migliore e ha offerto esattamente il tipo di prestazione di cui sappiamo essere capace. Più in generale, questo risultato conferma i progressi che abbiamo fatto negli ultimi mesi. Ci siamo andati vicini diverse volte e oggi abbiamo finalmente concretizzato quel ritmo. Il team ha lavorato instancabilmente per migliorare il nostro pacchetto e weekend come questo sono la giusta ricompensa per tutto l'impegno”.
La Red Bull dispone del miglior motore endotermico del lotto — secondo la Federazione, che ha individuato proprio nell’ICE di Milton Keynes il punto di riferimento per l’assegnazione dell’ADUO — ma per ritrovare il successo ha dovuto effettuare un enorme lavoro di sviluppo sulla RB22. Con l'introduzione dei pacchetti di aggiornamento tra l’Austria e Baku, la monoposto ha iniziato a mostrare tutto il suo potenziale, come confermato dal doppio podio azero con Isack Hadjar in terza posizione. Un risultato che la squadra sperava di replicare a Sepang, con il giovane francese capace di risalire dall’ottava piazza fino alla zona podio, prima che un problema alla batteria lo costringesse a scivolare al quinto posto finale. “Naturalmente, dall'altra parte del box ci sono sentimenti contrastanti, perché anche Isack ha dimostrato un ritmo molto elevato per tutto il fine settimana".
"Avremmo potuto concludere questo weekend con un altro doppio podio; sfortunatamente, non tutto è andato per il verso giusto sulla sua vettura. Il quinto posto rappresenta comunque un ottimo risultato considerando la posizione di partenza, ma è naturale provare un po' di frustrazione sapendo che si poteva raccogliere di più”, ha spiegato Mekies. Ma ora è già tempo di guardare avanti: “Analizzeremo nel dettaglio l'accaduto, terremo gli aspetti positivi di un weekend in cui entrambi i piloti sono stati costantemente competitivi e ci concentreremo immediatamente su Singapore. Tuttavia, è giusto che tutti si godano questa vittoria meritata e questo importante traguardo per la squadra”.
Dalla visione romantica di Dietrich Mateschitz alla realtà dei fatti sulla pista di Sepang, la Red Bull ha dimostrato che la sua "follia" ha basi terribilmente solide. La prima vittoria da motorista con Ford non è solo un traguardo storico, ma il chiaro segnale che il pacchetto della RB22 è tornato a fare paura. E con un Verstappen in questa forma, la sfida di Singapore è già il prossimo capitolo da scrivere.