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Il Gran Premio dell'Azerbaigian 2026 lascia un sapore agrodolce in casa Red Bull, ma regala allo stesso tempo la certezza di una ritrovata competitività. Sulle strade di Baku, il team guidato da Laurent Mekies ha sfiorato il successo con Max Verstappen, autore di una rimonta furibonda dall'ottava piazza sulla griglia e arrivato a un solo decimo dalla Mercedes di George Russell. A completare il bilancio estremamente positivo per la scuderia di Milton Keynes c'è il terzo posto di Isack Hadjar, rientrato alla grande dall'infortunio e galvanizzato dal recente rinnovo contrattuale.
Riavvolgendo il nastro della gara, Mekies ha analizzato a caldo ai nostri microfoni l'opportunità mancata per un soffio: "Ci siamo andati davvero vicini. La spettacolare risalita di Max da P8 ci ha dato la possibilità concreta di giocarci la vittoria con George negli ultimi venti giri. Abbiamo avuto la nostra occasione, l'abbiamo mancata per un solo decimo dopo 51 giri, ma è da qui che dobbiamo ripartire.” Un fattore determinante nella dinamica della corsa è stato la gestione delle gomme, con la gomma Soft rivelatasi inaspettatamente più performante della Medium fin dallo stint iniziale. "Ci siamo resi conto molto presto che la Soft garantiva un rendimento migliore rispetto alla Media”, spiega il team principal della Red Bull. "A quel punto abbiamo valutato diversi scenari: anticipare la sosta per passare subito sulla mescola più rapida o attendere. C'era un rischio elevatissimo di Safety Car e nessuno voleva fermarsi per primo per non rimanere sfortunatamente penalizzato. Abbiamo scelto di mantenere le vetture vicine a Piastri, convinti che a parità di giri con le gomme invertite avremmo avuto un'ottima chance sia su Oscar che su George. Alla fine il campo ci ha dato ragione".
Riguardo alle chance di vittoria nel prosieguo della stagione, Mekies concorda parzialmente con l'analisi della vigilia fatta da Verstappen, secondo cui Baku rappresentava la pista ideale sulla carta visto che la Mercedes potrà fare un importante passo in avanti in termini di prestazioni con gli aggiornamenti che arriveranno in Malesia: "Penso che entrambe le visioni siano corrette. È giusto ciò che ha detto Max: sulla carta questo layout era il più favorevole alle nostre caratteristiche. Tuttavia, la prestazione mostrata in gara ci infonde una solida speranza di poterci giocare altre carte da qui alla fine del campionato. E affrontare tracciati più ostici sarà persino più utile, perché è esattamente attraverso queste sfide che si spinge il processo di crescita del team".
Un recupero prestazionale che non nasce dal nulla, ma da un lavoro metodico portato avanti nelle ultime settimane per azzerare il divario dai rivali di riferimento, Ferrari inclusa: "Nel lungo arco di tempo compreso tra l'Austria e Baku non abbiamo introdotto pacchetti macroscopici, ma siamo comunque riusciti a cucire il gap. A Madrid eravamo a un decimo e mezzo dalla pole, a Monza a due decimi. Tutti, sul fronte telaio e sul fronte power unit, hanno estratto il massimo dalla configurazione attuale. Gli ultimi aggiornamenti ci hanno dato un'ulteriore spinta ed è fantastico vedere come la squadra stia rispondendo".
Proprio il capitolo motori ha visto il weekend di Baku svilupparsi sulle montagne russe. Dopo i dolori della qualifica con il problema alla batteria, il cambio di power unit sulla RB22 numero #3 ha consentito a Verstappen di esprimere il suo potenziale in gara: "Le due problematiche riscontrate sulle power unit ci sono costate care in griglia, fa parte del gioco. Max era velocissimo fin dal giovedì e senza quei guai si sarebbe giocato la prima fila. Sostituire l'unità e risolvere il problema gli ha permesso di tornare al livello di competitività che ci aspettavamo. Non abbiamo rischiato più del solito sul setup motoristico: la nostra PU ha una finestra di utilizzo ottimale molto stretta e richiede un lavoro enorme d'ingegnerizzazione per essere mantenuta in quel range. È la sfida di ogni weekend". Resta da valutare se Verstappen dovrà scontare penalità nelle prossime gare: "Non è ancora chiaro se la power unit smontata sabato potrà essere recuperata o se dovremo scontare una sanzione in griglia per introdurre elementi extra".
Se la gara di Verstappen è stata una conferma d'autorità, il weekend di Isack Hadjar ha rappresentato una prova di maturità straordinaria. Al rientro al volante dopo uno stop forzato di sei settimane per l’infortunio al polso, il pilota francese non solo ha siglato un quarto posto in qualifica e il podio in gara, ma ha dimostrato una lucidità tattica eccezionale. "Ciò che ha fatto Isack questo fine settimana è stato semplicemente eccezionale”, ha commentato con entusiasmo Mekies. "La cosa più importante era che si sentisse subito bene in macchina, senza dolore. Su un tracciato cittadino che non perdona il minimo errore, ha costruito il suo ritmo sessione dopo sessione, mantenendo la calma e una grandissima carica di energia positiva. Il ritmo gara espresso sia su Media che su Soft è stato di un livello che non gli avevamo ancora visto mostrare. Oltre alla velocità pura, ha corso con un'intelligenza e una disciplina di gestione gomme esemplare, lavorando in totale sintonia con Max e con il muretto".
Una prestazione sublimata dalla serenità arrivata con il rinnovo contrattuale firmato proprio nei giorni scorsi, una scelta strategica fortemente voluta dal top management Red Bull per proteggere il proprio talento: "Il nostro compito principale è mettere le persone nelle migliori condizioni per esprimere al meglio il proprio talento. Vale per gli ingegneri, per i meccanici e a maggior ragione per i piloti. Abbiamo voluto confermare la nostra fiducia a Isack in un momento delicato, togliendogli la pressione sul futuro proprio prima del suo rientro. La risposta che ci ha dato in pista questo weekend ci ha ripagati ampiamente".