Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Delusione è sicuramente l’aggettivo che meglio descrive il sabato di Pierre Gasly al Gran Premio d’Azerbaijan. Il pilota francese arrivava a Baku forte di una qualifica solida culminata con la settima posizione in griglia, affiancato dalle buone prestazioni del compagno di squadra Franco Colapinto, scattato dalla decima casella. Una prestazione estremamente convincente per il team anche durante la gara, fino alla svolta amara del 36° giro: alla ripartenza dopo la Safety Car, Colapinto ha perso il controllo della monoposto arrivando al bloccaggio e centrando il compagno di squadra. I danni riportati hanno costretto Gasly al ritiro in curva 2, spingendo la direzione gara a neutralizzare nuovamente la corsa.
Rientrato ai box scuro in volto, visibilmente provato da un sabato che lascia un enorme amaro in bocca, il pilota transalpino si è presentato ai microfoni della stampa con tutta la trasparenza di chi sa di aver perso un'occasione d'oro: “Non so nemmeno esattamente cosa sia successo, non ho ancora rivisto le immagini. Posso solo dire che siamo tutti profondamente delusi dal modo in cui è finita, soprattutto dopo un weekend e una gara così solidi. In macchina mi sentivo davvero a mio agio: il passo era quasi al livello di Lewis e in linea con quello di Lando. Stavo gestendo bene i tre secondi di distacco da lui, prima che arrivasse al bloccaggio in Curva 1. Avevamo circa quindici secondi di margine su Franco dietro di noi, quindi sì... è ancora difficile mandar giù quello che è appena accaduto.
A bruciare maggiormente nel clan della squadra è la consapevolezza di aver buttato al vento il miglior potenziale espresso finora in questa stagione, un bottino di punti prezioso sfumato proprio sul più bello: “Probabilmente questa è stata la miglior monoposto da gara che abbiamo avuto in tutta la stagione, il che da un lato è positivo. Al tempo stesso, però, quando ti capitano occasioni del genere per portare a casa punti pesanti, devi assolutamente concretizzare. Purtroppo oggi non ci siamo riusciti”, ha continuato il francese.
Interpellato sul confronto diretto avuto con il giovane compagno di squadra subito dopo la corsa e sulle scuse presentate dall'argentino, Gasly non ha nascosto il proprio stato d'animo, pur mostrando maturità professionale: “Se mi bastano le scuse di Franco? Sono semplicemente a pezzi. Credetemi, non c'è nulla che oggi possa farmi piacere, ma accetto le sue scuse”.
Invitato poi ad analizzare la gestione del riavvio di gara da parte del leader George Russell, spesso accusato di "impacchettare" troppo il gruppo prima del via, il francese ha offerto una lettura lucida e senza alibi: “Per quanto riguarda il riavvio di George, lui da leader fa la sua partita ed è compito nostro adeguarci. Eravamo tutti estremamente impacchettati, ma tra la gestione dei motori e i limiti nel recupero dell'energia della batteria, non hai molto margine di manovra in quelle situazioni, quindi la sua scelta non mi ha sorpreso”.
Infine, commentando le indiscrezioni sui danni provocati e la necessità di voltare pagina dopo un sabatp da dimenticare, Gasly ha chiuso con il desiderio di staccare la spina prima del prossimo appuntamento in Malesia: “Sull'incidente non ho ancora visto il video. Ora voglio soltanto tornarmene a casa, farmi una bella dormita per schiarirmi le idee e godermi la domenica. Ci riproveremo alla prossima”.