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George Russell si è preso la scena con eleganza danzando tra le raffiche di vento nelle qualifiche del Gran Premio dell’Azerbaijan 2026 di Formula 1, con la sua Mercedes W17 perfettamente bilanciata e rapidissima sul dritto. Per le tortuose stradine di Baku Russell riesce sempre a distinguersi, e questa sicurezza in sé ha cancellato almeno per questo appuntamento quelle esitazioni che spesso finiscono per penalizzarlo in termini di gestione dell’energia. Gli unici brividi oggi per il pilota inglese sono arrivati con il vento, le cui folate sono andate a sparigliare i riferimenti dei piloti.
Se non ci sono state bandiere rosse in qualifica oggi è perché i piloti hanno capito già delle FP3 di questa mattina che i punti di frenata sballati per via delle raffiche di vento avrebbero impedito loro di non finire a muro. In molti hanno saggiamente preferito infilarsi nelle vie di fuga, senza nemmeno provare a chiudere la curva. Ma un errore maiuscolo in qualifica è arrivato. E a commetterlo è stato il leader del mondiale, Andrea Kimi Antonelli. La sua sbavatura in Q1, con un contatto con le barriere abbastanza forte da rompere la sospensione anteriore sinistra, è da penna blu.
Non sbagliava in maniera così maiuscola dall’Australia Antonelli, la cui gara avrebbe potuto essere ancora più in salita se Lance Stroll non avesse causato una bandiera gialla che ha impedito alle Audi di Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg di migliorarsi. Scatterà sedicesimo, su una pista sulla quale rimontare non sarà semplice come a Monza. Ma non vuole accampare scuse: quando alla media pen gli abbiamo chiesto se il tempo perso per un problema idraulico nelle libere l’avesse svantaggiato, ci ha risposto che non aveva avuto peso.
È un peccato perché la pista di Baku è perfetta per la W17. Con il contribuito del pacchetto a basso carico, la monoposto di casa Mercedes si distingueva sin dalle libere per la pulizia delle traiettorie nel tratto della città vecchia, grazie al suo senso per le curve lente e al bilanciamento impeccabile. E questa precisione ha anche una ricaduta sull’efficienza in termini di consumi. L’efficacia aerodinamica, nel contesto di questo regolamento tecnico, va di pari passo con quella della gestione della batteria. E la Mercedes, in questo senso, ha fatto una differenza abissale anche sulla McLaren, sua scuderia cliente.
Il distacco rifilato da Russell al primo degli inseguitori, Charles Leclerc, è impressionante: oltre otto decimi. A pesare sull’economia della qualifica degli altri è stata anche la capacità di mandare le gomme nella corretta finestra di utilizzo. Non è un caso che la maggior parte dei piloti si sia prodotta in un’ulteriore tornata di preparazione dopo l’out lap. E questo dipende anche dalla necessità di mantenere il fragile equilibrio tra la gestione dell’energia e la preparazione dello pneumatico.
Spingere troppo per mandare la gomma in temperatura può voler dire arrivare con la batteria spompata all’inizio del giro buono. Trovare il giusto compromesso è fondamentale, anche se la Mercedes si è comunque distinta in maniera esponenziale sulla lunghezza. È in questo frangente che si vedono le differenze con la Rossa, che ha migliorato rispetto a ieri il bilanciamento della SF-26, risultando di conseguenza leggermente più efficace nella gestione dell’energia nel tratto più guidato, ma pagando comunque dazio nel terzo settore.
Quanto sia efficace la Mercedes nella gestione dell’energia lo si capisce anche dal confronto con una McLaren che, nonostante l’ampio pacchetto di aggiornamenti apportato alla MCL40, non è riuscita a contenere il distacco. Gli upgrade, stando a quanto ha spiegato il team principal Andrea Stella, hanno funzionato. E non è una questione di differenza in termini di motore o di software con la Mercedes, quanto dell’ingerenza di altri fattori – il drag in testa – sull’efficienza anche a livello energetico. A fare la differenza è il pacchetto completo. Quello che oggi George Russell ha sfruttato al meglio per prendersi una pole dominante.