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Isack Hadjar brilla a Interlagos e conquista un terzo posto capolavoro nel Gran Premio del Brasile, soffrendo, lottando e dominando condizioni al limite che hanno messo a dura prova anche i piloti più esperti. Sotto la pioggia di San Paolo, il giovane talento francese della Red Bull si è reso protagonista di una gara di puro carattere, risalendo la china dopo un venerdì in salita e firmando un podio che profuma di consacrazione.
Le dichiarazioni rilasciate nel post-gara raccontano alla perfezione la sofferenza e la bellezza di una domenica memorabile. "È stata sicuramente la condizione più impegnativa che abbia mai affrontato", ha confidato Hadjar, visibilmente emozionato per il risultato. "Sono felice di essermi messo alla prova in una situazione del genere e di salire sul podio accanto a due piloti straordinari".
Un weekend che non è iniziato sotto i migliori auspici: "Venerdì eravamo dispersi ovunque, e la sessione di ieri mattina non è stata eccezionale. Ma tirare fuori una prestazione del genere mi rende felicissimo. Sembra quasi che debba sempre lottare contro le avversità per arrivare sul podio: non è mai una gara lineare, devo sempre scavare a fondo".
Nel corso della gara, la gestione del bagnato e del cambio gomme ha richiesto nervi saldi. Hadjar ha ripercorso i momenti chiave della corsa: "All'inizio andavo bene, poi c'è stata la fase centrale con le intermedie in cui ho fatto una fatica enorme, non riuscivo a scaricare la potenza in uscita dalle curve e George mi ha sverniciato alla curva 12 come se niente fosse. Per fortuna le cose sono migliorate poco prima del passaggio alle Soft. Con quelle mescole siamo stati molto competitivi fino alla fine, anche nell'ultimo stint sotto la pioggia".
Tra i duelli più emozionanti spicca il corpo a corpo con Andrea Kimi Antonelli, raccontato con il sorriso dal pilota: "C'è stata una bella lotta. Credo fosse alla curva 2, lui era finito in testacoda il giro prima e io arrivavo con molto slancio. Ci siamo divertiti, soprattutto quando ha iniziato a piovere di nuovo con le gomme morbide nel finale: lui era lì dietro, velocissimo, ed è stato un bellissimo confronto".
Inevitabile una riflessione tecnica sulle nuove vetture e sugli pneumatici in condizioni estreme, un tema caldissimo nel paddock: "Ieri con le Full Wet non pensavo ci fosse così tanta acqua, eppure ho avvertito un forte aquaplaning. Sembra che si debba aspettare troppo tempo prima di poter montare le Intermedie. Le mescole attuali sono un po' più rigide e dure rispetto al passato: ci divertiremmo tutti di più con più grip, e in Q1 le prime tre girate sono state davvero pericolose".