F1. Toto Wolff commosso dopo il titolo Costruttori della Mercedes: "Orgoglioso di tutti noi, pochi team sanno reagire così"

F1. Toto Wolff commosso dopo il titolo Costruttori della Mercedes: 'Orgoglioso di tutti noi, pochi team sanno reagire così'
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"Pochi team sanno reagire così": l'orgoglio e la commozione di Toto Wolff dopo la riconquista del titolo mondiale della Mercedes a Interlagos
8 novembre 2026

La bandiera a scacchi sventola su Interlagos, tagliando il traguardo non solo di un Gran Premio del Brasile reso viscido e imprevedibile da un’improvvisa pioggia finale, ma di un intero universo sportivo che ha ritrovato la sua stella polare. Un quarto e quinto posto, arpionati da George Russell e da un eccezionale Andrea Kimi Antonelli, sono la firma in calce a un anno perfetto. Con il nuovo ciclo tecnico, gli anni bui, i sussulti e le amarezze dell'era a effetto suolo sono finalmente un ricordo sbiadito. La W17 ha riportato a Brackley quel titolo Costruttori che mancava dal 2021, suggellando una festa iniziata la scorsa settimana in Messico — quando il ventenne di Bologna ha chiuso matematicamente i giochi iridati — e deflagrata nel tripudio del podio brasiliano.

Foto copertina: ANSA

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È il trionfo della resilienza, della capacità di non arrendersi quando il castello sembrava scricchiolare. Un viaggio umano e tecnico che Toto Wolff racconta con la voce di chi ha vissuto ogni singolo battito di questo percorso, dalle ceneri della tempesta fino al tetto del mondo “Innanzitutto voglio ringraziare tutti a Interlagos e San Paolo, è stato davvero divertentissimo, grazie per la vostra ospitalità. Sì, è fantastico, è stato un inizio di stagione molto forte da parte nostra e questo poi ci ha portato fino all'arrivo. Nelle ultime gare ci sono stati dei momenti difficili, anche oggi è stato complicato, però nel complesso sono molto orgoglioso di tutta la nostra organizzazione. Ci sono voluti alcuni anni per noi per tornare sul gradino più alto, ma non tanti team sono stati in grado di reagire da una situazione di quel tipo e questo dimostra il grande lavoro e le grandi persone che abbiamo nella nostra organizzazione. È fantastico essere tra loro”.

Quando gli si fa notare che questo successo è la ciliegina sulla torta, il simbolo di anni di sacrifici per ritrovare la vetta, l'emozione di Wolff emerge in tutta la sua autenticità, intrisa del valore umano del gruppo che guida: “Sì, è molto soddisfacente perché non sono molte squadre che dopo un successo e un periodo difficile sono ritornate a vincere. E lo abbiamo fatto, è la squadra che l'ha fatto, e per quello io sento tanto onore di lavorare in una squadra così”. Parole che pesano come macigni, intrise di quel rispetto profondo per la fabbrica di Brackley e Brixworth. La F1 moderna stritola chi sbaglia, ma sa incoronare chi sa ricostruire. E in questa leggenda che si rinnova, il nome di Toto Wolff si intreccia inevitabilmente con i miti più grandi della storia dell'automobilismo, eguagliando il primato di nove titoli mondiali che sembravano scolpiti nel marmo e intoccabili, come quelli legati all'epopea Williams e al ricordo immortale di Sir Frank.

“Frank è stato un'icona incredibile dello sport e, in quegli anni, il numero di titoli costruttori non ho mai pensato che fosse possibile. Io avevo un rapporto molto stretto con Frank, ed essere lì con lui è davvero fantastico. Per essere corretti, alcuni di noi ne hanno vinti ancora di più, e lui ce l'ha con noi... ma è davvero fantastico. È davvero grandioso questo onore che accetto volentieri, per ricoprire tutta questa situazione fenomenale”. Eppure, persino in mezzo ai festeggiamenti di una doppietta iridata, il DNA di chi non si sazia mai riemerge immediatamente. Quando la mente prova già a proiettarsi al futuro e alla sfida dei prossimi anni, il Team Principal della stella dimostra perché la Mercedes sia tornata a fare la storia: “La mia testa adesso pensa già a Las Vegas e a cosa dobbiamo fare come test per sviluppare la macchina del prossimo anno: io guardo sempre avanti”, ha aggiunto ai microfoni di Sky.

La pioggia bagna l'asfalto di Interlagos, ma nel box Mercedes nessuno sente freddo. C'è il calore di un impero ricostruito pietra su pietra, la gioventù affamata e geniale di un campione del mondo come Kimi Antonelli, la solidità feroce di George Russell e la leadership granitica di un Team Principal che, pur godendosi la soddisfazione del presente, ha già lo sguardo piantato nel domani. Il leone è tornato a ruggire.

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