Ferrari sprofonda nella pioggia di Interlagos. Vasseur ammette: "Macchina difficile, troppi alti e bassi"

Ferrari sprofonda nella pioggia di Interlagos. Vasseur ammette: 'Macchina difficile, troppi alti e bassi'
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Dalla fiammata iniziale di Hamilton al passo a singhiozzo di Leclerc: il Team Principal del Cavallino analizza senza alibi la sofferenza di San Paolo e guarda al gelo di Las Vegas
8 novembre 2026

Il Gran Premio del Brasile si è trasformato in un calvario a tinte rosso scuro. Sotto la pioggia battente di Interlagos, la Ferrari ha vissuto una domenica di sofferenza, dove il passo gara non è mai realmente emerso e l'unico vero obiettivo è diventato quello di vedere la bandiera a scacchi. Un bilancio pesante per la Scuderia di Maranello, riassunto con la consueta lucidità e trasparenza da Frédéric Vasseur al termine di un weekend caotico e segnato da condizioni proibitive.

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La corsa di San Paolo ha regalato emozioni e brividi sin dai primi metri, evidenziando però una spiccata altalena prestazionale tra le due monoposto. Da un lato la rimonta furiosa di Lewis Hamilton, autore di una partenza a fionda dal fondo della griglia che lo ha proiettato immediatamente in zona punti, chiuso poi al nono posto sotto la pioggia brasiliana. Dall'altro la gara di Charles Leclerc, costretto a lottare con il cronometro e con una SF-26 capricciosa sul bagnato per artigliare la settima piazza finale.

Analizzando l'avvio fulmineo del sette volte campione del mondo e la successiva flessione nel corso dello stint, il Team Principal della Ferrari ha ammesso senza filtri le difficoltà tecniche incontrate muretto e garage: "Probabilmente è stata una questione di pressione di gomme", ha spiegato Fred Vasseur ai microfoni di Sky Sport F1. "C'è un lato positivo e negativo come per ogni scelta: è andato molto bene in partenza, un po' meno a metà stint. Ma poi non puoi fare un primo giro così e poi non pagarne qualche conseguenza. Abbiamo faticato qualcosa con le gomme durante la gara, ci è mancato qualcosa, non è andata esattamente come volevamo e sicuramente possiamo fare meglio".

Il filo conduttore della domenica paulista è stato proprio l'estrema volatilità del rendimento in pista, passata attraverso strappi cronometrici notevoli e improvvisi passaggi a vuoto. Lo conferma l'analisi simmetrica della gara di Leclerc, partito in sofferenza ma capace di esibire sprazzi di velocità pura nella fase centrale e nelle battute conclusive della corsa, quando la sua monoposto è tornata a girare su tempi di assoluto rilievo con mescole ormai rodate. "Charles stava soffrendo in partenza, poi è stato molto veloce nello stint centrale e di nuovo nell'ultima parte della gara stava rientrando, qualche alto e basso per entrambi", ha analizzato il manager francese. "Siamo stati troppo incostanti per tutta la gara. Devo dire che quando ci mancava il passo è stato più una questione di errori, perché la macchina era molto difficile da guidare; la vacanza di prestazioni derivava da questo".

Un potenziale di fondo intravisto a tratti, come dimostrato dai lampi di Leclerc nel finale con le mescole usate, che lascia però l'amaro in bocca per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato: "È vero anche che Charles era molto veloce alla fine del suo stint con la vecchia Soft, ora sappiamo perché, ma è un vero peccato perché il potenziale probabilmente c'è. È stato difficile per noi però mettere tutto insieme nel corso della gara".

Archiviato il naufragio di Interlagos, per il Cavallino Rampante è già tempo di voltare pagina e proiettare lo sguardo verso il prossimo appuntamento del mondiale, che si preannuncia radicalmente differente sia per layout che per condizioni ambientali. L'attenzione si sposta infatti verso la tappa di Las Vegas, dove il freddo polare ribalterà completamente le dinamiche di gestione degli pneumatici viste nell'arco dell'intera stagione: "Sarà estrema in termini di condizioni come al solito, perché ci saranno cinque gradi centigradi e questo significa che saremo in una situazione opposta di quella che abbiamo trovato per tutta la stagione", ha concluso Vasseur. "In tutto il campionato si cerca un po' di raffreddare le gomme, mentre lì dovremo riscaldarle, per cui saremo tutto il momento al contrario".

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