Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su [email protected]
Una qualifica vissuta da equilibrista, condotta sul filo del cronometro e delle condizioni estreme dell’Autodromo José Carlos Pace, eppure destinata a fare i conti con la matematica della Formula 1. Charles Leclerc si è reso protagonista di una splendida prestazione sul bagnato a Interlagos, chiudendo le caotiche qualifiche del Gran Premio del Brasile con un eccellente quarto tempo. Un acuto vanificato però dalla scure della penalità: a causa della sostituzione della power unit e dell’installazione del nuovo ICE, il monegasco dovrà scontare dieci posizioni sulla griglia di partenza, retrocedendo così in quattordicesima piazzola per la gara di domenica. Una penalizzazione ampiamente messa in conto nel box del Cavallino, che ha spinto il muretto e il pilota a trasformare un sabato di trilogia meteorologica in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Liberato in parte dal peso del risultato secco, Leclerc ha scelto di sfruttare il jolly della penalità per osare dove normalmente non si sarebbe potuto rischiare. Un azzuro tecnico ripagato a metà, ma ricco di indicazioni preziose per il futuro della SF-26 in configurazione bagnato. “È stata una qualifica molto più positiva di quanto non dica il risultato finale – ha spiegato Charles ai microfoni di Sky Sport –. Del piazzamento in sé non sono soddisfatto, ma penso sia stata una di quelle sessioni da cui io e la squadra abbiamo imparato di più. Sapendo di avere 10 posizioni di penalità, ho deciso di essere molto più aggressivo nelle direzioni in cui andavo durante la qualifica, lavorando sull'ala e sui vari tool al volante”.
L'analisi del monegasco scava in profondità, toccando un tema storico del suo feeling con la vettura di Maranello rispetto agli anni d'oro delle formule addestrative: “È un esperimento che pagherà, perché sono nove anni che sono in Ferrari e devo dire la verità: non ho mai avuto il feeling che avevo nelle categorie minori. Nelle categorie inferiori il bagnato era forse il mio punto di forza assoluto, mentre in F1, o meglio, in Ferrari, ho sempre fatto fatica. Dobbiamo ancora trovare la quadra, ma la giornata di oggi è positiva perché abbiamo provato tante cose. In certi momenti della qualifica, in condizioni in cui di solito non c'è alcun feeling con questa macchina, il feeling era molto buono”.
Il limite tra la ricerca della prestazione e il vicolo cieco tecnico si è manifestato nella fase decisiva della sessione: “Poi in Q3, continuando a sperimentare, siamo finiti dal lato sbagliato, ma devo dire che è stato molto interessante. Spero che tutto questo ci porti ad avere più consistenza e più feeling in condizioni del genere. Anche perché alla fine, avendo una penalità, a partire P10, P12 o P14 non cambia granché”.
Il weekend brasiliano arriva inoltre all'indomani di giornate particolarmente calde sul piano mediatico. Le polemiche e le tensioni nate nel post-Messico, alimentate dalle scintille in pista e dalle dichiarazioni incrociate tra i due compagni di box e l'ambiente di Maranello, avevano infiammato i giornali e i social. A Interlagos, tuttavia, il clima attorno al muretto rosso guidato da Frédéric Vasseur sembra essere tornato sereno.
Interpellato sul chiarimento avuto con il team e sulla gestione della questione, Leclerc ha voluto mettere un punto definitivo alla vicenda, spegnendo sul nascere ogni ulteriore speculazione sul rapporto con Hamilton: “Non ho avuto modo di seguire tutto quello che è successo mediaticamente – ha ammesso il monegasco –. Volevo però chiarirmi dal punto di vista dei rapporti con lui e con la Ferrari. Penso che serva sempre avere una discussione, ma alla fine non credo neanche che sia il caso di continuare a parlarne per così tanto tempo. È già da tantissimi giorni che ne parliamo, e ho parlato con lui”. Il focus, per il numero 16, rimane la trasparenza e la stabilità interna della squadra: “La cosa per me veramente più importante era chiarirsi. Io ho detto la mia opinione a lui, lui mi ha detto la sua. Non dobbiamo essere sempre d'accordo su tutto, ma penso che sia anche importante chiudere questo capitolo”.
Domenica, sotto i riflettori di Interlagos, la risalita dal fondo del gruppo richiederà una gara d'attacco e tutto il talento cristallino di un pilota che, anche quando parte indietro, ha dimostrato di saper guardare ben oltre la classifica del sabato.