Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su [email protected]
La tensione del Messico non si è ancora dissolta nell'aria di Interlagos, dove la Formula 1 si è data appuntamento per il Gran Premio del Brasile. Tra le curve di San Paolo, il paddock continua a discutere animatamente del contatto e dei fuochi a distanza tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc dopo la battaglia di curva 4 a Città del Messico. Un confronto aspro, alimentato dalle parole forti del post-gara e smussato solo giovedì sera, quando finalmente il team principal Frédéric Vasseur — rientrato a Maranello per alcuni impegni e rientrato in pista solo in extremis — ha potuto riunire faccia a faccia i suoi piloti.
Foto copertina: ANSA
Nel frattempo, anche Leclerc è sbarcato in Brasile con un giorno di ritardo, dopo essere rientrato in Europa per assistere alla nascita della primogenita Bianca, mentre Hamilton ha ribadito a mente fredda la propria posizione già nel media day di giovedì. In questo clima rovente, a dire la sua ai microfoni di Sky Sport F1 è stato Felipe Massa. L'ex pilota della Ferrari, che a Maranello ha vissuto in prima persona la complessità della convivenza tra top driver, ha analizzato senza filtri il momento della Scuderia e la gestione firmata da Frédéric Vasseur: "Siamo una squadra, non una macchina, più efficiente possibile, no? E quando c'è una cosa così magari anche i piloti, no? Ognuno vuole dimostrare quello che può per fare vedere chi è il numero uno. Però forse la chiarezza prima di iniziare un campionato... Quando eravamo io e Kimi [Räikkönen] lì, la squadra era aperta fino alla gara di Spa. Dopo la gara di Spa era già deciso che quello che era davanti sarebbe stato quello che sarebbe stato davanti fino alla fine. E quindi ci sono delle regole da seguire dentro una squadra”.
Sollecitato su quale scelta farebbe oggi trovandosi al muretto di comando, il brasiliano ha le idee chiare sul presente, pur ribadendo la necessità di paletti più rigidi in futuro: "Se io fossi team principal, su quale pilota punterei? Adesso nessuno, perché adesso nessuno ha la chance di vincere. Quindi è giusto farli correre. Adesso è importante farli correre, no? Però secondo me è importante avere una chiarezza prima. È importante avere un modo di lavorare diverso”. Infine, l'analisi tecnica e caratteriale dei due alfieri del Cavallino, tra la velocità pura del monegasco e la concretezza del sette volte campione del mondo: "Charles è stato forse molto veloce in qualifica. Però ha sbagliato un po' anche in gara. Certe volte, come ha spiatellato la gomma l'ultima gara... C'era la gara di Miami, l'ultimo giro... C'erano delle cose che non funzionavano bene. Lewis in gara è quello che è stato meglio quest'anno”.