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Aveva poco più di un anno quando Kimi Räikkönen vinceva l’ultimo mondiale personale e per la Scuderia Ferrari; oggi è leader della classifica piloti di Formula 1. Kimi Antonelli condivide con il campione finlandese il nome – per pura coincidenza – ma anche il talento, quello vero. E l’ascesa della nuova “era Kimi”, Räikkönen se la gode lontano dalla confusione del paddock del Circus, in una “pensione” sul Lago di Garda che sta spendendo nel seguire da vicino il figlio Robin, nuova promessa del motorsport.
Foto copertina: ANSA
“Ovviamente in Formula 1 non vinci quattro Gran Premi consecutivi se non possiedi un talento speciale. I numeri di Antonelli sono un'impresa. È fondamentale avere la macchina giusta, ma è sempre stato così, in tutte le epoche”, così Kimi Räikkönen ha dato il suo benestare al suo omonimo in un’intervista concessa a Leo Turrini per il Quotidiano Sportivo. Antonelli è una stella che sta sbocciando nel panorama mondiale della principale categoria a ruote scoperte. Una scommessa che Toto Wolff ha voluto fare a Monza annunciandolo come titolare Mercedes quel primo settembre di ormai quasi tre anni fa. La stessa Monza che ha accolto Räikkönen la mattina dell’11 settembre 2018, giorno in cui la Ferrari ha annunciato la fine del rapporto per la stagione successiva.
La musica in Formula 1 è completamente cambiata da allora. Un cambio generazionale importante, accelerato da quando Räikkönen ha appeso il casco al chiodo al termine della stagione 2021, dopo la sua avventura in Alfa Romeo Sauber. Due ere tecniche – quella ad effetto suolo dismessa lo scorso anno e quella attuale – sono passate, e il Circus ora accoglie un nuovo Kimi. “Sì, e lui ci crede, si vede da come affronta le gare, dallo spirito che ci mette”, ha dichiarato Räikkönen riferendosi alle chance mondiali di Antonelli. Ovviamente il calendario è ancora lungo – con 18 appuntamenti da disputare – e la lotta interna con George Russell è solo all’inizio. Ma Antonelli deve stare attento a non perdere la concentrazione. Un esempio recente è stato offerto proprio lo scorso anno da Oscar Piastri che, per gran parte della stagione, pensava di avere il titolo in tasca prima del blackout. “Sta dimostrando maturità. Dovrà evitare di imitare il Piastri del 2025, che poi non ha retto la pressione”. Ma il campione finlandese è sicuro: “Non cadrà nella stessa trappola”.
Parlando di campioni, Räikkönen non ha potuto non menzionare Max Verstappen, che ha visto crescere e vincere il primo – dei quattro – titoli mondiali proprio mentre lui diceva addio alla Formula 1 ad Abu Dhabi nel 2021. “L’ho visto arrivare in F1 durante il mio secondo periodo in Ferrari. Max è un fenomeno. Vinse la sua prima gara in Spagna proprio davanti a me, dieci anni fa. Lì mi sono reso conto che era nata una stella”. Una stella nascente del Circus che un giorno potrebbe essere proprio suo figlio Robin, che sta stupendo nel mondo del karting e chissà, magari, seguirà le orme del padre, di Verstappen e anche di Antonelli. Ma Räikkönen è stato chiaro: “È un bambino ed è bello che si diverta. Sarà il tempo a dire se la passione può trasformarsi in una carriera. Io non gli metto certo pressione”.
Räikkönen, come detto, è l’ultimo ad aver portato l’iride a Maranello. Dopo quel titolo nel 2007, la bacheca della Ferrari in F1 ha accolto solamente l’anno successivo il titolo Costruttori, sfiorato poi nel 2024 nella lotta con McLaren. Tante cose sono cambiate da quando ha salutato la Rossa, tranne il Cavallino Rampante ancora alla ricerca del mondiale. Ora a rincorrere questo sogno sono Lewis Hamilton e Charles Leclerc a bordo della SF-26, la prima monoposto e la prima power unit della Ferrari di questo nuovo regolamento tecnico. “Quando ho lasciato la Scuderia a fine 2018 ho augurato alla squadra di trovare in fretta un mio successore nell’albo d’oro del campionato. Non è ancora accaduto, ma da lontano vedo segnali incoraggianti”, ha chiosato Räikkönen. Da un Kimi all'altro, la Formula 1 ha chiuso un cerchio. Il passato benedice il futuro, ma adesso il cronometro e la pista passano interamente nelle mani di Antonelli in attesa della Ferrari.