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Il Gran Premio del Canada 2026 si è concluso con l’assolo di Andrea Kimi Antonelli, che ha conquistato la sua quarta vittoria consecutiva in Formula 1. Un risultato straordinario per il bolognese, arrivato tuttavia non senza colpi di scena. Il suo weekend era partito in salita, alle spalle del compagno di squadra George Russell, con il quale sono nate scintille già nel corso della Sprint. Scintille che hanno richiesto l'intervento di Toto Wolff in versione "pompiere", per evitare che nel box Mercedes scoppiasse anzitempo una faida interna. Una tensione che avrebbe potuto infiammare anche la gara di domenica, se il britannico non fosse stato costretto al ritiro. Ma da perfetto politico, Russell ha sfruttato proprio quel duello ravvicinato con Kimi per schierarsi a difesa del nuovo regolamento tecnico.
Il paddock di Formula 1 a Montréal, infatti, è stato scosso anche dalle voci di un possibile e repentino cambio regolamentare per il prossimo anno. Con l’inizio della nuova era tecnica nel 2026, le power unit prevedono un bilanciamento perfetto tra motore endotermico (ICE) e motore elettrico (MGU-K), un fattore che ha inevitabilmente stravolto lo stile di guida dei piloti. E proprio i protagonisti in pista hanno fatto sentire la propria voce – Max Verstappen in primis –, sottolineando la necessità di correttivi importanti per rendere la guida meno controintuitiva e, soprattutto, più sicura (basti pensare all’incidente di Bearman in Giappone o, ancora prima, a Lawson rimasto piantato in griglia in Australia, schivato per un soffio dall'accorrente Franco Colapinto). Nel mese di pausa forzata la Federazione è intervenuta con modifiche che hanno migliorato la situazione, ma resta da capire se l'attenuazione dei problemi sia merito dei correttivi o della conformazione dei tracciati di Miami e Montréal, dove si è corso finora con queste novità.
Le nuove power unit sono finite nell’occhio del ciclone soprattutto per la gestione dell’energia, che nelle prime uscite stagionali ha dato vita a sorpassi finti, definiti "effetto yo-yo" in stile Mario Kart: manovre non figlie del puro talento del pilota nel pensare e impostare il sorpasso, ma della differente fase di ricarica o di rilascio della potenza elettrica tra le vetture. Tuttavia, i duelli visti a Montréal tra Antonelli e Russell non sono stati certo il frutto della gestione strategica delle batterie, quanto piuttosto di puro talento e azzardo. Motivo per cui il britannico, una volta giunto al ring delle interviste dopo il ritiro al giro 31, come riportato dai colleghi di Racingnews365, ha colto l'occasione per difendere l'attuale corso tecnico. Nel weekend canadese si è infatti parlato intensamente delle discussioni in atto tra FIA, FOM e motoristi sulla modifica della ripartizione della potenza per il prossimo anno, passando a un 60/40 in favore del motore termico rispetto al 50/50 attuale.
“Mi è piaciuto molto, l'ho trovato fantastico”, ha dichiarato Russell riferendosi al duello con Antonelli. “Non assistevo a una battaglia del genere da anni. Probabilmente non vedevo una lotta simile dai tempi di Lewis [Hamilton] e Nico [Rosberg] in Bahrain, nel 2014. Queste nuove auto ti permettono di farlo, questi nuovi motori ti permettono di farlo. Non capisco perché qualcuno voglia cambiarli, perché a Melbourne abbiamo avuto battaglie incredibili. Abbiamo avuto grandi duelli in Cina, e io e Kimi ne abbiamo avuto uno fantastico in Canada”, ha proseguito. Da abile politico, il britannico ha poi chiosato: “Questo è possibile solo grazie al modo in cui sono progettate queste power unit. Questa è la mia opinione”. Bisognerà adesso capire come evolveranno i tavoli tecnici per la prossima stagione, in quella che si preannuncia come una vera e propria partita a scacchi politica.