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È bastata una decisione presa prima dell’inizio della gara per rovinare irrimediabilmente il Gran Premio del Canada 2026 di Formula 1. La scelta di optare per le intermedie sia con Lando Norris che con Oscar Piastri si è ben presto rivelata controproducente, e a riconoscerlo è lo stesso team principal della scuderia di Woking, Andrea Stella. “La decisione di partire con le intermedie non ha pagato”, ha ammesso in un video condiviso sull’account Instagram del team inglese.
“Bisogna decidere che gomme montare cinque minuti prima della partenza. In quel momento la pista era scivolosa, e stava ancora piovendo. Non appena abbiamo calzato le coperture, le precipitazioni sono finite e il tracciato ha cominciato ad asciugarsi piuttosto velocemente. Inoltre, il fatto che ci siano stati due giri di formazione in più ci ha tolto il pieno vantaggio di questa decisione”, ha spiegato con la consueta precisione il team principal della McLaren. Ma viene da chiedersi come mai la scuderia inglese abbia tentato comunque questo azzardo.
Bisogna riconoscere che la partenza posticipata per via di un problema tecnico occorso ad Arvid Lindblad in griglia ha ulteriormente ridotto il vantaggio competitivo potenziale nel montare le intermedie con condizioni miste, ma orientate verso l’asciutto. Ma questo beneficio difficilmente avrebbe potuto essere sfruttato granché al di là dello start. Norris è scattato come un fulmine allo start sfruttando il potenziale di una gomma che nelle condizioni rigidissime di Montréal raggiunge la finestra di utilizzo ideale più velocemente. Ma questo è stato l'unico beneficio.
La scelta strategica della McLaren sarebbe stata più comprensibile se Norris e Piastri fossero stati decisamente più arretrati in griglia rispetto alla seconda fila che invece occupavano. Optare per una gomma in controtendenza con l’andamento del meteo è una tattica adatta a chi ha poco da perdere e molto da guadagnare. Era il caso, ad esempio, di Carlos Sainz, che scattando dalla quindicesima posizione si trovava in una condizione in cui poteva rischiare senza troppi patemi d’animo. In McLaren sono stati anche gli stessi piloti a dare il via libera a questa opzione strategica, ritrovandosi poi nel traffico dopo l’inevitabile pit stop per montare le slick.
“Da lì in poi con Lando abbiamo dovuto affrontare un inconveniente alla vettura riguardo al raffreddamento, motivo per cui siamo stati costretti a farlo fermare per pulire i radiatori – racconta Stella -. E poi c’è stato un problema terminale al cambio. Non era giornata per lui. Lato Oscar, abbiamo avuto la collisione con Albon, che ha causato danni alla monoposto. È un episodio che ha influenzato la gara di Oscar sia in termini di passo che per via della penalità”. E la gara, di fatto, era già compromessa all’inizio.
Stella, in ogni caso, ritiene che il ritmo della McLaren MCL40 non fosse all’altezza di un risultato di peso. “Anche in aria pulita, la macchina non aveva un grande passo, probabilmente perché non eravamo in grado di scaldare a sufficienza le gomme. Sarebbe stato difficile puntare al podio anche con una gara lineare”. Certo è che la possibilità di un piazzamento tra i primi tre era sfumata ben prima che si potessero evidenziare le difficoltà sul passo gara della McLaren.
La scuderia di Woking ha così accusato il secondo doppio zero nelle prime cinque gare della stagione 2026 di Formula 1. E se il primo ko, dovuto a problemi tecnici, era inevitabile, il discorso è molto diverso per il GP del Canada. Cercare di farsi strada con una soluzione strategica audace ha senso solo se il divario da colmare è grande. E in questo caso, lo è diventato solo perché la McLaren ha preso il bivio sbagliato.