F1. "Accettato molto presto che non avremmo vinto". Lando Norris e la dura realtà McLaren in Stiria: tra passato e un'ala "stile Macarena"

F1. "Accettato molto presto che non avremmo vinto". Lando Norris e la dura realtà McLaren in Stiria: tra passato e un'ala "stile Macarena"
Pubblicità
Il campione del mondo in carica fa il punto della situazione in casa McLaren alla vigilia del weekend in Stiria: dal podio di Barcellona alla nuova ala posteriore in stile Ferrari, fino al retroscena sulla statua di cera al Madame Tussauds
25 giugno 2026

Il caldo della Stiria ha accolto la Formula 1 per il nono appuntamento stagionale, il Gran Premio d’Austria 2026. La McLaren è pronta a scendere in pista sui saliscendi del Red Bull Ring per trovare risposte dopo il podio conquistato a Barcellona da Lando Norris. Il campione del mondo in carica sa bene che manca ancora performance alla MCL40, che la strada è lunga e che servono parecchi miglioramenti per tornare alla competitività di un tempo. L’umore, tuttavia, resta alto nel box di Woking.

Foto copertina: ANSA

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il cambio regolamentare ha spazzato via il sofisticato livello di prestazione espresso dalla McLaren lo scorso anno. Con una nuova vettura tutto ricomincia da zero e, con l’introduzione della nuova power unit Mercedes, per la squadra di Andrea Stella il tema dell’integrazione rappresenta il vero cruccio da affrontare e risolvere il prima possibile. Ma in attesa che questo avvenga, Lando Norris ha fatto un piccolo salto nelle glorie del passato con la presentazione della sua statua di cera, che sarà ora esposta al Madame Tussauds di Londra. “È qualcosa di davvero speciale. È un traguardo incredibile il fatto che abbiano scelto me tra le persone da inserire lì dentro”, ha ammesso Norris. “La gente viaggia per vedere queste cose, e trovarsi accanto a molte altre celebrità straordinarie e, cosa per me ancora più importante, a sportivi incredibili, è davvero fantastico. Un progetto lungo, ovviamente, ma sono felice di vederlo completato”.

Per ringraziare il team che ha lavorato duramente negli ultimi mesi per la realizzazione dell’opera – “mi spiace che abbiano dovuto guardarmi per così tanto tempo”, ha scherzato – il britannico ha regalato loro la sua tuta da gara originale. “Non amo cedere le mie tute. Mi piace conservare tutto il mio materiale il più possibile, ma questo progetto meritava la donazione. Oltre a questa, ho regalato anche il casco; volevano inserirci anche un orologio, ma non è stato possibile. Quindi sì, è bello vedere una cosa del genere, ed è fantastico soprattutto per il fatto che i bambini più piccoli e i tifosi possano andare a vederla. È qualcosa di cui vado fiero”.

Ma ora bisogna pensare al weekend della Stiria, dove la McLaren ha sempre dimostrato di avere un buon passo sui saliscendi del Red Bull Ring. Un ottimo riscaldamento in vista del prossimo fine settimana di gara che si disputerà a casa sua, a Silverstone, dove ha vinto lo scorso anno e dove tornerà da campione del mondo. “Credo sia qualcosa di molto speciale per me, ma spero anche per tutti loro”, ha commentato riferendosi ai suoi connazionali. “È la gara più emozionante dell'anno, ho visto tutte le tribune piene e tutto il resto, quindi è sempre elettrizzante. Sono pronto per quello, ma allo stesso tempo spero che l'Austria sia semplicemente una buona gara per noi. È una pista che mi è sempre piaciuta, dove sono andato bene e ho ottenuto successi”.

ANSA

L’anno scorso abbiamo fatto una bella corsa qui, voglio fare bene per noi come squadra, quindi ci speriamo. Confidiamo che, tra i tracciati che possono adattarsi di più o di meno alla nostra vettura, questo sia decisamente uno di quelli favorevoli. Sappiamo però anche dove siamo forti e dove siamo deboli. Ci sono alcune curve a bassissima velocità qui – e a Monaco abbiamo avuto la prova che non siamo al passo nei tratti lenti. Ci sono anche curve a velocissima percorrenza, un terreno dove sappiamo che la macchina, allo stesso tempo, non è la più forte rispetto a certi altri team. È una pista dove possiamo portare la vettura nella giusta finestra di utilizzo, dove possiamo trovare un buon bilanciamento nel set-up. È chiaramente un tracciato che può vederci performanti, ma è difficile saperlo prima, quindi preferisco contenermi”.

E ora bisogna contenersi anche nelle aspettative, perché le performance attuali ancora non permettono di puntare alla vittoria. Una realtà che Norris ha accettato, seppur a fatica. “Mi piacerebbe vincere più gare, è la sensazione più bella del mondo. Però penso di aver accettato molto presto in questa stagione che non avremmo vinto nell'immediato. A essere onesti, siamo andati vicini a Miami e il nostro passo era buono in Giappone, quindi chissà che non arrivi una bella sorpresa. Credo semplicemente che ci si debba riadattare molto rapidamente, e penso che come squadra lo stiamo facendo bene. Si tratta solo di resettare gli obiettivi. Una vittoria, banalmente, diventa: ‘Hai ottenuto il massimo possibile oggi?’. Questa è una domanda che dobbiamo porci il venerdì, il sabato e la domenica. Il terzo posto dello scorso weekend è stato come una vittoria per noi. È sembrata una gara lineare, ho performato molto bene e ho guidato al massimo per tutto il fine settimana. Quello è sembrato un successo; era solo un terzo posto, ma questa è l'aspettativa annuale che dobbiamo fissare. Alla fine della giornata è tutto relativo, finché non arriverà il momento in cui potremo vincere una vera gara. Fino ad allora devi fare solo un passo alla volta e massimizzare lo sforzo”.

ANSA

Potrebbe aiutarlo la nuova ala posteriore – in stile "Macarena" come Ferrari e Red Bull – che potrà testare nelle libere di domani mattina. “È solo un'ala da test, quindi non credo nemmeno che ci correremo questo weekend. Non so se sia un onore o meno, perché stiamo provando per assicurarci che funzioni davvero. Quindi incrociamo le dita. Sono solo felice che la squadra stia spingendo forte per cercare di dare bilanciamento alla vettura. Se funziona perfettamente, ovviamente... ma non credo verrà utilizzata in gara questo fine settimana. Dobbiamo affinarla, dobbiamo assicurarci che funzioni, e forse tra un paio di gare potremo introdurla ufficialmente. Quindi si tratta solo di un ottimo lavoro da parte del team nel cercare di spingere sullo sviluppo il più rapidamente possibile. Non è un progetto facile. Richiede tempo capire un'ala così complicata. Però è bella, è innovativa, fa piacere vederla. Credo sia stato molto bello notare che la Ferrari l'aveva già a inizio anno, ed è incredibile. C'è qualcuno che capisce le regole, i regolamenti e le sfumature del testo, sapendo come lavorare in queste aree grigie, e penso sia questo a rendere la Formula 1 così speciale: il modo in cui i tecnici riescono a creare concetti del genere. Vorrei solo che l'avessimo avuta già tre mesi fa. Questo è ciò che intendo quando dico che siamo tre mesi indietro con gli sviluppi, e questo pacchetto ne fa parte. Quindi è solo un programma di test, per questo weekend finisce lì, e speriamo di poterla introdurre tra qualche settimana”.

Riguardo al comportamento della vettura, Norris ha ammesso: “Ci sono certamente delle reazioni della monoposto che non mi piacciono. Ovviamente c'è un tratto genetico in questa macchina che non mi va a genio fin da quando sono arrivato in McLaren. Alcune caratteristiche simili che personalmente, come pilota, amerei cambiare. Eppure abbiamo vinto due mondiali costruttori e io ho vinto il titolo piloti l'anno scorso portandoci dietro alcune di queste peculiarità. Ci sono pro e contro nel doverci convivere come pilota. Preferirei un comportamento diverso, ma allo stesso tempo mi interessa solo la macchina che mi viene data. È il mio lavoro; lo stesso è valso all'inizio dello scorso anno, quando la vettura era difficile. Ho dovuto adattarmi al mezzo che avevo, e preferirò sempre questo approccio rispetto ad avere una macchina che asseconda le mie preferenze ma che non è altrettanto veloce. La questione principale è semplice: manca carico, manca grip, che non è al livello degli altri concorrenti".

Un tema cruciale del weekend sarà il grande caldo, che ha portato la direzione gara a dichiarare il protocollo di rischio per le alte temperature. Questo comporta che i piloti dovranno indossare il “cooling vest”, un particolare sottotuta dotato di tubicini interni in cui scorre liquido refrigerante. Una soluzione che molti non gradiscono per via della scomodità all’interno dell’abitacolo, motivo per cui diversi piloti preferiscono rinunciarvi aggiungendo una zavorra all’interno della vettura. Lando Norris sarà proprio uno di quelli che non indosseranno questa soluzione. “Sinceramente non penso che lo userò. L’ho già provato proprio qui in Austria lo scorso anno, e non credo abbia funzionato. Non amo questo genere di cose”.

Pubblicità
Caricamento commenti...