Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Dietro la marcata flessione finanziaria registrata dalla Formula 1 nella primavera del 2026 non si nasconde alcun crollo di interesse da parte degli appassionati o degli sponsor, bensì un puro incastro aritmetico legate all'assetto del calendario. Il bilancio del secondo trimestre diffuso da Liberty Media mostra numeri in drastico calo, con un fatturato sceso a 764 milioni di dollari e un utile operativo fermatosi a 73 milioni, ma la spiegazione risiede quasi interamente nella perdita temporanea di quattro tappe rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il rimodellamento delle date sul circuito mondiale, complice l'anticipo della tappa giapponese e le cancellazioni forzate degli appuntamenti in Medio Oriente per ragioni geopolitiche, ha fatto sì che tra aprile e giugno si disputassero appena cinque Gran Premi. La matematica del Circus è spietata: meno auto in pista significa minori introiti immediati, dinamica che ha comprensibilmente ridotto anche il dividendo distribuito alle dieci scuderie della griglia.
La seconda metà dell'anno è tuttavia destinata a ribaltare completamente questo scenario. L'inserimento della Malesia in autunno che ospita la data del Bahrain, unito al fitto programma del terzo e quarto trimestre, che vedrà tra l'altro l'esordio dell'inedito tracciato cittadino di Madrid, permetterà al campionato di riagganciare la quota ideale di 22 o 23 eventi complessivi, azzerando l'effetto contrazione entro la fine dell'anno. Qualora la situazione geopolitica dovesse impedire la chiusura della stagione nel Golfo Persico, la presenza di Imola come ruota di scorta in territorio europeo garantisce la massima flessibilità organizzativa.
Consapevole che il calendario attuale ha ormai toccato il tetto massimo di saturazione logistica fino al 2028, Stefano Domenicali sta muovendo le leve strategiche della Formula 1 verso la monetizzazione spinta del singolo weekend di gara. Il primo pilastro di questo piano riguarda l'aumento delle gare Sprint del sabato, un formato capace di trasformare il venerdì in una giornata di alto valore commerciale sia per le TV che per i biglietti sulle tribune.
Durante la consueta conferenza con i finanziatori, Stefano Domenicali ha confermato la traiettoria per le prossime stagioni. "Avremo più gare sprint il prossimo anno, e vi informeremo su quante saranno quando annunceremo il calendario 2027. Il principio è semplice: questa è un'opportunità per incrementare il flusso di ricavi che possiamo davvero sfruttare dal punto di vista commerciale". Il numero uno del Circus ha tuttavia chiarito che non assisteremo a una rivoluzione totale del weekend, ponendo l'accento sulla necessità di non inflazionare la novità. "Se dal punto di vista commerciale andassimo ovunque, non sarebbe più un valore che possiamo realmente produrre dal punto di vista commerciale. Ma sicuramente andremo oltre in termini di numero in futuro. Questo è al 1000% ciò che accadrà già dal prossimo anno".
Il secondo pilastro su cui fa leva la dirigenza americana riguarda il riposizionamento del pubblico verso fasce ad altissimo potere d'acquisto. Accanto ai segnali positivi sul pubblico giovanile e al consolidamento degli ascolti negli Stati Uniti con la trasmissione su AppleTV, la F1 punta forte sul concetto di esperienza ultra-esclusiva. Ne sono un esempio le iniziative gastronomiche itineranti da oltre 10.000 euro a biglietto sviluppate con giganti del lusso come LVMH.
Anche sul fronte delle nuove tecnologie, la gestione dei diritti seguirà un approccio pragmatico e orientato al profitto diffuso, con il CEO che ha respinto con decisione l'idea di concedere un'esclusiva a un unico colosso tecnologico per quanto riguarda l'intelligenza artificiale. "Non daremo mai quell'area a un singolo partner perché è troppo grande. La nostra capacità di dividere quell'area di business ci sta creando molte opportunità".