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Doveva essere un sabato d’assalto sui muretti del circuito cittadino di Baku dopo la velocità dimostrata nell’ultima sessione di libere, ma le qualifiche del Gran Premio dell’Azerbaigian si sono trasformate in un piccolo calvario tecnico per Max Verstappen. Un ottavo posto amaro, costruito tra cali di potenza improvvisi, problemi alla batteria e un finale di Q3 compromesso anche da una bandiera gialla capitata nel momento peggiore.
Le dichiarazioni dell'olandese svelano una frustrazione evidente fin dalle prime battute della sessione. Il feeling con la monoposto era buono dopo le ultime prove libere, ma quando è contata la prestazione pura, qualcosa si è inceppato sul fronte della power unit. Una differenza abissale, costante e per ora priva di spiegazioni chiare rispetto al compagno di squadra Isack Hadjar, quarto. Poi, la stangata decisiva nel momento clou della sessione di qualifica: la batteria ha smesso di ricaricarsi correttamente, costringendo il campione della Red Bull ad abortire il tentativo lanciato e a rientrare ai box prima dell'ultimo disperato assalto, ormai condannato da gomma e potenza.
Se le insidie del vento tra i palazzi di Baku sono state gestite senza particolari affanni, eccezion fatta per qualche turbolenza avvertita alla curva 16, a preoccupare il box sono stati anche i continui saltellamenti della monoposto, apparsa molto più incline a toccare l'asfalto rispetto alle FP3. Un rebus ancora tutto da sciogliere prima dello spegnimento dei semafori di domani, quando servirà una gara di rimonta e massima solidità tecnica per risalire dalla quarta fila. “È stato un finale di Q3 davvero difficile. Per tutte le qualifiche siamo stati giù di potenza, perdevamo costantemente mezzo secondo rispetto alla macchina di Isack. Per quale motivo sia successo proprio in qualifica, non lo sappiamo ancora”, ha dichiarato Max Verstappen.
“Poi in Q3, nel giro centrale uscendo dall'ultima curva, la mia batteria non è arrivata al 100% e ho dovuto abortire quel tentativo. A quel punto diventa tutto difficile anche con le gomme, perché non hai la velocità né la potenza che dovresti avere. Così quando ci ho riprovato all'ultimo giro senza potenza, con le gomme troppo fredde e pure una bandiera gialla, non c'era verso di fare il tempo. È un peccato, perché per tutto il weekend stavamo facendo un buon lavoro, ero felice della macchina e poi è tutto crollato in qualifica per problemi che sono al di fuori del mio controllo. A volte è un po' troppo fragile”, ha proseguito l’olandese.
“Il vento? Non era poi così male. Questa pista è abbastanza riparata e ha molte curve. Magari alla 16 lo senti un po' di più ed è più complicato, ma niente di folle. Per quanto riguarda il bottoming, la macchina toccava terra un po' più del solito rispetto alle FP3: dovremo capire se è legato al motore. Domani cercheremo di recuperare, ci sono auto davanti a me che posso sorpassare e vedremo cosa riusciremo a fare. Baku resta un tracciato cittadino, non è il mio tipo di circuito preferito, anche se non è male ed è emozionante guidare tra i muri; ma se mi chiedete quali piste amo, preferisco quelle con curve veloci”.