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“Ci siamo andati davvero vicini. La spettacolare risalita di Max da P8 ci ha dato la possibilità concreta di giocarci la vittoria con George negli ultimi venti giri. Abbiamo avuto la nostra occasione, l'abbiamo mancata per un solo decimo dopo 51 giri, ma è da qui che dobbiamo ripartire”, così Laurent Mekies ha riassunto l’impresa della Red Bull lo scorso sabato. Una gara, quella del Gran Premio di Baku 2026 di Formula 1, che ha riservato diverse sorprese, ma quella più gradita da parte del team principal francese è stata l’aver riportato i suoi due piloti sul podio. Perché Max Verstappen sarà anche arrivato alla sua quindicesima gara senza una vittoria in stagione, ma il secondo posto alle spalle di Russell vale quasi quanto un trionfo. Sicuramente un successo è stato il rientro di Isack Hadjar dall’infortunio con un terzo posto e un ritmo incessante. Ad aiutare i due alfieri austriaci, senza ombra di dubbio, c'è il corposo pacchetto di aggiornamenti.
Il weekend di gara di Baku si conclude con nuove certezze e nuovi punti interrogativi. Se da una parte abbiamo una Ferrari allo sbaraglio, dall’altra c’è una Red Bull che ha ritrovato se stessa. A livello telaistico e aerodinamico la stagione 2026 non è neanche iniziata nel migliore dei modi a Milton Keynes, ma il lavoro di sviluppo sta dando i suoi frutti. A questo, poi, si aggiunge il motore che ha quei cavalli in più che fanno la differenza anche dinanzi alle difficoltà con l’elettrico e a un’erogazione della potenza spesso e volentieri spropositata rispetto alle richieste dei piloti alla guida. Un lavoro di aggiornamento sulla RB22 che ha avuto un inizio concreto in Austria con un sostanzioso pacchetto, a cui sono seguiti (e preceduti) tanti piccoli sviluppi che hanno reso la vettura non un razzo supersonico come la Mercedes W17, ma almeno un’arma con cui puntare al podio. E poi magari alle vittorie, cosa che ha sfiorato Max Verstappen a Baku.
“Nel lungo arco di tempo compreso tra l'Austria e Baku non abbiamo introdotto pacchetti macroscopici, ma siamo comunque riusciti a ricucire il gap. A Madrid eravamo a un decimo e mezzo dalla pole, a Monza a due decimi. Tutti, sul fronte telaio e sul fronte power unit, hanno estratto il massimo dalla configurazione attuale. Gli ultimi aggiornamenti ci hanno dato un'ulteriore spinta ed è fantastico vedere come la squadra stia rispondendo”, ha spiegato ancora Mekies. Un team principal consapevole che, per fare quello step in avanti finale, serve intervenire sul motore. Cosa che, neanche con le ultime rilevazioni dell’ADUO, potranno fare a Milton Keynes con il supporto di Ford. “La nostra PU ha una finestra di utilizzo ottimale molto stretta e richiede un lavoro enorme d'ingegnerizzazione per essere mantenuta in quel range. È la sfida di ogni weekend”. Essere il miglior endotermico del lotto potrà anche essere un motivo di vanto per Red Bull-Ford, che hanno debuttato con questo regolamento come motoristi, ma d’altro canto è anche un chiaro impedimento allo sviluppo di cui necessiterebbero.
In attesa che questo nodo si sblocchi prima o poi, Mekies si gode il ritorno di Isack Hadjar che, dopo sei settimane di assenza, è tornato in pista. Risolto il problema al polso, il francese non ha semplicemente ripreso da dove aveva lasciato prima della pausa estiva in Ungheria: è tornato con un ritmo forsennato che gli ha consentito di arpionare la terza posizione e mettere a rischio anche quella del compagno Max Verstappen. “Ciò che ha fatto Isack questo fine settimana è stato semplicemente eccezionale”, ha commentato con entusiasmo Mekies. "La cosa più importante era che si sentisse subito bene in macchina, senza dolore. Su un tracciato cittadino che non perdona il minimo errore, ha costruito il suo ritmo sessione dopo sessione, mantenendo la calma e una grandissima carica di energia positiva. Il ritmo gara espresso sia su Media che su Soft è stato di un livello che non gli avevamo ancora visto mostrare. Oltre alla velocità pura, ha corso con un'intelligenza e una disciplina di gestione gomme esemplari, lavorando in totale sintonia con Max e con il muretto”.
Ma per arrivare a questo doppio podio che alla Red Bull mancava dal Gran Premio di Cina del 2024, è stato necessario uno slancio in più con gli aggiornamenti. Sono state infatti riviste le pance, ora più strette nella zona in basso a contatto con il fondo, più scavate nella zona iniziale e nello scasso in alto a ridosso dei radiatori. È stata modificata anche la linea esterna delle stesse, ora più profilata. Interventi anche sui piloncini di sostegno allo specchietto retrovisore. Ma non solo, perché le modifiche riguardano anche il fondo stesso, in particolare nella zona davanti alle ruote posteriori con nuovi elementi e flap. Ai lati dell’halo, invece, sono stati aggiunti due piccoli elementi a flap per deviare in maniera ottimale l’aria. Queste novità, però, saranno con altissima probabilità le ultime che la Red Bull ha apportato in maniera così massiccia alla RB22. “È con ogni probabilità il nostro ultimo pacchetto di sviluppi significativo per questa stagione”, ha rivelato Mekies. "Abbiamo già spostato una parte importante delle risorse sul progetto del prossimo anno. Questo non significa che abbandoniamo il presente: stiamo ancora inseguendo la nostra prima vittoria ed è un obiettivo primario. Inoltre, visto che i regolamenti cambieranno pochissimo per il prossimo anno, tutto ciò che impariamo ora servirà per farci trovare pronti".