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George Russell e Max Verstappen nelle fasi finali del Gran Premio dell’Azerbaijan 2026 di Formula 1 sembravano quasi una macchina sola, sgusciando tra le stradine tortuose di Baku come dei serpenti pronti a ingoiare la preda. Verstappen ha cercato in tutti i modi di indurre Russell all’errore, ma l’inglese ha mantenuto la freddezza giusta per avere ragione di un rivale che ha sempre saputo toccare i punti giusti per innervosirlo, sia dentro che fuori dall’abitacolo. Stavolta, però, non è bastato. Anche se al fotofinish, la meglio l’ha avuta Russell.
La sua gara sarebbe stata molto meno complicata se non fosse stato per le due Safety Car che hanno azzerato il vantaggio che aveva accumulato nei confronti di un Oscar Piastri che aveva fatto da tappo alle arrembanti Red Bull. Forte di una Mercedes W17 veloce sul dritto, ma anche pulitissima nel secondo settore, il più guidato, Russell aveva imposto un ritmo invidiabile, a colpi di giri più veloci. Ed è merito di una pista su cui il suo approccio più oculato all’ingresso in curva risulta decisamente più efficace che sul resto dei tracciati nel contesto di questo regolamento tecnico.
Per fare bene a Baku non serve solo un grande motore. Serve il pacchetto completo. Certo, avere un’erogazione di coppia guizzante e gestire al meglio l’energia è cruciale. Ma serve anche la giusta efficacia dal punto di vista aerodinamico. Nel contesto di questo regolamento, non avere sbavature e non accusare troppo drag è fondamentale per non far schizzare in alto i consumi. E la Red Bull ha saputo rivaleggiare con la Mercedes sostanzialmente ad armi pari. È la dimostrazione sia di un propulsore molto competitivo che di una vettura che con i nuovi aggiornamenti ha compiuto un passo in avanti.
La Red Bull RB22 oggi era micidiale in termini di velocità di punta. Lo si è visto chiaramente dal modo in cui Verstappen si è fatto strada dall’ottava posizione, andando a mangiarsi gli avversari. Ma un plauso va fatto all’ottimo Isack Hadjar, che non avrebbe potuto ritornare in modo più convincente dopo l’infortunio al polso. Hadjar è stato in grado di avvicinarsi gradualmente al limite prestazionale della monoposto e di avere un atteggiamento altrettanto misurato via radio nel momento in cui si è dovuto accodare alle spalle di Verstappen.
Considerando quanto Isack fosse fumantino nelle sue comunicazioni l’anno scorso, vederlo capace di illustrare le sue ragioni senza alzare la voce è segno di una sua maggior maturità. Ha colto un podio importante anche per il suo morale al volante di una vettura che con gli aggiornamenti dal punto di vista aerodinamico sembra aver perfezionato il sorpasso su una Ferrari che oggi si è nuovamente dovuta accomodare fuori dal podio. E non è solo una questione di inferiorità tecnica in termini di motore.
Sicuramente il deficit a livello di propulsore endotermico e le difficoltà nella gestione dell’energia permangono anche dopo l’introduzione della specifica ADUO 2 dell’ICE. Ma l’affanno tecnico in cui versa la Ferrari fa sì che su una pista nemica come quella di Baku si debba tentare il tutto per tutto, con un assetto più scarico alla ricerca della riduzione del drag per aumentare l’efficienza energetica. Leclerc, al netto dell’esitazione in partenza che gli è costata la seconda posizione, non avrebbe potuto fare di più.
Lewis Hamilton, dal canto suo, si è lamentato nuovamente di pneumatici che continua a faticare a mandare nella corretta finestra di utilizzo. Si è dovuto arrendere ad Andrea Kimi Antonelli, che gli ha strappato il quinto posto, andando ad attutire il colpo del suo errore maiuscolo di ieri in qualifica. Rimontare non è stato semplice come a Monza, vista la natura del tracciato di Baku. Ma Antonelli ha mostrato il giusto approccio, non consentendo a Russell di guadagnare troppi punti su di lui. I campionati si colgono anche così, un punticino importante alla volta. Di lunghezze ne ha perse a iosa la McLaren, con Lando Norris messo fuori dai giochi dal missile Franco Colapinto e Oscar Piastri finito fuori dai primi dieci dopo un bloccaggio.
Colapinto avrà sicuramente passato un brutto quarto d’ora nel briefing dopo la gara, visto e considerato che la sua manovra scellerata ha posto fine pure alla corsa del suo compagno di squadra Pierre Gasly. Una silurata, quella dell’argentino, che è costata parecchi punti ad Alpine e che non è piaciuta per nulla a Flavio Briatore, che “non esclude provvedimenti”. Non ci sono invece state scorrettezze tra Russell e Verstappen, talmente vicini da confondere l’occhio di chi osservava, mentre il sole di Baku si avviava a lasciare spazio alla notte.