"Oggi ho guidato come mia nonna": Antonelli da applausi a Baku, ma il retroscena a fine gara è incredibile

'Oggi ho guidato come mia nonna': Antonelli da applausi a Baku, ma il retroscena a fine gara è incredibile
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Da 16° a 5° a Baku tra danni al fondo e contatti sventati: Kimi Antonelli analizza con severità e maturità la sua gara in Azerbaijan. Le dichiarazioni del pilota Mercedes tra autocritica, gestione campionato e voglia di riscatto a Sepang.
26 settembre 2026

Le insidie delle stradine di Baku non hanno scalfito la determinazione di Kimi Antonelli, protagonista di una risalita rabbiosa fino al quinto posto finale. Sulla sua Mercedes W17, il talento bolognese ha firmato una prestazione di puro carattere, cancellando l'amarezza del venerdì. Nelle qualifiche del Gran Premio d'Azerbaijan, infatti, un'improvvisa raffica di vento contrario lo aveva sorpreso in Q1 dopo aver stretto troppo la traiettoria: l'anteriore si è caricato all'improvviso, spingendo la monoposto contro le barriere interne e spezzando la sospensione. Un impatto fatale che ha costretto il muretto Mercedes a chiedergli di parcheggiare subito in zona di sicurezza, spegnendo ogni speranza di rientrare ai box.

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Un recupero non facile, dato che il tracciato cittadino di Baku non perdona il minimo errore. Eppure, il giovane talento italiano ha saputo gestire la gara con maturità e sangue freddo, riuscendo a risalire la china e a tagliare il traguardo in quinta piazza nonostante una monoposto menomata da un contatto nelle prime fasi di gara.

A fine gara, Antonelli ha tracciato un bilancio lucido ed estremamente severo con se stesso, analizzando le difficoltà incontrate fin dallo stacco della frizione: "All’inizio non ho impostato bene la traiettoria e ho perso la posizione, ma oggi ho guidato un po’ come mia nonna: ero in modalità limitazione danni, senza prendersi rischi inutili. Prima di tentare un affondo volevo essere sicuro al 100% di portarlo a termine. Dopo la ripartenza, però, ho riportato un forte danno al fondo: il contatto mi ha portato via tutta la fiancata sinistra e la macchina è diventata imprevedibile. Ho provato comunque a puntare alla quarta posizione, ma in giornate come questa bisogna sapersi accontentare del quinto posto".

Tra i momenti più concitati della corsa c'è stata la gestione del rientro della Safety Car, dove Kimi si è trovato al centro di un potenziale ingorgo ad alta velocità, causato da Franco Colapinto. Il leader del mondiale, per evitare l’incidente, è per sbaglio entrato in contatto con Bearman, senza riportare danni alla monoposto. "Sulla ripartenza ho visto l’Alpine bloccare le ruote e ho alzato subito il piede per preparare l’incrocio di traiettoria. Non avevo visto Ollie arrivare così forte all'interno, quindi ho dovuto tagliare per evitare il contatto, visto che ero ancora vicinissimo all’Alpine. Alla fine mi è andata bene: è stato un peccato per i danni riportati, ma nel complesso me la sono cavata".

Consapevole di non avere a disposizione lo stesso potenziale velocistico mostrato nelle ultime uscite, Antonelli ha preferito adottare una tattica attendista e capitalizzare i passi falsi degli avversari: "Rispetto a ieri la mia mentalità è cambiata rapidamente. Se avessi avuto lo stesso passo di Monza o delle ultime gare sarei andato all'attacco totale, ma oggi ho capito subito che sorpassare era molto più difficile, anche perché chi avevi davanti usava tutto l'extra-potenza per difendersi. Vedendo tanti piloti commettere errori, ho preferito tirare un po' il freno a mano e approfittare dei loro sbagli per risalire".

A pesare sull'andamento del fine settimana è stata anche la mancanza di chilometraggio accumulata durante le prove libere, che ha condizionato la preparazione della vettura e la fiducia del pilota: "Purtroppo è stato un fine settimana iniziato male: nelle FP1 ho fatto solo tre giri prima di fermarmi, poi ho perso metà delle FP2 e solo nelle FP3 ho iniziato a ritrovare il ritmo. In qualifica il primo giro non era male, ma dopo un errore entri in un circolo vizioso. Oggi non avevo la massima fiducia e ho guidato all'80% per tutta la gara: mentalmente non ero nelle condizioni di spingere al massimo. A volte, però, per vincere un campionato bisogna saper guidare anche con prudenza; in questa fase della stagione è la mentalità giusta".

Senza cercare scuse, il pilota italiano guarda già al prossimo appuntamento con la ferma intenzione di voltare pagina e riscattarsi immediatamente: "Non sono affatto contento di come ho guidato, avrei dovuto fare un lavoro migliore. Ci sono weekend in cui semplicemente le cose non ingranano e fai fatica, ma credo che questa gara mi abbia insegnato molto, soprattutto su come gestire le situazioni in cui perdi tanto tempo in pista. La prossima settimana a Sepang andrà molto meglio: ritroverò il mio livello abituale e mi assicurerò di ristabilire le gerarchie"

Con la tappa azera mandate agli archivi, il weekend di Baku lascia in eredità una certezza: la maturità di Kimi Antonelli passa anche da giornate storte gestite con intelligenza tattica. Incassare un quinto posto su un tracciato impervio e privo di vie di fuga, partendo dalla sedicesima casella e con un fondo visibilmente danneggiato, è un segnale di grande solidità in ottica campionato. Ora l'attenzione si sposta verso Sepang, dove il caldo e le caratteristiche del layout malese offriranno al pilota bolognese e alla Mercedes l'occasione immediata per resettare i dati, ritrovare la finestra ideale di utilizzo delle gomme e ristabilire i valori di forza espressi nella prima parte di stagione.

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