Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un bacio di troppo al muretto in ingresso di curva 1, l’anteriore sinistra compromessa e la consapevolezza amara che il venerdì del Gran Premio di Baku si è chiuso nel peggiore dei modi, proprio mentre dall’altra parte del box la vettura gemella volava verso la pole position. Andrea Kimi Antonelli mastica amaro al termine di una qualifica finita prematuramente nel Q1 sul circuito cittadino azero. Un errore pulito, netto, arrivato nel corso del secondo tentativo: il bolognese ha stretto leggermente troppo la traiettoria, incrociando una raffica di vento contrario che ha caricato improvvisamente l'anteriore, spingendo la monoposto verso le barriere interne. Un impatto che ha spaccato la sospensione e spinto la Mercedes a chiedergli di alzare bandiera bianca e parcheggiare in zona di sicurezza, annullando ogni disperata speranza di rientro ai box.
Foto copertina: ANSA
Mentre George Russell metteva insieme una prestazione magistrale dando ben otto decimi a Charles Leclerc, Kimi si trovava così costretto a incassare il sedicesimo posto in griglia. Il suo primo vero errore pesante in qualifica dopo la battuta d'arresto rimediata in Australia un anno fa. Un passaggio a vuoto che brucia, specie considerando il potenziale tecnico espresso dalla W17 tra i muretti azeri, ma che potrebbe offrire al team la tentazione strategica di sbloccare una sesta Power Unit fresca dalla rotazione partendo dal fondo. Dalle sue parole traspare però la matura consapevolezza di chi non cerca scuse, anche di fronte a un weekend nato storto fin dalle prime battute delle libere.
“È stato davvero frustrante. Ho fatto del mio meglio per provare a rientrare ai box, ma dal muretto mi hanno detto che il danno era troppo grande e che dovevo fermarmi. Questo lo rende ancora più fastidioso, perché speravo davvero che potessero ripararla in tempo per il Q2, anche perché quel tempo sarebbe comunque bastato per passare il turno. Ma purtroppo non è stato possibile, quindi ora dobbiamo solo fare un reset e guardare avanti”. Un incidente propiziato da condizioni meteo mutevoli, ma in cui il giovane pilota italiano si prende l'intera responsabilità senza nascondersi dietro al problema idraulico che ne aveva limitato l'attività nella prima sessione di libere.
“Sicuramente anche il vento ha inciso. C’era molto più vento contrario rispetto al giro precedente, quindi l'anteriore si è piantato e ha inserito molto di più. Ho impostato la curva quasi nello stesso punto, ma la macchina ha girato di più e ho toccato il muro. Però sapete com'è... queste cose sembrano non andare dalla mia parte in questo periodo, ma sono io che devo fare un lavoro migliore. I problemi di ieri? Non c'entrano. La verità è che tutto questo weekend è stato un po' sconnesso per me: ho perso tre quarti delle FP1, mezza sessione di FP2, e in questo modo non entri mai davvero in ritmo. Poi oggi ho fatto un errore. Quindi sono entrambe le cose: da parte mia non ero al cento per cento”.
Antonelli: "I hit the wall"
— Formula 1 (@F1) September 25, 2026
Heavy contact at Turn 1 for the championship leader #F1 #AzerbaijanGP pic.twitter.com/Y3PXYiOonQ
Il confronto con la pole position da capogiro stampata dal compagno di squadra non lascia spazio a recriminazioni, bensì a una sincera ammissione del valore espresso dall'altra Freccia d’Argento. “Sì, il divario che George ha dato a tutti mi ha sorpreso, ma a essere onesti la nostra macchina qui è davvero fortissima e lui ha fatto un lavoro incredibile. Per tutto il fine settimana ha avuto un feeling perfetto con la vettura e ha fatto la differenza. Bisogna essere onesti su questo, e io per primo devo esserlo. Comunque la macchina si conferma velocissima”.
Ripartire dalla sedicesima casella a Baku non è un'impresa impossibile, ma la gestione del traffico e dei rischi alla prima staccata imporrà la massima lucidità, prima di poter sferrare l'attacco sfruttando la velocità massima e il passo gara della Mercedes. “Rispetto al passato sono decisamente migliorato nel gestire i momenti no. Con l'esperienza impari a metabolizzare e ad andare avanti. Domani la chiave sarà fare una buona partenza, stare lontano dai guai nei primi metri e poi mettere giù un bel passo. Sarà un po' più dura rispetto a Monza perché superare qui è meno scontato, ma credo che possiamo ancora fare una bella gara. Il mio approccio? A tavoletta, sinceramente. Non ho niente da perdere e devo solo fare la miglior corsa possibile. All'inizio penserò solo a evitare contatti, ma subito dopo sarà solo questione di stare a testa bassa e tirare al massimo”.