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Sembrava storia vecchia, una parentesi chiusa, ma il giallo dei freni di Charles Leclerc torna preponderante anche nel weekend del Gran Premio di Baku 2026. Tutti ricorderanno il putiferio scatenatosi lo scorso giugno dopo le forti dichiarazioni del monegasco a seguito dell’incidente di Monaco. La verità venne però a galla con la conferma che Leclerc avrebbe utilizzato, sulla scia di Lewis Hamilton, dei dischi Carbone Industrie e non Brembo. Nel paddock azero è circolata la voce che Charles fosse tornato a un impianto frenante completamente made in Bergamo, ma così non è: la smentita arriva direttamente dai diretti interessati.
Ma riavvolgiamo prima il nastro per capire cosa sia realmente accaduto. Nel corso del Gran Premio di Monaco dello scorso giugno, la prima Safety Car – scesa in pista al giro 63 per l’incidente di Lance Stroll nei pressi della Rascasse – ha causato un vero e proprio effetto domino. Alla ripartenza, Charles Leclerc ha ammesso di avere solamente uno dei quattro freni funzionanti nella giusta finestra d’utilizzo. “In una vettura di Formula 1 non è mai una bella cosa. L'anteriore sinistro funzionava bene, l'anteriore destro a metà e i due freni posteriori non funzionavano affatto. Quando dico 'affatto', intendo che dai dati non c'era alcuna decelerazione. Erano come le pinze di una macchina nuova ancora da rodare. Quindi sì, è stato un problema non da poco. È stato un incubo”, è stata la prima analisi a caldo del monegasco quando l’abbiamo ascoltato nella media pen monegasca.
“Dobbiamo solo trovare una soluzione per i nostri freni e, quando queste cose saranno sistemate, sarò in grado di fare il mio lavoro correttamente. Ero solo un passeggero”. Un commento, quello di Leclerc, che ha lasciato sbalordita Brembo, fornitore dell’impianto frenante e partner della Ferrari. “L’azienda non conosce attualmente le cause dei problemi riscontrati da Charles Leclerc e ritiene pertanto prematuro formulare valutazioni tecniche definitive prima dell’analisi dei dati disponibili – si leggeva nel comunicato dell’azienda italiana –. In casi come questo è infatti necessario esaminare i dati di telemetria insieme agli ingegneri del team per individuare con precisione l’origine dell’episodio”.
Giunto al media day di Barcellona, Leclerc, dopo aver metabolizzato e analizzato con i suoi ingegneri cosa fosse realmente accaduto nel Principato, non ha abbassato il tiro: “Raramente parlo troppo presto, ma se lo faccio è perché ho controllato prima. Non ho molto da aggiungere”. Una calma, apparente, dovuta anche alla sicurezza di avere già in casa la svolta definitiva. “Sappiamo da dove deriva il problema. Abbiamo una soluzione in casa e passerò alla configurazione di Lewis per la prossima gara, il che, spero, sarà un passo avanti. L'unico aspetto positivo da portare a casa da questo weekend? Avrò una soluzione per i freni la prossima settimana. Tutto qui”, aveva già rivelato a Monaco. Arrivati a Barcellona, è giunta la conferma: il monegasco ha abbandonato il materiale Brembo per passare a dischi diversi, la specifica che Hamilton – come confermato dal #44 direttamente – utilizzava già da Suzuka, dopo una lunga insistenza con i tecnici di Maranello per ritrovare il feeling dei tempi d'oro in Mercedes.
Sappiamo da foto scattate a Monaco e visionate da Automoto che si tratta dei dischi Carbone Industrie. Una scelta, dunque, non presa tanto per il materiale in sé, quanto per la fiducia. “Sia io che Charles abbiamo testato l'opzione con cui sto correndo e lui alla fine non l'ha voluta. Ha scelto una strada tutta sua e ora ha cambiato idea, quindi per me non fa alcuna differenza”, aveva dichiarato Hamilton. Il monegasco ha dato il beneficio del dubbio al britannico, facendo un passo indietro per verificare se il vero segreto della ritrovata performance del compagno di squadra risiedesse effettivamente nella scelta del materiale Carbone Industrie. E questo test ha dato esito positivo, perché Leclerc adotta una soluzione ibrida tra elementi Brembo ed elementi Carbone Industrie dall’appuntamento catalano in poi.
Nonostante questo improvviso cambio di rotta, Brembo è rimasta ferma sulla propria posizione, poiché qualsiasi decisione relativa alle specifiche dei dischi freno in F1 non modifica la storica e consolidata partnership tecnologica – che dura da cinquant’anni – con la Ferrari. Si tratta più che altro di una scelta tecnica che rientra nella piena facoltà di ogni team, legata esclusivamente alle preferenze individuali dei piloti e alla ricerca del miglior feeling possibile in staccata. Non è una valutazione sulla qualità dei materiali forniti da Brembo, né una rottura tra le due eccellenze italiane. Un sodalizio, quello con il colosso bergamasco, che scavalca i confini della Formula 1, coinvolgendo anche il WEC e il prodotto stradale del Cavallino.
Brembo, come abbiamo appreso da nostre fonti, ha continuato a fornire molteplici componenti frenanti alla Scuderia Ferrari, come pinze, pompe freno, frizioni e materiali d'attrito. Una collaborazione che dunque va ben oltre il singolo elemento oggetto di discussione e ben oltre la Formula 1. La volontà di Brembo era, è e sarà quella di sfruttare il Circus, uno degli ambienti tecnologicamente più esigenti al mondo, per sviluppare il proprio prodotto attraverso il team di Maranello, garantendo soluzioni innovative, performance d'eccellenza e la massima sicurezza per i piloti, anche di altre scuderie. Nessun risentimento tra le parti, perché ogni squadra gode della piena autonomia di variare le scelte tecniche a stagione in corso.
E la soluzione ibrida tra materiali Brembo e materiali Carbone Industrie resta ancora la prescelta da parte di Charles Leclerc. Ma esattamente perché questo tema è tornato in auge in quel di Baku? La risposta è nelle indiscrezioni rilanciate da Sky, secondo le quali il monegasco avrebbe chiesto alla Ferrari di tornare a un impianto frenante completamente di produzione Brembo per il weekend del Gran Premio d’Azerbaijan. Tuttavia, queste voci hanno trovato presto smentita da parte di Ferrari e della stessa Brembo. Le due realtà italiane, interpellate da noi di Automoto.it, hanno voluto chiarire la situazione: nulla è cambiato sull’impianto frenante di Charles Leclerc da Barcellona a oggi.