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La Formula 1 riaccende i motori sulle strade di Baku per un fine settimana del Gran Premio d'Azerbaijan 2026 del tutto anomalo. L'azione in pista comincia infatti ufficialmente di giovedì con le prime due sessioni di prove libere, anticipando la gara al sabato per evitare la concomitanza con la giornata nazionale del ricordo in Azerbaijan. Con l'addio alle tappe europee, il Circus entra nel vivo del finale di stagione, ma i reparti tecnici delle squadre non mostrano alcuna intenzione di tirare il freno a mano. A differenza dello scorso anno, le vetture attuali rappresentano la base diretta su cui nasceranno i progetti del prossimo campionato, concepiti come una vera e propria evoluzione dei concetti aerodinamici e meccanici odierni. Per questa ragione, la quasi totalità della griglia ha deliberato, per il tracciato azero, pacchetti di novità sostanziosi.
Per questo weekend di gara spicca subito un contrasto evidente. Se la Scuderia Ferrari si distingue lasciando il foglio completamente bianco — una scelta che fa rumore ma che si inserisce perfettamente nella strategia di Maranello, caratterizzata dall'introduzione continua e graduale di piccole e costanti evoluzioni a quasi ogni appuntamento della stagione —, i rivali hanno invece deciso di calare carte pesanti. A fare da contraltare alla calma apparente della Rossa c'è un'Audi scatenata, capace di portare in pista l'aggiornamento più imponente del lotto: la scuderia agli anelli ha rinnovato praticamente l'intera superficie della vettura, presentando un'ala anteriore inedita con muso riprogettato, un fondo completamente rivisto in ogni sezione, nuovi passaggi d'aria attorno al cofano e all'Halo, per chiudere con coperture delle sospensioni e un'ala posteriore abbinata a una nuova beam wing.
Non è da meno la McLaren, che sul tracciato cittadino schiera una revisione profonda delle forme. Gli uomini di Woking intervengono sull'ingresso delle pance e sulla linea del cofano motore per migliorare la qualità dei flussi diretti verso il retrotreno della MCL40, offrendo anche una configurazione alternativa delle pance e un nuovo posizionamento delle griglie di raffreddamento. Il pacchetto comprende anche un fondo aggiornato, modifiche al diffusore, nuove carenature per la sospensione posteriore e un'ala posteriore da medio carico dotata di una differente posizione di apertura del flap per abbattere ulteriormente la resistenza nei lunghi rettilinei di Baku.
Nel gruppo dei top team risponde anche la Red Bull, incentrando il proprio lavoro sulla ricerca di carico aerodinamico locale. I tecnici della scuderia anglo-austriaca hanno modificato la geometria del fondo e del diffusore per estrarre maggiore carico senza destabilizzare la vettura, ridisegnando il punto di giunzione tra fondo e pance, le griglie di raffreddamento, la sagoma degli specchietti retrovisori e un deviatore di flusso posizionato sull'Halo per pulire l'aria destinata alle componenti posteriori.
A completare il quadro delle squadre intervenute sul corpo vettura ci sono la Williams, la Racing Bulls e la Cadillac. La Williams punta su un pacchetto di fondo completo abbinato a un profilo di coda aggiornato, integrato da nuovi condotti dei freni e da una diversa inclinazione dei rivestimenti della sospensione posteriore. La Racing Bulls focalizza le novità sul retrotreno e sull'anteriore con un'ala di nuova concezione disegnata per garantire un flusso più pulito verso il fondo, affiancata da bracci della sospensione e condotti dei freni riprofilati. La Cadillac agisce invece sulla gestione termica e sul bilanciamento, portando prese d'aria dei freni anteriori maggiorate con coperture delle sospensioni dedicate e un bordo inferiore del diffusore modificato per incrementare il carico d'estrazione.
Rimangono invece ferme ai box, insieme alla Ferrari, anche Mercedes, Aston Martin, Haas e Alpine, che per le strade della capitale azera non hanno registrato alcuna modifica tecnica ufficiale. Per la Stella di Brackley, però, è questione di poco: la prossima settimana in Malesia debutterà il nuovo pacchetto aerodinamico, mentre per il primo gettone di ADUO toccherà aspettare ancora un po’.