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Il Gran Premio di Azerbaijan rappresenta uno snodo cruciale per Oscar Piastri, atteso sul tracciato cittadino di Baku con sentimenti decisamente contrastanti. Un tracciato che per il giovane talento australiano della McLaren conserva ricordi decisamente agrodolci: se due anni fa, nel 2024, vi aveva conquistato una straordinaria vittoria, l'edizione 2025 ha segnato l'inizio di una parabola discendente. Tra l'errore contro le barriere in qualifica, la partenza anticipata e il ritiro al primo giro dopo un lungo in Curva 5 mentre si trovava in testa al Mondiale, Baku ha rappresentato il punto di svolta negativo che ha poi spalancato la strada alla conquista del titolo iridato da parte del compagno di squadra Lando Norris.
A distanza di un anno, l'obiettivo numero uno è il riscatto, pur consapevole dell'insidia che questo circuito porta con sé. Interpellato sul suo legame con il tracciato azero, Piastri non ha nascosto la complessità della sfida: "È un po' un rapporto di odio e amore. Penso che probabilmente la mia miglior gara di sempre sia stata su questa pista, così come la mia peggior gara in assoluto. Quindi succede sempre di tutto, lo so bene. Comunque sì, penso che sia sempre un tracciato che richiede molta fiducia e ovviamente devi spingere davvero al limite. È una combinazione abbastanza rara: un circuito cittadino con così tante staccate violente. È una pista interessante, ma speriamo che quest'anno assomigli di più al 2024".
Al di là della singola pista, il tema centrale per Piastri resta l'adattamento a una monoposto con cui il feeling non è ancora perfetto, specie sul giro secco in qualifica. Il pilota australiano avverte tuttavia i primi segnali di crescita dopo il lavoro svolto nelle ultime uscite: "Un pochino sì, sento di aver svoltato. Vogliamo dire che i progressi non sono lineari. Sai, trovi sempre cose che funzionano e imbocchi strade che non funzionano, e al momento siamo ancora in piena fase di esplorazione. Penso che lo scorso weekend la macchina fosse veloce alla fine, ma di nuovo molto difficile da far rendere sul giro secco. Quindi questa è probabilmente la cosa principale. Sento però che stiamo facendo passi avanti e almeno stiamo provando cose diverse: alcune funzionano, altre no. Ma la cosa più importante è che non stiamo fermi a guardare".
Per guidare Piastri verso il massimo potenziale della vettura, il Team Principal della McLaren, Andrea Stella, ha deciso di incrementare le risorse ingegneristiche dedicate all'australiano, sottolineando anche come Oscar stia affrontando questo percorso di adattamento "guidando e pensando". Un supporto concreto che il pilota sente al proprio fianco: "Sento decisamente che stiamo mettendo in campo tutto il possibile per cercare di migliorare, il che è positivo. Poi, ovviamente, c'è un limite a ciò che puoi fare senza salire in macchina e provare direttamente le cose. Ma penso che, con il tempo limitato che abbiamo a disposizione, serva avere delle buone idee o un solido piano di idee da mettere in pratica: non puoi limitarti a tentare cose a caso. Sento che c'è stata un'ottima risposta da parte della squadra nel cercare di migliorare le cose il più rapidamente possibile. E sì, mi sento ben supportato".
La sfida più grande resta quella di trasformare la guida in un processo del tutto naturale e intuitivo, superando le difformità rispetto alle monoposto delle stagioni precedenti: "Di cosa ho bisogno? Che la macchina si comporti in modo un po' diverso. Siamo riusciti a riscontrare questo aspetto in alcune gare quest'anno. Ovviamente le vetture di quest'anno sono piuttosto diverse da quelle che avevamo in passato. E sì, molte delle cose che per me funzionavano negli anni scorsi quest'anno non sembrano funzionare granché. Si tratta quindi di trovare soluzioni diverse che siano efficaci. Ripeto, sento di stare facendo dei progressi in questo senso, ma non è così semplice come individuare una direzione e far sì che funzioni sempre. Devi adattarti e cambiare continuamente le cose, ed è proprio questo a rendere difficile trovare una soluzione, perché la risposta è sempre un po' diversa ogni volta. Ce la stiamo mettendo tutta e penso che stiamo progredendo, ma di certo non siamo ancora al punto in cui vorremmo essere per dire di aver sotto controllo la situazione".
Infine, Piastri ha ribadito l'importanza dell'equilibrio tra la fase di apprendimento/sviluppo e la necessità impellente di raccogliere punti pesanti nel weekend di gara: "Per certi versi, ogni F1 che ho guidato è stata un po' diversa dalle altre. Ovviamente il regolamento per i primi tre anni della mia carriera è rimasto lo stesso, ma le tre macchine che abbiamo avuto in questo triennio presentavano grandi differenze, e anche le gomme sono cambiate un po'. Quindi le cose cambiano continuamente, persino da un anno all'altro con lo stesso regolamento, e cambieranno anche il prossimo anno. Per questo sono fiducioso che faremo dei passi avanti. È molto difficile trovare il momento giusto perché stai cercando di bilanciare l'apprendimento, testando cose che magari non rappresentano il modo più veloce per andare in pista, con la necessità di fare punti e portare a casa buoni risultati. È sempre un delicato gioco d'equilibrio. Ma no, ho fiducia di poter trovare una strada, e le stiamo trovando. È solo che in alcuni weekend le cose appariranno migliori rispetto ad altri".