"L'interesse del team viene prima": Stella striglia Norris e Piastri dopo Singapore e rivela il punto debole della McLaren: "Non si risolverà prima del 2027"

'L'interesse del team viene prima': Stella striglia Norris e Piastri dopo Singapore e rivela il punto debole della McLaren: 'Non si risolverà prima del 2027'
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Andrea Stella analizza la complessa domenica della McLaren a Marina Bay: dal richiamo a Norris e Piastri dopo la Sprint al limite strutturale della MCL40
11 ottobre 2026

Il finale di gara a Marina Bay lascia un retrogusto decisamente amaro in casa McLaren. Un quarto e un quinto posto conclusivi — con Lando Norris costretto a cedere la quarta piazza a Kimi Antonelli negli ultimi metri e Oscar Piastri subito alle sue spalle — rappresentano un bottino decisamente magro per la scuderia di Woking. Soprattutto all'indomani del disastroso contatto nella Sprint race, dove il tentativo di sorpasso di Norris sul compagno di squadra aveva compromesso il sabato di entrambi portando al ritiro del britannico e fruttando un solo punto iridato al team.

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“Considerando il merito puro, il quarto e il quinto posto erano probabilmente il massimo a cui potessimo ambire oggi”, ha esordito Andrea Stella analizzando la domenica della McLaren a Marina Bay. “Siamo stati aiutati dal fatto che Hamilton ha subito un degrado gomme enorme, rendendo il sorpasso agevole per entrambe le nostre vetture e regalandoci una posizione. D'altra parte, per come si erano messe le cose in pista, resta il rammarico per il podio: sarebbe stato interessante capire se Lando avrebbe potuto difendersi da Antonelli senza perdere la posizione proprio mentre scavalcava Hamilton. Tuttavia, venivamo da una serie di gare avare di punti e da un sabato estremamente difficile per la squadra sotto diversi aspetti. Quindi mi tengo stretto questo risultato, prendiamo i punti, facciamo un reset e guardiamo avanti”.

Un avanti che passa inevitabilmente dal pacchetto di aggiornamenti tecnici e dalle peculiarità di una MCL40 apparsa complessa da interpretare per i due piloti. “Questa macchina richiede un grande sforzo guidato e un'intensità nei comandi nettamente superiore rispetto allo scorso anno”, spiega ancora il team principal italiano. “È un aspetto che ha richiesto tempo ai piloti per essere compreso. È anche una delle ragioni per cui Oscar, a un certo punto, ha perso un po' di competitività rispetto a Lando. Quando ci chiedevamo cosa stesse accadendo con Oscar, ho sempre ribadito che si trattava di una questione tecnica: doveva solo capire come ‘forzare’ la vettura, abbandonando l'idea che guidare forte significhi per forza guidare pulito. La guida pulita e la costanza erano il suo marchio di fabbrica, ma con questa monoposto questi fattori non vanno d'accordo. Non mi aspetto che gli aggiornamenti in arrivo risolvano del tutto questa caratteristica: servirebbe qualcosa di più fondamentale che aggiungere semplicemente carico aerodinamico. Cambiamenti più strutturali arriveranno più a lungo termine, non prima della MCL41 del 2027”.

Rispondendo ai dubbi sul calo di forma dopo i successi estivi, Stella fa il punto sui riscontri prestazionali: “Tra Baku e la Malesia abbiamo avuto qualche perplessità, ma siamo stati felici di chiarire qui a Singapore che non c'è nulla di sbagliato sulla macchina. Siamo in piena lotta con la Mercedes. Anche quando vincevamo a Madrid o in Ungheria, eravamo in pole per pochi millesimi. Quando sei davanti in aria pulita, come ha fatto oggi Verstappen, le qualità della macchina si amplificano. Red Bull sta semplicemente capitalizzando gli aggiornamenti introdotti: è il classico 'ping-pong' della stagione. Pianifichiamo di portare ulteriori novità per colmare il divario e permettere alla McLaren di lottare costantemente per il podio, valutando poi nelle ultime tre gare se potremo giocarci la vittoria”.

Sullo sfondo resta inevitabilmente la gestione interna dopo le scintille del sabato, pur confortata dal comportamento collaborativo mostrato in pista da Norris durante la gara di oggi. “Quello che è successo ieri nella Sprint è stato inaccettabile, ed è una dichiarazione da Team Principal che i piloti stessi hanno fatto propria molto rapidamente”, ha chiarito Stella con fermezza.I colloqui non sono conclusi, ma non perché si debba discutere chi fosse davanti. Ciò che conta è la riflessione che squadra e piloti devono fare insieme: l'interesse del team viene prima di qualsiasi interesse individuale. Non siamo ancora al traguardo su questo fronte, ma sono molto contento che Lando a un certo punto della gara abbia adottato questa mentalità. È ciò che mi aspetto io e ciò che si aspettano le mille persone che lavorano in McLaren”.

Infine, un passaggio sulla scelta strategica e sul piccolo imprevisto che ha colpito la vettura numero 81: “Non abbiamo diversificato la scelta delle gomme alla partenza perché ritenevamo la mescola media non ottimale. Volevamo sfruttare al massimo le fasi iniziali, evitare il rischio di perdere posizioni e dover rientrare presto, che è poi la gara penalizzante toccata ad Hamilton. Abbiamo poi allungato lo stint sperando in una Safety Car che riducesse il tempo perso al pit stop, ma non è arrivata. Quanto alla lenta foratura sofferta da Oscar, non ne conosciamo ancora la causa e analizzeremo il problema con Pirelli: è il primo evento del genere quest'anno. Oggi non è costato molto, ma in un finale più serrato avrebbe potuto pesare parecchio sul risultato”.

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