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Una rimonta tutta in salita, condotta con lucidità e tenacia su uno dei tracciati più probanti dell'intero panorama mondiale. È stata una vera e propria cronoscalata quella di George Russell nel Gran Premio di Singapore, costretto a prendere il via dalla diciannovesima piazzola per via delle 40 posizioni di penalità accumulate a seguito della sostituzione della power unit. Una componente nuova resa necessaria dopo il pesante ritiro patito a Sepang, quando il propulsore lo aveva tradito a soli cinque giri dalla bandiera a scacchi.
Sull'asfalto cittadino di Marina Bay, tracciato che il britannico conosce benissimo e sul quale aveva trionfato lo scorso anno, completare un recupero è tutt'altro che una passeggiata. Tra le insidie di un layout dove i sorpassi si strappano al millimetro e le temperature estreme di aria e asfalto, unite a tassi di umidità asfissianti, la tappa asiatica si conferma una delle sfide fisiche e mentali più logoranti del calendario di Formula 1.
Per affrontare il fine settimana, nel garage Mercedes si è scelta una strada a due binari: mentre Kimi Antonelli ha portato in pista la monoposto dotata dell'ultimo pacchetto di aggiornamenti e della specifica nuova, Russell ha dovuto fare virtù di necessità, affrontando la gara con la specifica precedente accoppiata alla nuova Unità di Potenza. Ciò nonostante, l'inglese ha messo in mostra tutto il suo talento, riuscendo a risalire la china e a tagliare il traguardo al termine dei sessanta giri in una solida nona posizione al volante della sua W17.
Intervistato nel post-gara ai microfoni di Sky Sport F1, il pilota della Stella ha commentato così la sua prestazione: “Sapevo che sarebbe stato molto difficile. I progressi fatti nel primo stint sono stati forse migliori del previsto. Poi sono riuscito a difendermi bene con la Virtual Safety Car. Qualche secondo in più mi avrebbe aiutato a guadagnare qualche posizione, ma è andata così”.
Con questo risultato, la lotta per il Mondiale si allontana sempre di più. Ora che Kimi Antonelli, grazie al terzo posto conquistato a Marina Bay, si porta a ben 102 lunghezze di distacco dal compagno di squadra, Russell vede complicarsi le sue speranze iridate, pur mantenendo saldamente la seconda posizione nella classifica piloti.
La prestazione di Marina Bay conferma la maturità e la resilienza di George Russell, capace di estrarre il massimo da un fine settimana iniziato tutto in salita. Tuttavia, la combinazione tra il ritardo del motore ADUO 2 e l'inevitabile nuova penalità in griglia rischia di spegnere definitivamente le sue speranze iridate. Nonostante il solido secondo posto in classifica piloti, le prossime gare vedranno il britannico costretto a gareggiare in difesa, chiamato a trasformare ancora una volta l'ennesima rimonta in un'impresa per congelare la posizione della Mercedes nel Mondiale.