F1. Ferrari poteva battere Verstappen in qualifica a Singapore: Hamilton esagera, Leclerc la sfiora

F1. Ferrari poteva battere Verstappen in qualifica a Singapore: Hamilton esagera, Leclerc la sfiora
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A Singapore la Ferrari aveva tutto per battere Max Verstappen. Hamilton ha cercato il limite fino a superarlo, mentre Leclerc ha trovato quasi dal nulla un giro che lo ha portato a 54 millesimi dalla pole. Dietro di loro, la Mercedes continua invece a cercare risposte sulla nuova W17
10 ottobre 2026

Lewis Hamilton si è preso a morsi la pista di Marina Bay, nel tentativo di conquistare la pole position del Gran Premio di Singapore 2026 di Formula 1. Ma la sua escalation verso il limite prestazionale di una Ferrari SF-26 più che efficace lo ha indotto ad alcune sbavature nel suo ultimo tentativo lanciato, quello che avrebbe potuto permettergli di regolare Max Verstappen. Gli ingredienti per farcela c’erano tutti, visto che alle indubbie doti telaistiche che consentono alla SF-26 di essere tra le migliori monoposto – se non la migliore – in curva – si aggiungeva un buon lavoro della Ferrari sull’assetto con la riapertura del parco chiuso dopo la Sprint.

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Il secondo settore, il più guidato e di conseguenza perfetto per le doti della SF-26, è quello in cui Hamilton è riuscito a fare la differenza sin dall’inizio. Alla fine, però, la migliore Ferrari l’altra. Charles Leclerc si è preso la prima fila risultando staccato di soli 54 millesimi da Verstappen. La sua qualifica, paradossalmente, era stata molto più tormentata rispetto a quella di Hamilton. Su un tracciato su cui è importante avere la giusta fiducia nel mezzo, Leclerc si lamentava del comportamento della monoposto in frenata.

Ha detto di averlo colto a occhi chiusi il suo ultimo giro lanciato Leclerc, e capiamo bene cosa volesse dire. Ha trovato all’ultimo secondo il feeling giusto con la macchina, dimenticandosi per poco più di un secondo e mezzo il modo in cui la sua vettura lo tradiva. Il suo approccio nel limare il tempo, meno aggressivo e più pulito rispetto a quello di Hamilton non certo per indole, quanto per una minore confidenza nel mezzo, alla fine ha pagato. Una prima fila tutta rossa, comunque, oggi era tutt’altro che improbabile.

Il problema è avere a che fare con un avversario come Max Verstappen. La sua Red Bull RB22 non è una monoposto perfetta: si scompone ancora in fase di cambiata, come succede dall’inizio dell’anno. Ma il motore è di grande livello. E, soprattutto, l’ultimo aggiornamento apportato alla RB22 ne ha aumentato l’efficienza aerodinamica in tutte le tipologie di cambi di direzione. Sono qualità che vanno a compensare la difficoltà insita nel DNA di tutte le ultime Red Bull nell’assorbire le asperità dell’asfalto. Quando Max ha a sua disposizione un’auto degna di nota, diventa un cecchino. E lo è stato anche oggi.

Andrea Kimi Antonelli, dal canto suo, continua a contenere i danni in un weekend difficile. La sua Mercedes W17 aggiornata continua a essere complicata da spremere, con una finestra di utilizzo che in questo momento appare angusta, difficile da raggiungere. In Formula 1 a volte va così: il picco prestazionale è potenzialmente assai elevato, ma è l’accessibilità il problema. Il bilanciamento con la riapertura del parco chiuso pare migliorato, però resta la realtà di una monoposto che non è progredita come suggerivano le simulazioni.

Vista da fuori, è difficile leggere anche il confronto con il compagno di squadra, George Russell, in pista con la configurazione con cui un paio di settimane fa ha vinto a Baku. Viene da pensare che l’incidente nella Sprint possa avere in qualche modo minato la fiducia dell’inglese, andando a influenzare la sua aggressività in qualifica. Sicuramente la Mercedes ha bisogno dei dati raccolti in pista come dell’acqua nel deserto, visti i dubbi sempre più pressanti sull’efficacia di un aggiornamento su cui la Mercedes ha concentrato tutte le sue risorse. Ben lontana dai picchi di un passato molto recente, per ora la Mercedes fa da comprimaria, mentre Verstappen rialza il capo su una pista che non era mai riuscito a prendere per il verso giusto. Finora.

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